Rocconi: bisogna scommettere su Gesù

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 10/10/2009 - Nell\'omelia di domenica il Vescovo di Jesi ha commentato il vangelo di Marco sottolineando l\'esigenza di avere il cuore libero per il Signore.

Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».


Il vangelo di oggi (Marco) ci presenta un tale che pone una domanda importante a Gesù. L’evangelista Matteo ci ricorda che si tratta di un giovane. E pone pertanto una domanda da giovane.
Chiede infatti come impostare la vita per non correre il rischio di buttarla via: “Maestro, cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”
E Gesù propone una prima via di salvezza. Gli dice: osserva i comandamenti. E’ una strada di obbedienza, una strada che Dio ha indicato.

E’ quel giovane è felice: li ha sempre osservati. Magari potessimo sempre dire così: Signore, ho sempre osservato i tuoi comandamenti.
E Gesù a questo punto si potrebbe accontentare, potrebbe fargli un elogio e congedarlo: Vai avanti così, va benissimo.
E invece no: Gesù lancia una seconda proposta: Va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».

Ma che vuole questo Gesù: non si accontenta mai?
Sia ben chiaro che Gesù non è incontentabile. E’ che Gesù ama, ama sempre, non gli basta mai amare: e la seconda proposta di Gesù è una proposta di amore. Non per niente il vangelo sottolinea che Gesù, guardandolo intensamente gli manifestò tutto il suo amore.

Se con sincerità ci avviciniamo al Signore per dirgli cosa vale la pena seguire nella nostra vita, Gesù ci risponde alla stessa maniera: Osserva i comandamenti!

Ma poi, proprio perché non finisce più di amarci, ha un ulteriore passo da proporre. I comandamenti, infatti, sono importanti: sono regole di vita, strade da percorrere. Ma ormai la nostra legge è una persona. La nostra vita deve essere modellata su un incontro, su una esperienza, l’incontro con Gesù, l’esperienza di Gesù. Per questo Gesù dice al giovane, come una proposta di amore: Segui me, imita me, abbi i miei stessi sentimenti, prendimi come il tuo punto di riferimento, nutriti della mia Parola, impara da me ad essere un dono, condividi con i fratelli, libera il tuo cuore da tante pesantezze, non cercare nelle cose la gioia, non fare delle cose il tuo idolo...

Quel giovane di fronte alla proposta di Gesù ebbe paura, non se la sentì di impostare totalmente la sua vita sul Signore: certo, osservava i comandamenti, ma capì che l’amore è molto più esigente dell’osservanza di una legge e non se la sentì di fare di Gesù il modello della sua vita. Troppe cose lo imprigionavano. Il suo cuore non era libero.

Vediamo in quel giovane la nostra storia. Le preoccupazioni del mondo, gli affanni della vita, il tentativo di cercare la nostra gioia nelle cose della terra... non ci permettono di seguire Gesù totalmente; e la conseguenza è che non si è mai contenti.

E quel giovane se ne va.

E’ quello che accade a noi: onestamente e umilmente dobbiamo riconoscere la paura che abbiamo di tuffarci pienamente nell’amore del Signore.
Bloccati da tante cose: le ricchezze, il nostro carattere, il nostro prestigio, le amicizie... ovviamente tutte cose buone che però valgono per noi più di lui.

Da qui il lamento di Gesù: Quanto è difficile che chi è ricco entri nel regno di Dio.

Le ricchezze di cui parla Gesù non sono solo soldi o mezzi: Gesù parla di tutto ciò che può prendere il posto di lui. Ma come si fa a prendere sul serio quanto il Signore ci sta dicendo?

Anzitutto la capacità di seguire il Signore dove lui ci vuole bisogna chiederla.

Bisogna chiedere la sapienza per gustare e amare i pensieri del Signore, ma poi bisogna anche saper scegliere, lottare, magari con fatica, perché, dice il Signore, solo dei violenti è il Regno di Dio, solo di coloro che sanno andare controcorrente e vincono lo spirito del mondo. Si tratta, insomma, di scommettere su Gesù per scoprire che il Signore non delude mai.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-10-2009 alle 18:32 sul giornale del 12 ottobre 2009 - 1303 letture

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