Primarie del centrosinistra: il Pd ha poco da gioire

tarcisio torreggiani 3' di lettura 25/11/2009 - Sui risultati delle “primarie” promosse dalla coalizione di Centrosinistra si è ormai detto e scritto di tutto: siamo stati oggetto di un “bombardamento” sia dalla carta stampata che dai comunicati, commenti on-line e radiofonici.

Tutti si sono sperticati nell’inneggiare alla “grandiosa partecipazione”, al “trionfo” di Mangialardi e alla “bella prova” della Sig.ra Paci. Prima di esprimermi sul tema ho dialogato con diverse persone raccogliendo valutazioni e pareri (anche di aderenti al P.D.) e ne ho tratto motivo per le mie personali considerazioni che finiscono per essere un po’ diverse dal trionfalismo dei comunicati, perché io parto da elementi omogenei di raffronto e da quelli sviluppo un ragionamento: La partecipazione alle primarie del 22/11/09 può essere paragonabile, in sede locale, al grado di partecipazione popolare riscontrato per l’indicazione di Romano Prodi. Si è trattato infatti di due “primarie di coalizione”, anche se di diverso livello.


Altra cosa sono state le primarie del P.D. che indicarono Veltroni e Bersani: alla prima parteciparono circa 3.500 senigalliesi, le seconde richiamarono ai seggi 2824 cittadini contro gli attuali 4243 (minorenni ed extracomunitari inclusi- tutti con diritto di voto???). Se ci si ferma a questi numeri il risultato è senz’altro positivo. Ma va tenuto conto che sia per Veltroni che per Bersani le primarie interessarono solo il P.D, mentre per la individuazione del candidato a Sindaco le primarie del 22/11/09 erano rivolte agli aderenti di tutta la coalizione di centrosinistra che attualmente si compone di una quantità indefinita (8/10?) di partiti e movimenti a cominciare dal PD che ha fatto quasi quadrato intorno al suo candidato dopo essersi impegnato allo spasimo per evitare la concorrenza di altri candidati interni.


Fermi restando questi incontestabili e omogenei dati di raffronto e assunto che la partecipazione degli aderenti e/o simpatizzanti degli altri partiti della coalizione sia, in percentuale, simile a quella degli aderenti e/o simpatizzanti del P.D., emerge che il P.D. supera in questa tornata la partecipazione popolare rilevata per Bersani, ma non quella rilevata per Veltroni. Infatti, quand’anche togliessimo da 4243 i soli 1048 voti riscossi dalla Sig.ra Paci, ritorneremmo a un livello di partecipazione più vicino a quello scarso per Bersani che non a quello soddisfacente per Veltroni. Una ulteriore valutazione si potrebbe fare sugli ex Margherita che, pur aderendo al P.D.e impegnati nel “patto per Mangialardi” hanno sottoscritto e sostenuto la candidatura della Sig.a Paci; un dato che non può interessare nessuno, tranne che alla dirigenza di questo P.D.. Dai dati incontestabili e dalle richiamate analogie sostenibili, se ne ricava che il PD ha poco, pochissimo da gioire e che nessun trionfalismo è ammesso.


Di fatto, il risultato dei seggi solo apparentemente ha “incoronato” qualcuno, in realtà, tenuto conto dei sistemi di acquisizione del consenso (propri degli antichi Comitati Civici), messi in campo da Mangialardi e dalla sua “tambureggiante armata”(torna in mente la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto), credo che la dirigenza del P.D. abbia voluto fare una conta sul suo candidato, il risultato non è stato entusiasmante e riflette la propria debolezza. Il candidato è risultato debole e se questi dati, nelle dovute proporzioni, si dovessero ripetere a marzo 2010, il candidato del PD dovrà andare al ballottaggio e potrà vincere in seconda battuta solo grazie all’egoismo, al personalismo e alla parcellizzazione delle opposizioni e di quanti fanno finta di credersi “alternativa” alla gestione autoritaria e antidemocratica di questa Giunta; in sostanza costoro, a tutt’oggi, sembrano cercare solo un seggio in Consiglio Comunale. Quanto dovremo aspettare ancora per un sussulto di Virtù politica?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2009 alle 13:31 sul giornale del 26 novembre 2009 - 4400 letture

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