Continua la mostra dedicata al pittore Gambelli

7' di lettura 20/12/2009 - Se complesso, ed allo stesso tempo intrigante, è il ventaglio degli strumenti tecnici e dei linguaggi dell’arte utilizzati da Valter Gambelli per la resa della sua pratica artistica, univoco è lo spirito interpretativo che ne genera l’intima poetica.

Gambelli è, prima di ogni altra cosa, un pittore dotato di un’esperta e matura perizia tecnica e di una suggestiva e sapiente capacità pittorica attraverso la quale la raffigurazione interpretata dei soggetti e delle cose fluisce libera dalla visione percettiva del reale alla sublimazione del sentimento. Mai esplicitamente citati, ma sempre velatamente presenti, in Gambelli i generi della pittura si confondono per essere confutati nella resa pittorica e nella realizzazione pratica delle sue opere: dalle affascinati grandi tavole e dalle tele o dalle carte di piccolo formato, l’artista passa disinvoltamente a quelle che chiama folate (sipari a forma di aquilone, rondine, farfalla) opere mobili e seducenti che, al pari di una tenda, sembrano nascondere per poi svelare; o ai quadri stesi, opere sostenute esclusivamente da vecchie mollette di legno; ai nidi, strutture realizzate con scatole di vini pregiati prestate all’arte; fino alla scultura ambientale, ai confini dell’istallazione che invade, catturandone e restituendo in altra forma visiva, lo spazio della natura.

Così, proprio la natura, sembra piuttosto diventare il pretesto più che il soggetto, deputato a generare i temi e i significati della sua opera. Nel lavoro di Gambelli il paesaggio, malcelatamente mascherato, ha le accezioni dei sentimenti e degli stati d’animo, della ricerca della scoperta e delle intime pulsioni dell’anima dell’uomo, delle suggestioni dell’immaginario e dell’emotività dell’immaginazione. “L’artista sa che fare arte non significa imitare la natura ma inserirsi all’interno del ritmo naturale per scoprire più profonde consonanze con la propria energia creativa. Ecco perché m’incantano i suoi cieli pirotecnici sferzati da grandinate di coriandoli, mareggiate di fiori fra sciami di improbabili farfalle e vaghi echi vangoghiani, che sembrano preannunciare, nella luce che avanza fra le ombre della notte, l’alba di nuovi giorni” (Giorgio Ruggeri). Se quindi, come afferma Enrico Crispolti, nella pittura di Gambelli “ … il riferimento vi è infatti a storie naturali, mattino, notte, climi, aria, nube, tramonto, acque, ombra, crepuscolo …”, diventa comprensibile il risultato di questa nuova ed inedita produzione, in ordine ad una costante ricerca e sperimentazione pittorica dell’artista fanese, che viene presentato in questa mostra. Verso la notte è una serie di opere realizzate su carta Fabriano filigranata ed affidate allo spazio del piccolo taglio all’interno delle quali la lucida e controllata visionarietà dell’artista libera la fantastica interpretazione del soggetto naturale, ancora una volta pretestuoso: i paesaggi notturni che vi si possono leggere sfumano nell’indefinita astrazione, in una ricercata evasione, realizzata per mezzo di una spettacolare sospensione fatta di suggestiva tensione emotiva evocante, allo stesso tempo, ignoto e realtà.

I margini frastagliati del perimetro della carta sembrano nuovamente voler essere varcati per non esistere più, veicolati dall’intima forza temeraria del colore che conduce lo sguardo dell’osservatore a trasalire e a debordare per proseguire oltre i confini dell’opera, come in una rottura dello stesso contorno, di quella staticità del limite materiale dentro il quale, piuttosto, non risulta imprigionato, ma sembra effettivamente librarsi per liberarsi, veicolato dalla singolarità tecnica del segno elegante e del gesto pittorico garbato e raffinato. Oltre il disegno, è ancora il colore il protagonista dell’opera, quale risultato di una pennellata che segna la luce e l’ombra e ne definisce l’oscillazione cosmica di un nuovo ordine di realtà: una oggettività immaginaria in cui sembra sopraggiungere la notte piuttosto come memoria ed evocazione, che si confonde con la luce e con gli elementi della natura: la luna come attrazione e seduzione, o incanto onirico. La sensibilità dell’imprecisato ricordo investe queste apparentemente esili carte in cui l’autenticità della vibrazione del segno e del colore, anche demandata all’avorio della filigrana della carta, si moltiplica all’infinito. L’esito è piuttosto una contemplazione vagamente leopardiana che significa recuperare invece lo svolgimento dell’ordine naturale dei sentimenti, attraverso l’esperienza delle proprie emozioni ed ansie e degli impulsi delle passioni.

La serie completa di 48 carte inedite realizzate in una tecnica mista di colori acrilici ed inchiostri racchiude, in una sintesi mirabile e nell’elegante atto pittorico, tutta la poesis dell’artista nella sempre rinnovata poiesis di cui è capace Gambelli; la carte, a questo punto, si trasformano, nell’allestimento della mostra, nell’ennesima circostanza quasi performativa di un’esperienza di installazione, come per ritagliare accidentalmente lo spazio espositivo di tante minute finestre sul mondo che aprono lo sguardo dall’intimo cosmo interpretativo dell’artista verso la notte.

