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Omicidio del cubano a Jesi: i suoi killer ora rischiano l’ergastolo

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di Talita Frezzi
redazione@viverejesi.it

via Pastrengo al civico 3, teatro dell\'omicidio del cubano

I killer del pizzaiolo cubano Ariel Osvaldo Pino Bravo rischiano l’ergastolo. Il gip ha disposto il giudizio immediato e il prossimo 13 aprile l’ecuadoriano Victorero Teran Winston Geovany, 36 anni e il colombiano Brian Alexis Tejada Florez, di 25 saranno processati in Corte d’Assise.

La stretta finale per il drammatico fatto di sangue che ha terrorizzato la città di Jesi il 5 luglio dello scorso anno. I due assassini, subito arrestati dai carabinieri, attualmente detenuti al carcere di Montacuto di Ancona, sono accusati di omicidio volontario premeditato con le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.


La morte di Pino Bravo, pizzaiolo 33enne, secondo le perizie condotte dalla magistratura, è avvenuta per choc emorragico a seguito delle molteplici lesioni procurate da ferite di arma da taglio. Gli imputati dopo una banale discussione si sono recati a casa di Pino Bravo, in via Pastrengo nel cuore della città, e dopo averlo fatto scendere in strada lo hanno colpito ripetutamente con due coltelli. Hanno continuato a infierire sul suo corpo con 11 fendenti, anche dopo che la vittima era caduta a terra e tentava di trascinarsi lontano da quella ferocia.


Nettamente contrastanti le dichiarazioni rese dai due killer ai rispettivi avvocati, Nicoletta Pelinga (che difende Victorero Teran) e Marco Pacchiarotti (legale di Brian Alexis). Ora gli avvocati difensori avranno 15 giorni per decidere se presentarsi al processo nell’udienza del 13 aprile o scegliere un rito alternativo. L’avvocato Pacchiarotti si riserva di valutare la possibilità del rito abbreviato, così come l’avvocato Pelinga che sta costruendo la sua tesi difensiva nel più stretto riserbo. La follia di una notte potrebbe costare loro l’ergastolo.





via Pastrengo al civico 3, teatro dell\'omicidio del cubano

Questo è un articolo pubblicato il 22-01-2010 alle 22:37 sul giornale del 23 gennaio 2010 - 2130 letture