Mancini: l\'epilogo di questa amministrazione coincide col taglio di alberi

roberto mancini 2' di lettura 13/02/2010 - \"Dalle querce di via Cupetta ai pini dei Giardini Catalani, passando per quelli dello Stradone Misa, il triste epilogo di questa amministrazione coincide col taglio, già praticato o messo in programma, di alberi\".

Per la terza corsia della A 14 è stata abbattuta, in particolare, una quercia secolare di grande pregio e bellezza, collocata fuori dalla superficie necessaria all’ampliamento. Come è stato possibile? Il Comune si è dotato di un censimento accurato delle piante secolari a rischio di abbattimento per la terza corsia e la complanare? L’Assessorato all’Ambiente ha valutato esemplare per esemplare, prima di aderire alla loro soppressione o ha lasciato mano libera all’impresa perché spadroneggiasse sul nostro territorio? Siccome siano solo all’inizio, è indispensabile che l’Amministrazione chiarisca tali quesiti perché non vorremmo che abbia abdicato all’obbligo di tutelare il territorio, curandosi solo di enfatizzare a fini propagandistici le opere attualmente in corso.



Purtroppo, però, altri tagli sono stati messi in programma in altre parti della città. Un recente emendamento della maggioranza al Piano del Verde prevede che lo Stradone venga dotato di una pista ciclabile; una scelta poco assennata se pensiamo che per le bici sarebbe preferibile passare, andando verso il centro, dal Ponte Portone in direzione di Via dell’Angelo (un percorso in prossimità dell’Opera Pia, atteso da tempo) oppure, dirigendosi in zona Ospedale, sulla parallela via Adige, molto meno trafficata della Stradone. Il fatto è che per fare spazio alla nuova ciclabile l’unica soluzione che potrebbero proporci è quella di eliminare gli alberi e pure l’argine di terra: un bel muretto, magari a mattoncini, ed un altro tratto caratteristico di Senigallia sarà perduto per sempre. Non c’è poi da stare tranquilli per il futuro dei Giardini Catalani.



A meno che il progetto preveda altro rispetto a quanto è stato approvato con il Piano del Verde, i Giardini verranno sostituiti da un semplice prato che metta in risalto la vista delle mura, finalmente restaurate e liberate dalla vegetazione che oggi le nasconde. Non credo che tale debba essere la destinazione di questo angolo del centro da tempo in abbandono, che potrebbe essere ancora un luogo accogliente di sosta, di ombre, di incontro, grazie ad un nuovo disegno del giardino, con una alberatura meno fitta, ma comunque presente, e con la bellezza delle mura sullo sfondo. Questi tre casi possono dare luogo a tante considerazioni. Mi limito solo a mettere in evidenza la separatezza, la grande lontananza di queste scelte dai cittadini, dalle associazioni, dai comitati. Adottate in ristrette cerchie, stanno a dimostrare la vecchia politica, l’amministrare per gli amministratori. Speriamo che finisca presto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-02-2010 alle 15:36 sul giornale del 15 febbraio 2010 - 2160 letture

In questo articolo si parla di ambiente, roberto mancini, politica, senigallia, alberi, verde urbano


Credo vivamente che se accadesse in un\'altra città europea dei primi 10-12 paesi dell\'Unione, con partiti di ecologisti estremi (presunti tali almeno dal nome) in amministrazione, ci sarebbe per un solo albero abbattuto senza reale motivo (malattia irreparabile, morte) un immediato colpo di spugna con dimissioni obbligatorie e gogna pubblica.<br />
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Solo in Italia e a Senigallia invece c\'è addirittura il premio ri-candidatura e il \"Bosco di Topolino\"...

Rita Rognoli

Siccome sulle storie del verde a Senigallia ho qualche esperienza sarebbe interessante conoscere quale è la differenza sostanziale fra i pini dei Giardini Catalani e quelli di Via Marche.Quelli dei Giardini Catalani, benchè impressi nella immagine storica delle ultime generazioni di senigalliesi possono essere eliminati per far vedere le mura restaurate, mentre quelli di Via Marche, brutti storti e cattivi, non sono stati ridotti per non turbare le coscienze nella scorsa campagna elettorale, mentre venivano comunque spesi circa 1 milione di euro per rifare tal quale un viale che fra qualche anno sarà ancora tutto disconnesso come il precedente. Ma caro Mancini, come ben sai gli amministratori senigalliesi sono molto esperti di verde urbano, pensa che qualcuno di loro è andato anche a Copenaghen dove ha visto i marciapiedi larghi ed allora li vuole fare a Senigallia.... dove capita capita!




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