Gianangeli: Sadam, Belcecchi e alcune curiose perle elettorali

3' di lettura 14/03/2010 - Sarà la primavera alle porte, saranno gli “strani effetti secondari” che dicono possono dare le \"troppe\" polveri sottili (anche quest’ anno preoccupanti, visto che alla data del 12 marzo siamo già a 31 sforamenti, a fronte dei 35 all’anno consentiti dalle normative vigenti), sarà il periodo preelettorale, ma certo è che Belcecchi, in questi giorni, ci sta regalando delle “perle” che non possiamo esimerci da far notare ai cittadini.

Ne citiamo un paio:

1) 14 Febbraio 2010: Domenica “ecologica” per diminuire l’inquinamento, dopo aver firmato un accordo con la Eridania-Sadam per impianti che lo aumenterebbero di 9.6 t/anno di polveri, 41.6 t/anno di Ossidi di Azoto, 48.65 t/anno di Monossido di Carbonio, sempre che la Sadam abbia il buon cuore di rispettare i pochi numeri che ci ha fatto vedere in questi due anni, dal momento che nell’accordo firmato non si richiama neanche uno dei pochi documenti descrittivi fin qui presentati!. Maccaferri (“l’ospite”) può emettere quantità spaventose di inquinanti, i cittadini (“i padroni di casa”), invece, devono fare sacrifici…

2) 12 Febbraio 2010: Sfilata di Belcecchi assieme a migliaia di lavoratori “davvero” cassa integrati e provenienti da aziende “davvero” in crisi (per i quali di fatto il Sindaco non ha concretamente attuato alcuna azione diretta, reale e concreta); questo dopo aver firmato un accordo di riconversione per “salvarne” 143 mai andati in cassa integrazione in questi due anni (ad eccezione di poche unità che ci sono andate VOLONTARIAMENTE), provenienti dalla Eridania che ha chiuso non per crisi, ma per guadagnare circa 60 milioni di euro di contributi europei.

Un accordo che, per altro, lascia alla stessa Azienda praticamente campo libero anche sull’occupazione. L’accordo precisa (pagine 7 e 9) che nel sito di Jesi ci saranno 30 unità nell’impianto di produzione del biodiesel, 10 unità nella centrale a biomasse, 60 nel confezionamento, 33 nel corporate e 10 nei servizi generali. Totale: 143 addetti, come affermato a pag. 11, dove si parla di un organico di 143 postazioni lavoro nella riconversione proposta. Apparentemente, tutto come “sperato”.

Ma se chiudesse un impianto, ad esempio il confezionamento, cosa succederebbe? Dove andrebbero a lavorare gli addetti di quell’impianto (nel nostro caso, 60 unità)? E, soprattutto, l’azienda si troverebbe inadempiente?

Le risposte le troviamo a pag. 10, in cui si dichiara la “L’Azienda esprime la propria volontà di implementare (=condurre a termine, vedere dizionario Garzanti) i livelli occupazionali oggi definiti attraverso sia nuove iniziative interne al Gruppo ed il suo corporate, sia con nuovi interventi industriali ad iniziare da quelli insediabili nelle aree liberate dalla riconversione.”. Questa \"strana\" clausola lascia all’Azienda la possibilità che un numero imprecisato dei lavoratori (che potrebbe essere anche alto) possa essere ricollocato in attività future non meglio specificate che si insedieranno o che si potrebbero insediare ad iniziare (?!) dalle zone lasciate libere dalla riconversione, o sia addirittura ricollocato in altri insediamenti industriali (non si dice da nessuna parte che gli addetti debbano essere ricollocati necessariamente a Jesi). Il tutto in maniera non meglio precisata e senza specificare la natura di questi nuovi impianti, dove saranno insediati, la tempistica di riassunzione, ecc… E, “ovviamente”, senza alcuna concreta garanzia economica (fideiussioni, ecc…) sull’occupazione vincolante per l’azienda, come invece aveva richiesto anche il Consiglio Comunale nell’Atto di Indirizzo del 13 dicembre 2008.

A questo punto, ci manca solamente che Belcecchi, dopo aver “brutalmente” ignorato le delibere del Parlamento Cittadino, partecipi ad una manifestazione in difesa della democrazia: dal curioso, rischierebbe di passere direttamente al “comico”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-03-2010 alle 23:40 sul giornale del 15 marzo 2010 - 833 letture

In questo articolo si parla di politica, sadam, Massimo Gianangeli, comitato tutela salute e ambiente vallesina