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comunicato stampa

Anche il pesce diventa biologico

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da PR.I.M.I.

Con la nascita della cooperativa “PR.I.M.I.” con sede a Jesi orate, spigole, saraghi ed ombrine saranno nutrite con mangimi di ottima qualità, che completano il ciclo biologico del prodotto allevato.

La qualità del pesce allevato dipende quasi esclusivamente dalla qualità del mangime con cui si nutre. Ecco allora che orate, spigole, saraghi ed ombrine verranno immesse sul mercato con contenuto di grassi paragonabile al pesce selvaggio, di ottimo gusto, grazie alla “filiera a lunghezza 0” e alla gestione ottimale degli allevamenti. L’iniziativa è della cooperativa PR.I.M.I., unica in Italia, con sede nelle Marche a Jesi (AN), che si propone di avviare la produzione di pesce “biologico” in base a quanto stabilito nella recente normativa emanata della CE. La cooperativa sarà in grado, quindi, di raccogliere al suo interno tutte le fasi della filiera, offrendo al consumatore un prodotto certificato, la cui etichetta conterrà le informazioni su chi ha fornito e dove l’avannotto, il mangime (no OGM e biologico), chi ha allevato il pesce, quando è stato pescato.



La tracciabilità completa è – dunque - sinonimo di sicurezza per l’utente finale. Sicurezza alimentare che rappresenta un valore concreto tanto da spingere oltre il 50% dei clienti nella motivazione di acquisto verso un prodotto percepito come “più sicuro”. “Il nostro obiettivo è quello di riunire in un unico soggetto – ha commentato Lino Lamorgese Presidente della cooperativa - tutti i componenti della filiera dell’acquacoltura al fine di rimuovere quella storica contrapposizione tra rivenditori e produttori, puntando sulla qualità assoluta del pesce”.



Il consumo di prodotti ittici nel nostro Paese è raddoppiato negli ultimi venti anni passando dal 4,3% del totale degli alimenti consumati a circa il 9% nel 2006 e dai 12 kg/anno procapite del 1982 a circa 23 kg/annuo del 2006. Purtroppo la chimera dell’allevamento ittico effettuato risparmiando sui mangimi e sulle modalità di cura per la preparazione ed il confezionamento è stata seguita anche in Italia, con conseguenze sulla scarsa qualità del prodotto non più distinguibile da quello di importazione. Per far fronte a questa situazione la neonata cooperativa PR.I.M.I. sta avviando una politica di differenziazione che punti sul pesce certificato biologico.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-11-2009 alle 16:51 sul giornale del 04 novembre 2009 - 1318 letture