Patrizia Casagrande nuova presidente dell’Upi Marche

patrizia casagrande esposto 2' di lettura 09/10/2009 - La presidente della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande, è la nuova presidente dell’Upi Marche, Unione delle province marchigiane.

Venerdì mattina, infatti, nella sala della Loggia dei Mercanti di Ancona, si è riunita l’Assemblea generale dell’Upi Marche che ha sancito il passaggio di consegne dal presidente uscente, Palmiro Ucchielli, già presidente della Provincia di Pesaro Urbino. E’ stato il Consiglio direttivo, come da statuto, ad eleggere all’unanimità Patrizia Casagrande. “Questa è una grande responsabilità, specialmente dopo i 10 anni di presidenza Ucchielli che ringrazio per il gran lavoro svolto. Va proseguito il dialogo con la Regione e lo Stato centrale, che poi è il compito peculiare dell’Upi nel suo livello regionale. Abbiamo bisogno di farci sentire per essere più incisivi, soprattutto da un punto di vista legislativo”.


Due i vicepresidenti: Franco Capponi, presidente della Provincia di Macerata e Fabrizio Cesetti, presidente della Provincia di Fermo. Il nuovo consiglio direttivo è così composto: Renzo Amagliani e Lorenzo Rabini (Ancona), Riccardo Pascucci (Pesaro – Urbino), Alessandra Boscolo, Augusto Ciampechini, Emanuele Crisostomi (Macerata); Gabrio Jommi e Massimo Diomedi (Fermo); Emidio Mandozzi e Achille Buonfigli (Ascoli Piceno). Nell’occasione sono stati indicati anche i delegati all’Assemblea nazionale dell’Upi (9 - 11 dicembre 2009, dalla quale uscirà il nuovo presidente nazionale che andrà a sostituire Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti): Franco Balducci e Marco Grandi (An), Pietro Cruciani (Mc), Monica Catini (Fm), Raffaele Rossi e Massimo Rossi (Ap). E’ stata un’assemblea generale all’insegna del cambiamento. Tra le novità, l’istituzione della Provincia di Fermo, operativa dopo le elezioni amministrative di giugno 2009, che porta a 5 il numero delle amministrazioni provinciali che costituiscono l’Upi e il cambio al vertice di tutte le Province marchigiane (eccetto Ancona).


La Casagrande indica da subito le priorità in agenda: “Continuerà l’impegno forte sulle misure anticicliche per affrontare la crisi economica, in coordinamento con la Regione. E poi grande attenzione al paesaggio da tutelare in ogni sua dimensione attraverso un lavoro di regia non più soltanto provinciale, potenziando a livello regionale gli strumenti di governo del territorio. Puntiamo sulla qualità per portare la nostra regione al centro di una promozione culturale e turistica, sulla quale la Regione sta già lavorando e che può rappresentare un ottimo volano economico”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2009 alle 14:46 sul giornale del 10 ottobre 2009 - 1354 letture

In questo articolo si parla di provincia di ancona, patrizia casagrande esposto, politica, ancona


Congratulazioni e buon lavoro presidente Casagrande da Ilario Taus

Commento modificato il 09 ottobre 2009

Mi chiedo: supponiamo che una materia sia competenza di più livelli decisionali, che so: comune; Associazione dei comuni; AATO; Consorzi vari; Sistema Turistico; Partecipate varie; Provincia; Upi Marche; Comunità Montana; Regione, <i>quanto tempo passa prima che la decisione sia presa</i>? Una intera legislatura, considerato il fatto che ciascun organismo per giustificare la sua presenza non mollerà di certo le sue prerogative? E quanto ci costa tutto questo in prebende e gettoni di presenza, oltre che in tempo degli amministratori, dedicabile a impegni più utili?

Commento modificato il 10 ottobre 2009

Ovviamente gli auguri glieli faccio anch\'io, a Patrizia. <br />
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Però insisto e domando: quale utilità effettiva ha la moltiplicazione dei pani e dei pesci, vale a dire la stratificazione di organismi e organetti nei processi decisionali? Per esempio: a coordinare le province, non dovrebbe pensarci la Regione? E a coordinare i comuni di una provincia, non dovrebbe pensarci la Provincia medesima? <br />
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Brunetta licenzia i fannulloni. Bene. Non sarebbe ora, però, che si mettesse anche mano alla semplificazione dei livelli di governo e decisione che intoppano qualsiasi buon proposito di governare efficacemente ed efficientemente? E quanti soldi pubblici si sprecano tra organismi inutili e partecipate politicizzate? Vabbé che un incarichetto non si nega a nessun fedelissimo, ma forse stiamo esagerando... <br />
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Che ne dici, Patrizia?

Complimenti per la elezione a Patrizia Casagrande. I costi della politica non sono costituiti da organismi come le Provincie che operando in aree discretamente ampie possono con forza e rigore tenere insieme le politiche di un territorio avendone la conoscenza e l\'opportunità di coordinarle sia con strumenti normanitivi che con la moral suasion. La Casagrande ha le caratteristiche per farlo. Le auguro che con il PTC riesca a dare ed attuare le direttive più consone alla gestione del territorio a difesa,tutela e valorizzazione di tutto quanto di valore in questa Provincia esiste. Gli organismi altri nati per avere compiti specifici devono operare in cooperazione e velocizzare la soluzione dei problemi tecnici. A Patrizia il compito politico di perseguire un obiettivo tanto importante. Michelangelo Tumini

e da che cosa sono costituiti i costi della politica?

già, domande a cui si devono dare risposte oggettive, vorrei tanto saperlo anch\'io, sicuramente si potrebbe fondere qualche comune e bisogna cominciare a parlarne, nel 2010 qualche confine medievale è bene che rimanga solo tale<br />
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e le altre domande devono avere risposte, chi dice \"complimenti complimenti\" e basta per me è sospetto in questi tempi

Faccio notare che l\'abolizione delle Province è nel programma di questo Governo.<br />
Quindi ci aspettiamo che entro il 2013 siano abolite.

