Rocconi: missionari per amore

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 18/10/2009 - Siamo chiamati a donare Gesù, a portare Gesù, ad annunciare il Vangelo. Abbiamo un debito nei confronti di ogni uomo.

Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.


Missionari per amore

Oggi si celebra la giornata missionaria. Negli ultimi mesi ho incontrato due missionari, P. Savio e P. Francesco, venuti in Italia per qualche cura e un po’ di riposo. Ambedue vivono in brasile, ambedue non sono più giovanissimi e ambedue sono malati di Parkinson. Trascorsi tre mesi in Italia sono di nuovo partiti per il Brasile. Qualche giorno fa via e-mail ho contattato P. Angelo, missionario in Indinesia: Lo Tesunami di qualche giorno fa ha completamente distrutto tutto ciò che i missionari avevano. Ma lui resta lì con fiducia. Malattia, pericoli addirittura di vita. Ho citato questi tre missionari semplicemente perchè ho avuto un contatto con loro in questi ultimi giorni. Ma perchè fanno così? Chi glielo fa fare? La risposta è nel vangelo, è in una concezione di vita che ci viene dal vangelo: \"Fra voi chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti\".

La vita: un dono da fare

Sì. La Parola di Dio oggi chiede di mettere la propria vita a servizio dei fratelli e di farne un dono: questa è la mentalità di Gesù.
Nel vangelo di oggi ci vengono presentati Giacomo e Giovanni che rivendicano un posto nel Regno come un diritto, come un merito, come una esigenza di grandezza. Dicono infatti: \"Signore, quando sarai nel tuo regno, riservaci un posto uno alla tua destra e uno alla tua sinistra\".
Insomma ragionano in termini di potere e di prestigio. Ma si sentono rispondere che il loro modo di pensare è di questo mondo. Fra i figli di Dio non deve essere così. Il modo di pensare del mondo è quello di grandezza, di superbia, di affermazione di sè, di prestigio. Gesù ci insegna diversamente e lo fa soprattutto con il suo esempio: Lui, il Cristo, da primo che era, ha nascosto la sua divinità, si è fatto l’ultimo, è stato il più umile, ha preso le nostre iniquità pur essendo l’innocente, ha dato la vita pur essendo il creatore della vita. E la nostra strada non può essere che quella di quella di farci simili a Gesù.

Quale strada?

E allora chiediamoci, concretamente cosa il Signore ci sta suggerendo:
1 - Anzitutto siamo chiamati ad un servizio fondamentale: siamo chiamati a donare Gesù, a portare Gesù, ad annunciare il Vangelo. Abbiamo un debito nei confronti di ogni uomo. “Ho avuto il dono di conoscere Gesù, la salvezza, l’amore di Dio. Sono debitore di questa bella notizia ad ogni uomo”.“Guai se non annunciassi il Vangelo”, dice San Paolo. Perchè “guai”? Perchè sarei un ladro. Terrei per me solo l’unica ricchezza che conta. Ecco allora il mio primo dovere: essere missionario, annunciare Gesù.
2 - Il tema scelto per la giornata missionaria di quest’anno dice così: Vangelo senza confini. E’ un invito a guardare il mondo intero. Come stare tranquilli se pensiamo che due uomini su tre di fatto non hanno ancora avuto l’annuncio di libertà del Vangelo?
3 - Oggi, giornata missionaria, ci si propone di imparare a vivere la gratuità, a comprendere che la vita cristiana è soprattutto gratuità. Ma la gratuità nasce da un rapporto profondo con il Signore e parte dalla preghiera. Diceva M. Teresa di Calcutta: Se preghiamo, crederemo. - Se crediamo, ameremo. - Se amiamo, serviremo.

E\' così: sa servire e spendersi chi sa amare; sa amare chi ha fede; ha fede chi cerca il Signore nella preghiera che è ascolto, dialogo, desiderio di lui.

Solo anime che cercano il Signore e fanno l’esperienza di lui, sapranno donarlo e servirlo nei fratelli, testimoniarlo, annunciarlo.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2009 alle 10:38 sul giornale del 19 ottobre 2009 - 1091 letture

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