Note biografiche VALTER GAMBELLI è nato a Fano, dove vive e lavora, nel 1953. Diplomato al locale Istituto d’Arte, frequenta poi l’Accademia di Belle Arti e la Scuola Libera del Nudo di Roma. Tra le prime mostre nel 1971 partecipa al XXI Premio G.B. Salvi di Sassoferrato e nel 1972 è invitato alla collettiva Aspetti d’arte contemporanea a Pescara. E’ poi presente alle rassegne Condizioni di ricerca 1972 e 1973, curate da Enrico Crispolti per le Gallerie Due Mondi e Il Grifo di Roma. Nel 1977 a Pesaro partecipa a 24 Presenze alla Galleria Il Quadrato e ad Attività arti visive nell’ex Chiesa della Maddalena. E’ presente a Esperienze d’arte contemporanea al Palazzo dei Congressi di Roma e alla rassegna Proposte d’intervento, opere ed occasioni critiche, presentata da Enrico Crispolti a Montefiore. Nello stesso anno espone a Nove presenze al Palazzo Ducale di Pesaro e alla collettiva di artisti della provincia di Pesaro - Urbino a Wolfsburg.

Dà vita a Fano al centro culturale Una Arte e viene invitato nel 1981 dal critico Elverio Maurizi alla rassegna G.B. Salvi di Sassoferrato, con una sala omaggio titolata Nove presenze a Fano e successivamente alla mostra Arte immagine città presso la sala S. Michele di Fano. Con lo stesso gruppo espone all’Istituto Marchigiano di Lettere, Scienze ed Arti di Ancona, al Museo d’Arte Moderna di Gibellina e alla Sala Francesco di Giorgio Martini a Urbino. E’ presente all’ARTEXPO di Brescia, nel padiglione degli artisti marchigiani curato da Elverio Maurizi che lo invita alla mostra Un percorso nella Marca e quindi al Palazzo S. Gallo di Tolentino per L’arte oggi nelle Marche. Successivamente partecipa alla collettiva Mondavio 83, presentata da Paolo Volponi e all’incontro 24 ore sotto la tenda, organizzato dal Comune di Fano con il centro culturale Una Arte. Nel 1984 la Galleria Studio Pesaro Uno lo rappresenta all’EXPO ARTE di Bari. Contemporaneamente è presente al Centro Universitario di Urbino in una collettiva con Antinori, Rossi, Sguanci, e Spallacci. Nel 1988 è invitato alla rassegna Graffite: dettato di grafica italiana di Dublino; negli anni successivi è presente ad Ancona al Premio Marche, a Senigallia alla rassegna Chi cercate e, a Pesaro, a Crono video grafie 1945 - 1980. Negli stessi anni, con l’Associazione Liberi artisti di Fano, partecipa alle esposizioni tenutesi al Palazzo Mediceo di S. Leo, alla Sala Mostre di Fano, al Chiostro Francescano di Mondavio e al Palazzo Rubini Visin di Gradara. E’ poi presente alla Galleria Astuni, alle collettive Dietro l’ultimo orizzonte curata da Bruno Ceci e Candido o la pittura presentata da Walter Guadagnini.

Nel 1996 è invitato al Premio Marche. Negli anni più recenti la Galleria Astuni lo rappresenta all’ARTE FIERA di Bologna, al MIART di Milano, alla fiera ARCO di Madrid, all’ARTE 98 di Ancona ed alla Fiera di Torino. In questo periodo è particolarmente intensa l’attività incisoria e partecipa a diverse collettive grafiche. Nel 2000 è invitato ad Urbania alla mostra Incisioni nel ducato e a Saragozza per l’esposizione Incisori contemporanei delle Marche per Goya al Museo Serrano. Successivamente partecipa all’Accademia di Belle Arti di Urbino alla collettiva La filosofia e le emozioni a cura di Bruno Ceci e Pasquale Venditti. Nel 2002 è nuovamente a Saragozza e poi alle Cartiere Papali di Ascoli Piceno in occasione della rassegna Il segno del tempo: xilografia e calcografia nelle Marche dal XV al XX secolo. La stessa collezione viene presentata nel 2003 al Museo Provinciale De Hesca (Spagna). Partecipa poi alla collettiva Incursioni atipiche - opere uniche nella stampa d’arte curata da Stefano Tonti presso la Galleria Artemisia di Falconara M. (An). In seguito è invitato a Ferrara, al Chiostro San Paolo, alla esposizione Volarte curata dal gruppo aquilonisti Vulandra.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-12-2009 alle 15:14 sul giornale del 21 dicembre 2009 - 2328 letture

In questo articolo si parla di attualità, falconara marittima, Scuola d\'Arte dell\'Associazione Artistica Artemisia





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