Castelplanio: casa del Commiato,centinaia di applausi per la prima

2' di lettura 12/10/2009 - Centinaia di persone hanno gremito la prima Casa del Commiato delle Marche e del centro Italia nel suo giorno inaugurale omaggiando con rispetto e calore la famiglia Bondoni.

Il nastro è stato tagliato dal vicesindaco Alessandro Novelli in sostituzione del Sindaco Luciano Pittori impossibilitato a presenziare. Molte le autorità presenti: gli assessori regionali Fabio Badiali e Lidio Rocchi, l’assessore provinciale Gianni Fiorentini, gli assessori del Comune di Castelplanio Paolo Grizi e Michele Pompili e il vicesindaco di Rosora Enrico Badiali. Presente anche Maria Scaglione Urbani presidente dell’Aicu, Associazione Italiana Carlo Urbani.

Nella hall della struttura il vicesindaco Novelli ha portato i saluti dell’amministrazione comunale mentre il parroco don Mariano Piccotti ha officiato la benedizione. Molto toccante la poesia declamata dall’attrice Barbara Marchetti accompagnata all’arpa dal maestro Elisabetta Patrizi. La prima sala ad essere aperta al pubblico è stata la sala più grande, denominata “Virgilio”, dove l’assessore regionale al lavoro Fabio Badiali ha portato il saluto del governatore della Regione Marche Gian Mario Spacca. “La famiglia Bondoni rappresenta la laboriosità e la capacità di innovare – afferma Badiali - che sono peculiarità di questa regione e di questo entroterra.


Una famiglia-azienda che dal 1899 sviluppa la propria attività reinvestendo in tecnologie, ricerca e qualità, prerogative che servono, nel contesto di crisi globale che stiamo vivendo, per essere pronti a una ripresa.” Motivazioni ed esigenze che hanno portato alla costruzione della Casa del Commiato sono stati illustrati da Marco Bondoni che ha sottolineato la funzionalità delle tre camere ardenti, l’apertura verso gli altri credi religiosi e l’efficienza rispetto a strutture pubbliche troppo spesso sature e prive di riservatezza. Con orgoglio Marco ha presentato suo figlio Edoardo Bondoni, il più piccolo della famiglia, che a solo 19 anni è entrato a far parte del gruppo con entusiasmo e voglia di imparare. Mario Bondoni, il capofamiglia, ha ricordato il padre Giovanni e il nonno Guerrino, che hanno iniziato l’attività, e poi ha elogiato il ruolo degli altri componenti della famiglia: Delia, sua moglie, i suoi figli Giovanni e Laura, ed Ornella, sua nuora. L’architetto Riccardo Bucci ha descritto le soluzioni che ha studiato per ottimizzare al massimo la funzionalità della struttura, dalla flessibilità dei locali alla distinzione dei percorsi tra familiari e addetti ai lavori.


La particolare committenza tra la famiglia Bondoni e l’affermata artista marchigiana Simona Bramati, che per la struttura ha scelto le tinte delle sale e ha dipinto quattro opere inedite, è stata illustrata da Loretta Mozzoni, direttrice della Pinacoteca di Jesi, e dalla critica milanese Chiara Canali.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-10-2009 alle 18:56 sul giornale del 13 ottobre 2009 - 6084 letture

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