Mons. Rocconi, è tempo di conversione

mons. gerardo rocconi 27/02/2010 - Mons. Gerardo Rocconi ha commentato il vangelo della domenica dedicato alla trasfigurazione di Gesù.


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto. Parola del Signore


Domenica scorsa, leggendo il vangelo delle tentazioni, abbiamo visto Gesù compiere la sua scelta di fedeltà al Padre. Gesù non segue le attese degli uomini, ma compiere tutto ciò che il Padre vuole. E la volontà del Padre è che Lui offra la vita per la salvezza degli uomini. Ma ove porterà quell’offrire la vita? Il Vangelo di oggi, raccontandoci la trasfigurazione del Signore, è una risposta a questa domanda.

L’ANNUNCIO DELLA PASSIONE E LA SEQUELA
Subito prima del racconto che abbiamo letto, Luca dice che Gesù aveva preannunciato la sua passione. Non solo, ma aveva anche detto che seguire Lui voleva dire percorrere la stessa strada, una strada di fedeltà a Dio che significava morire al nostro egoismo, ai nostri capricci, ai nostri peccati. Una strada impegnativa! E così Gesù vede assottigliarsi il numero delle persone che lo seguono. Ci vuole del coraggio a prendere Gesù sul serio. Ma anche Gesù si sarà chiesto se aveva capito bene la volontà del Padre. Che per caso non fosse più giusta la via del donare ricchezza, del fare miracoli, dell’avere un po’ di potere per coinvolgere il popolo? Del resto queste erano le attese. E’ la tentazione che accompagna sempre Gesù.

LA TRASFIGURAZIONE
E Gesù dove va a cercare la risposta? Ancora nella Preghiera! Gesù salì su un monte, lontano da tutti, in disparte e pregava. E è in questo momento che il suo volto si illumina, cambia di aspetto, si veste di luce. Nella Trasfigurazione è anticipata la Resurrezione. Insomma per un momento è possibile edere il punto di arrivo di tutta la vicenda di Gesù, Nella preghiera Gesù supera le tentazioni di sempre e comprende quale deve essere la sua vita e la sua missione. Il Padre gli chiede di passare attraverso la sconfitta per arrivare alla vittoria, attraverso la morte per arrivare alla resurrezione. Pietro, Giacomo e Giovanni non comprendono la portata del messaggio, non comprendono il valore di quella morte e del seguire Gesù nella sua stessa via. Certo, gioirono al vedere Gesù nella luce, gioirono in quel momento di paradiso: per questo chiesero di fermare il tempo. Ma ci pensò Gesù a scuoterli. Quello, infatti, era un punto di arrivo, ma prima bisognava accettare il cammino della croce, della fedeltà, della testimonianza faticosa, della incomprensione, dell’affrontare gli uomini per annunciare il vangelo e accettare il loro rifiuto. In ogni caso quel Gesù che proponeva la sua via di dono e di fedeltà piena a Dio non era un illuso, un fanatico: perciò andava seguito. Ecco il senso della voce del Padre che dice: Questi è il mio figlio, è l’agnello destinato al sacrificio: ascoltatelo, prendetelo sul serio, seguitelo, imitatelo! Di fronte a tutte le attese degli uomini, di un Messia comodo, portatore di ricchezza, potere, prodigi a buon mercato (le tentazioni di Satana) il Padre presenta il suo progetto: ci dona il Figlio, l’Agnello di Dio, che avrebbe preso su di sè il peccato degli uomini. Da qui l’invito: Ascoltatelo. Non abbiate paura di seguire Gesù. Ascoltatelo: perchè il seguire Gesù non è solo fatica. Infatti seguire Gesù porta alla vita, porta alla risurrezione, porta alla gioia, porta alla salvezza eterna, porta ad essere, come Gesù, figli amati del Padre.

LA RISPOSTA DEL MONDO
Con tristezza, non giudicando, ma con immensa tristezza vediamo tanti fratelli che vivono lontano da questo messaggio. Vivono immersi nel peccato, facendo a meno di Dio. Sono significative le Parole di San Paolo nella seconda lettura Ddi questa domenica: “Molti, con le lacrime agli occhi ve lo ripeto, si comportano da nemici della croce di Cristo”. Con le lacrime agli occhi: Paolo cosciente di cosa vuol dire rifiutare Gesù, piange per coloro che da Lui si allontanano, perchè conosce la loro sorte: “La perdizione sarà la loro fine: si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, intenti alle cose della terra”.

TEMPO DI CONVERSIONE
E’ urgente cambiare l’impostazione della propria esistenza, ascoltare Gesù, l’unico e vero salvatore, seguirlo, dare una svolta alla vita: è ancora San Paolo che ci dice cosa vuol dire tutto ciò: “La nostra patria è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso”. Stiamo facendo un discorso strano? No, ma per comprendere è necessario riscoprire il silenzio, nutrirsi della Parola di Dio, cercare il Signore nella profondità del proprio cuore in un silenzio profondo, per lasciar parlare il Signore.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2010 alle 17:48 sul giornale del 01 marzo 2010 - 2927 letture

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