Casagrande (Sel): ecco come ridurre le liste d\'attesa

attilio casagrande 3' di lettura 25/02/2010 - Come candidato si Sinistra Ecologia e libertà alle prossime Elezioni Regionali, vorrei fare alcune considerazioni sui problemi della Sanità Regionale ( ma anche locale ), tenendo presente che la Sanità copre quasi l\' 80% del bilancio regionale.

Partirei da uno dei problemi più importanti che sentono i cittadini, quello delle liste di attesa, un problema di non semplice soluzione che riguarda tutta l\' Italia non solo le marche o il nostro comprensorio che non può essere affrontato demagogicamente ma che merita alcune considerazioni e conseguenti scelte politiche. Parto da un recentissimo studio pubblicato sull\' European Journal of pubblic Health , studio eseguito da uno dei più importanti Osservatori universitari europei sulla Sanità del vecchio Continente . In questo studio sono stati confrontati il rapporto tra cittadini italiani e britannici con la Sanità pubblica e privata in base alle dichiarazioni dei cittadini dei due Paesi che hanno dichiarato di avere interamente pagato di tasca propria prestazioni sanitarie ( esclusi i farmaci e cure odontoiatriche ), prestazioni che avrebbero potuto ottenere gratuitamente o a minor costo dai rispettivi servizi sanitari nazionali. In questa ricerca si è evidenziato che l\' 80 % dei cittadini italiani accedono alle prestazioni medico sanitarie pagando totalmente la prestazione mentre per i cittadini britannici ciò avviene mediamente solo nel 20 %.


Nei due paesi il motivo principale che ha spinto i cittadini a pagare integralmente di tasca propria le prestazioni era quello di evitare le liste di attesa. Come si spiegano differenze tanto vistose tra i due Paesi che hanno entrambi un sistema che si dichiara universalista, equo, di accesso gratuito e finanziato tramite la fiscalità generale? Secondo gli Autori delle studio esse sono da ricondurre al fatto che l\' Italia, a differenza della Gran Bretagna, abbia creato all\' interno del Servizio pubblico un accesso parallelo tramite il diritto dato a tutti i medici del servizio pubblico di esercitare la libera professione all\' interno del SSN (intramoenia), creando così un \"binario\" privilegiato di accesso per cittadini disposti a pagare l\' intera prestazione di tasca propria. Gli Autori concludono mettendo in evidenza che \"lunghe liste di attesa sono di conseguenza funzionali e congeniali al mantenimento e alla promozione della via privilegiata di accesso pagante al sistema pubblico....\" Queste considerazioni non le fanno degli anarchici estremisti nè i soliti cittadini arrabbiati che si sentono dire allo sportello del CUP \"... il primo posto disponible per quello esame o visita specialistica è tra 8 mesi .... a pagamento... questa sera\".., ma le fanno dei ricercatori universitari dell\' Ossservatorio Europeo sulla Sanità pubblica.


Per cui credo siano importanti delle iniziative , legislative parlamentari e regionali che in qualche maniera , pur nel diritto Contrattuale dell libera-professione intra ospedaliera dei Medici mettano in relazione e parmetrino tempi di attesa degli ambulatori pubblici con i tempi di attesa della attività privata intra-moenia; almeno da far si che se i tempi di attesa nel pubblico superano un certo limite , automaticamnte decada anche l\' attività privata in maniera che la forbice tra \" gli 8 mesi e... stà sera..\" in qualche maniera si avvicini.


da Attilio Casagrande
candidato regionali Sel




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-02-2010 alle 15:38 sul giornale del 26 febbraio 2010 - 1711 letture

In questo articolo si parla di politica, SeL, attilio casagrande


Francamente non credo che abbia fatto una grandissima scoperta.<br />
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Io da semplice cittadino, blogger e collaboratore di un giornale di Senigallia ho effettuato uno studio nemmeno tanto approfondito sul caso e l\'ho pure pubblicato sottoforma di inchiesta con relative soluzioni precise. Era l\'autunno del 2008.<br />
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E tutto ciò è scautrito proprio perchè certe situazioni le ho vissute in prima persona insieme ai miei familiari. <br />
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Senza essere esperto, nè avere basi scientifiche da università estere...<br />
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Per presentarsi come candidato di estrema sinistra (quella che originariamente dovrebbe essere la più popolare e populista disponibile) per il Consiglio Regionale dovrebbe spiegarci con più precisione quello che intende fare.<br />
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Altrimenti si finisce con le parole al vento. <br />
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I fatti invece quotidiani sono ben altri:<br />
-riforma sanitaria regionale per l\'esenzione del ticket - pensionato ultra 65enne con reddito dell\'anno precedente inferiore/pari a 36.000 Euro (3000 Euro/mese) -> ESENTE - disoccupato o lavoratore precario (esempio 25enne con contratto di 6 mesi a 800 Euro/mese) con reddito dell\'anno precedente superiore a 11.000 Euro -> NON ESENTE<br />
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E per fortuna che c\'è una amministrazione di sinistra in Regione da decenni...<br />




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