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Bullismo, il 40% è rosa. Il giudice del Tribunale dei Minori al Lions

corso fotografia scuola primaria leopardi 3' di lettura 14/02/2010 - E’ un fenomeno tristemente di attualità tra gli adolescenti: il bullismo. Ne ha parlato in un’ottica di necessaria e prioritaria prevenzione il giudice dirigente del Tribunale dei Minori di Ancona dottor Sergio Cutrona ospite del Lions club di Jesi nei giorni scorsi.

Necessaria, urgente, prioritaria”. Così il giudice del Tribunale dei Minori di Ancona dottor Sergio Cutrona motiva la prevenzione del bullismo, nella sua relazione alla conviviale del Lions Club di Jesi nei giorni scorsi. “Il disagio che emerge dall’analisi dei casi di bullismo nella nostra regione - spiega il giudice - non può essere semplicemente addebitato agli adolescenti i quali, di norma, adeguano il proprio comportamento a propri miti di riferimento sempre più identificati in personaggi del mondo dello spettacolo in genere, della televisione in particolare ed anche nei protagonisti dei video giochi, celebrativi di leadership tesa a violenza e prevaricazione del più debole. Ci troviamo inevitabilmente di fronte ai limiti della società odierna, ovvero l’assenza della famiglia nei ruoli chiave componenti la coppia (il padre e la madre); l’assenza della scuola nella possibilità di precoce individuazione della devianza dei bulli e inoltre, la mancanza di strumenti per una gestione efficace scuola-famiglia”.

Le azioni definibili ‘fenomeni di bullismo’ non sono, al momento, codificate e tale carenza rende necessario qualificarne la natura con riferimento sempre più spesso, al codice penale che tende a dare evidenza alla pena piuttosto che alla prevenzione dell’atto. Lo spunto da episodi di bullismo (evidentemente rimasti anonimi) verificatisi nella nostra regione ha sviluppato una attenta analisi della situazione: ben il 40 % del fenomeno è imputabile ad adolescenti femmine. “Il bullo è di per sé un insicuro - spiega ancora il dottor Cutrona - ha bisogno di una propria platea di supporto per dimostrare a sé e agli altri il proprio protagonismo. Complessato in maniera rilevante, tanto che un miglioramento della situazione non può prescindere da una buona condizione educativa della famiglia, oggi in difficoltà di fronte alla situazione generale che, facilmente tende a pesare sulle marginalità socioeconomiche ma tende anche ad imporre stili di vita superficiali soprattutto nei ceti benestanti dove è frequente l’assenza dei genitori, impegnati nella professione nonché nel proprio protagonismo che non lascia loro spazio per seguire da vicino lo sviluppo dei figli. La pecca primaria è quindi la delega ad Internet, alla televisione, al videogioco per colmare quello spazio affettivo vitale per la equilibrata crescita di un individuo”.

Nonostante la devianza, l’analisi del Dott. Cutrona ha confermato la necessità di trovare soluzioni alternative ai mezzi correttivi/coercitivi indirizzando i genitori a riprendere il contatto affettivo/emozionale con i propri figli, seguendoli nelle scelte ma anche nei divieti necessari ad escluderli da situazioni inadeguate alla loro giovane età. “Di fatto - conclude il relatore - nella fiducia reciproca, nell’affetto incondizionato, nella costante presenza del ruolo di educatori i genitori e, a seguire, la scuola potranno disporre meglio di adolescenti positivi nella loro curiosa voglia di crescere, mirata ad obiettivi certi e condivisi”.






Questo è un articolo pubblicato il 14-02-2010 alle 23:49 sul giornale del 15 febbraio 2010 - 2058 letture

In questo articolo si parla di cronaca, senigallia, Talita Frezzi, scuola primaria leopardi





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