Baldetti scrive al presidente di \'Italia Nostra\' su ex Enel e Politeama Rossini

Politema Rossini negli anni \'30 03/10/2009 - La stima e la fiducia che ho sempre avuto per lei mi sollecita ad un pubblico confronto, che possa contribuire alla sensibilizzazione collettiva sulla salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio architettonico del Novecento.

Il 18 settembre scorso sono intervenuto ad un incontro alla Rocca Roveresca, organizzato da “Italia Nostra” nazionale ed ospitato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, sul valore storico-architettonico delle Colonie Marine italiane di primo Novecento, sicuro di assistere ad una dotta descrizione o quanto meno ad una citazione contestualizzata delle sedi senigalliesi, oggetto di un prolungato dibattito estivo anche sui mass-media nazionali, incentrato soprattutto sulla ex ENEL. Ma l’interessante iniziativa, collegata ad un progetto di respiro europeo sulle “Colonie marine quale ipotesi per la conoscenza e la tutela del patrimonio storico ed architettonico del moderno”, non solo si realizzava quasi provocatoriamente proprio nel giorno in cui iniziavano ad operare le ruspe nell’ex colonia ENEL ma, con mia somma sorpresa, ho dovuto constatare che l’argomento senigalliese non veniva trattato, mentre si dava ampio spazio ad analoghi e meno eclatanti esempi pesaresi. Al mio intervento sull’imprevista omissione e sui contradditori silenzi dei responsabili della sezione locale di “Italia Nostra” nella precedente ‘querelle’ cittadina, lei ha controbattuto che la difesa dell’ex colonia non rientrava nelle priorità anche perché aveva assunto una connotazione politica, quasi che un edificio acquisti o perda valore storico-architettonico in base agli altalenanti destini dei partiti e dei loro leaders. In precedenza chi aveva sollevato il tema accusatorio sulla presunta strumentalizzazione del dolore è stato smentito quasi in tempo reale dall’appassionata intervista rilasciata da un’internata dell’ex colonia ENEL residente in Israele, che non si è schernita nel collaborare con la massima disponibilità alla nostra iniziativa di tutela della sede di reclusione.

La malcelata verità era un’altra: mentre per mesi in città si dibatteva sull’imminente demolizione dell’ex colonia ENEL, la sezione “Italia Nostra” di Senigallia preferiva tacere e trattare dell’archelogia cittadina, argomento precipuo del locale Archeoclub, dei selciati e delle mura medievali, introdotti da un ciclo di conferenze sulla storia urbanistica nella quale era stata per altro programmata anche la trattazione del Novecento e della rinascita architettonica di Senigallia dopo il terremoto del 1930, con una serie di edificati: la Rotonda e l’ex colonia ENEL, alle cui inaugurazioni è intervenuto lo stesso principe ereditario Umberto di Savoia; la “Gioventù Italiana” marina e del centro; lo Stadio; la scuola Pascoli; il cinema Teatro Rossini; il complesso dell’ “Istituto Case Popolari”, oltre ad una lunga serie di edifici privati che hanno dato un nuovo volto alla città rivierasca. Lei dirà che la ex ENEL non aveva valore architettonico, secondo quanto confermato dalla stessa Soprintendenza che non ha concesso il vincolo, stranamente conferito alla prossima ex colonia Miliani-Fabriano, né io ho l’ardore di asserire il contrario, come ha inteso invece fare a mio nome una distratta giornalista del “Corriere della Sera”, alla quale avevo trasmesso una cospicua documentazione storica anonimamente utilizzata. Da storico non poteva però associarsi al giudizio della Soprintendenza, quando negava sufficiente valore storico alla pionieristica colonia marina, struttura elioterapica per figli di lavoratori, campo di concentramento nazi-fascista, ormai riconosciuto come tale anche dalla Comunità Ebraica e dall’Amministrazione Comunale, Ospedale Militare e sede IRO, per i soldati apolidi della II Guerra Mondiale, in cui operò l’autorevole ispettore Ferdinando Li Donni, poi questore di Palermo, dove fondò la sezione antimafia, collaborando con il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Avrei quindi auspicato l’intervento nel dibattito di rappresentanti locali del direttivo della Deputazione di Storia Patria per le Marche, ma è sempre lei il deputato senigalliese; un’analoga iniziativa si poteva attendere dal presidente della Consulta comunale per la Cultura, comproprietario del complesso ex colonia ENEL e vicepresidente della Comunità Ebraica di Ancona, la quale non ha ancora ufficialmente espresso un pubblico giudizio dopo il totale abbattimento del “campo di concentramento” per ebrei ed altri emarginati istituito nell’ex colonia, come risultava anche dagli atti della Questura di Ancona e del Comune di Senigallia. Ma probabilmente sarà stata anch’essa sorpresa dagli imprevedibili eventi che hanno smentito l’architetto incaricato dalla proprietà di redarre il progetto, unitamente ad un professionista di Serra de’ Conti: nel convegno del 30 luglio sulla salvaguardia della ex colonia aveva infatti dichiarato per “onestà professionale”, di fronte ad un folto pubblico, che sarebbero state rimosse soltanto le superfetazioni, come si può verificare nei video divulgati su Internet.