Tanto non servono a miente, solo a dare inutili posti di lavoro ed a spartirso costose poltrone

...ma non è (solo) questione di abolizione delle province sì/abolizione delle province no. Non so se ti sei accorto delle infinite stratificazioni che si sono formate? Qualcuna ne ho citata. Hai idea di quanto incrementino l\'<i>inefficienza</i> amministrativa (costi indiretti), oltre i costi diretti?

Sono d\'accordo con te Mariangela. Ma la battaglia per la semplificazione non credo si possa vincere nel locale, ma dovrebbe essere combattuta a livello nazionale e ancor più a livello culturale.<br />
Bisogna dar atto alla Provincia di Ancona che da sempre è impegnata per la semplificazione, almeno per quanto è nei poteri della Provincia.

dragodargento, gli organismi e le partecipate inutili - perché gestite nell\'interesse della politica e non in quelle delle imprese e dei cittadini - sono tutti partoriti dal governo regionale, provinciale, comunale. La politica nazionale c\'entra solo perché lascia fare: sono centri di potere e incarichi. Per esempio, sai quanto è pagata la presidente dell\'AATO, la Abbondanzieri? Vai a vedere sul sito del Ministero della Pubblica Amministrazione... <br />

Davvero la Provincia potrebbe eliminare AATO, Comunità montane, unioni e partecipate varie e tutti quegli enti a cui fai riferimento?<br />
Io credo che più che sulle partecipate non abbia voce in capitolo.

Domani, 12 ottobre, la Camera è convocata in asseblea generale, ore 14,30 discussione per la modifica di alcuni articoli della Costituzione, indovinate un pò, Soppressione delle Province!!!!!Stavolta tocca tifare per i politici, che Dio li illumini e finalmente cancellino quello sgorbio istituzionale quali sono le province.

Non la provincia, ovviamente. La potestà legislativa è della regione. Però, qualche altra cosa sì, la potrebbe eliminare (o non attivare). E invece sia province che comuni ci si catapultano, quando c\'è da sostenere politicamente la nascita di qualche nuovo organismo che distribuisce potere (e voti)!

Perché non entri nello specifico? (se hai tempo)<br />
Mi interessa l\'argomento ed ammetto la mia ignoranza.

Commento modificato il 11 ottobre 2009

Difficile farlo, nello spazio di un commento. Anche perché sarebbe necessaria una ricerca sulle norme che hanno portato negli ultimi anni - più o meno dai tempi delle cosidette \"privatizzazioni\" in poi, privatizzazioni molto monche, in verità - alla moltiplicazione di organismi sovracomunali, sovraprovinciali e pure sovraregionali, i cui compiti sono oscuri ai più, me compresa. Unioni di Comuni, ma anche Ambiti Territoriali, ma anche Sistemi Turistici territoriali, ma anche Unioni di province, ma anche Consorzi, eccetera eccetera. Oltre naturalmente, alle Comunità Montane, Partecipate, <i>public utilities</i> collegate tra loro da scatole cinesi che moltiplicano i consigli di amministrazione, ri-eccetera, eccetera, eccetera. Una ragnatela di competenze e livelli di governo sovrapposti e spesso in conflitto, della cui utilità dubito fortemente. E non sono la sola, ovviamente. Per non parlare poi dei costi.<br />
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Le grandi <i>corporation</i> hanno da decenni capito che il segreto della competitività e profittabilità passa dallo snellimento delle loro strutture (la <i>lean production</i>). La politica viaggia invece al contrario, rendendo meno efficiente il sistema economico e sociale. Siamo uno dei paesi del mondo occidentale meno attrattivi per le imprese estere che potrebbero portare lavoro e innovazione, proprio per questa nostra mania di far finta di governare solo passando da un organismo all\'altro carte e carteggi, mettendo timbri, redigendo verbali di inutili riunioni. Se poi ci aggiungi che le cariche in questi organismi seguono criteri politici e non le competenze, è chiaro lo sconquasso.<br />
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Se trovo qualche ricerca al riguardo, te la giro. <br />
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Ciao,

Concordo pienamente, e vorrei sottolinerare le notevoli problematiche che si sono venute a creare con il passaggio delle competenze,per alcune materie, dallo stato alle regioni, dalle regioni alle provincie, dalle provincie alle Comunità Montane dalle.... E\' impossibile sperare in uno sviluppo socio economico di alcuni settori se poi gli stessi vegnono fortemente penalizzati da amministratori che da un lato non vogliono assumersi responsabilità di sorta e dall\'altro devono difendondere poltrone spesso attribuite come parcheggi politici.<br />
Ritengo che la proposta Calderoli sul riordino delle Autonomie, seppur vada nell\'ottica di riordino amministrativo, non incide sul \"riordino degli amministratori\", e delle modalità di attribuzione di cariche e incarichi.




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