Nel generalizzato mutismo degli addetti ai lavori è rimasto però fatalmente isolato Ettore Coen, il coraggioso ed encomiabile componente della comunità ebraica impegnato nella tutela della sede di internamento, che, costretto ad una continua sovraesposizione, ha dovuto poi subire minacciosi improperi. Ben altri avrebbero dovuto essere i protagonisti del dibattito pubblico, non dico i politici di spicco dell’attuale maggioranza amministrativa di centro-sinistra o i docenti di materie storiche o affini, ma almeno i rappresentanti di enti come il suo che “si propone in particolare quali attività istituzionali: suscitare il più vivo interesse e promuovere azioni per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, dell’ambiente, del paesaggio urbano, rurale e naturale, dei monumenti, dei centri storici e della qualità della vita (art. 3, comma a dello Statuto)”. A tal proposito, proseguendo nello smantellamento della città degli Anni Trenta, è stata recentemente pubblicizzata l’autorizzazione alla ristrutturazione dell’ex cinema-teatro Rossini, da parte di questa Amministrazione, la quale in verità ha realizzato i restauri della ex Gioventù Italiana e della Rotonda, per altro già programmati dalla seconda Amministrazione Mariani intorno alla metà degli anni Novanta.

Ora lei ribadirà, come da altri osservato per la ex ENEL, che il progetto approvato è stato pubblicamente esposto e quindi si poteva intervenire prima, ma i privati cittadini, che non abbiano i tanto vituperati interessi politici, sono oberati anche da altre urgenti incombenze quotidiane. L’organismo previsto dallo Statuto Comunale, la consulta “Città, Territorio e Ambiente”, democraticamente costituito dai rappresentanti delle componenti sociali direttamente interessate, con funzioni consultive, di controllo e libero accesso agli atti amministrativi di natura architettonico-paesaggistica, di cui lei fu l’ultimo presidente operativo, è stato prima temporaneamente esautorato nei primi anni Novanta per le reiterate assenze di taluni consiglieri comunali delegati, fra i quali un influente ex assessore all’Urbanistica, che non intervenendo contribuivano di fatto a far mancare il numero legale, e poi estinto, in seguito all’intervento di esponenti dei Verdi che paradossalmente lamentavano la scarsa incisività decisionale di una consulta, la cui istituzionale attività viene ora caoticamente espletata da cittadini più o meno organizzati. Oggi i Verdi costituiscono i soli ecologisti, rappresentati nell’esecutivo e nella maggioranza amministrativa, destinati a monopolizzare la tutela dell’equa trasparenza ed del coinvolgimento collettivo nella difesa del paesaggio urbano, non riuscendo o potendo però annullare o denunciare taluni macroscopici interventi di demolizione, cementificazione, privatizzazione, che risultano incomprensibili o inspiegabili per i ricorrenti comitati di protesta e che sono sotto gli occhi di tutti.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-10-2009 alle 12:28 sul giornale del 05 ottobre 2009 - 5636 letture

In questo articolo si parla di attualità, ettore baldetti, politeama rossini


Commento modificato il 03 ottobre 2009

Posso farle i miei complimenti più sinceri, prof. Baldetti? Alla cultura e competenza - che ci informano su fatti ignoti ai più, di grande rilevanza per dare un contenuto alla parte più bella del mondo (la memoria), illuminandoci sulle misere strategie di chi la sta distruggendo -, lei unisce una dote rara (di cui io difetto...): una pacatezza espressiva che non può non coinvolgere.

Ettore Baldetti

Troppo buona e modesta. Anche io leggo con piacere ed interesse i suoi commenti, talvolta adeguatamente pungenti, ma sempre chiari e stimolanti.

Caro prof. Baldetti, mi permetta questa confidenza, Lei ha espresso in maniera egregia il pensiero di tante persone, me compreso. Grazie

...fermo restando che ancora il progetto di cosa andrà fatto al posto delle ex colonie enel lo si deve ancora vedere.<br />
Son fermo ad una idea di massima, e alla nefasta idea dell\'arretramento di 400 m scarsi di lungomare.<br />
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Per quest\'ultima cosa sarei stato pure d\'accordo, ma solo per un intervento di più ampio respiro che interessasse una fetta ben maggiore di lungomare, senza lasciare i sospetti che si voglia creare un privilegi per i pochi che lì prenderanno casa.

L\'encomiabile intervento del prof.Baldetti riuscirà a smuovere le coscienze di quante/i hanno deciso lo scempio della demolizione di parte della storia e della memoria di Senigallia?E se propio non riescono ha provare vergogna di fronte ell\'efferatezza di quanto stanno compinedo,proveranno almeno un po\' di pudore,arrossendo?Ho i miei dubbi ma non dispero.Giorgio Bendelari

giulio fifi

mi associo...Grazie

nella città dove governa l\'Angeloni, non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo disturbare il sonno dei potenti con queste inutili schermaglie...<br />
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siamo sotto dittatura, dimenticate?

Io non intervengo perchè mi hanno spiegato che la lotta contro la devastazione del territorio (e il patrimonio storico-architettonico è territorio) è una roba di sinistra.<br />
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Deduco quindi che i devastatori sono di destra. <br />
O no?