Concorso pubblico per vigili urbani, prima prova tra ritardi e proteste

commissione al lavoro per la prima prova del concorso per vigili urbani a Jesi 3' di lettura 15/03/2010 - La prima prova del concorso pubblico indetto dal Comune di Jesi per assegnare otto posti da vigile urbano è stata segnata ieri da malumori e proteste. L’esercito dei 221 candidati (sui 351 ammessi al test) ha lamentato ritardi, scarsa trasparenza e una pessima organizzazione. Ma il presidente di commissione frena, “le lamentele sono fisiologiche, tutto è stato svolto con regolarità”.

Erano stati ammessi in 351 (e 41 gli esclusi) alla prima delle quattro prove del concorso pubblico per vigile urbano indetto dal Comune di Jesi. Ma solo 221 si sono presentati ieri al Palatriccoli, sede del concorso. I vincitori potranno beneficiare di un contratto a tempo pieno e indeterminato. Assunzione che ha fatto gola a tanti, specie in questi tempi di crisi economica e di precariato. Alle 10, i 221 candidati erano già pronti. Ma mancava la commissione (composta dal presidente e direttore generale del Comune Stefano Gennai, dal comandante dei vigili urbani maggiore Enrico Lancellotti, dal tenente Rosella Giusepponi del Comune di Perugia e dalla segretaria del concorso, Natalia Mancini). Ed è scoppiato il caos. Il bar della struttura rimasto chiuso per tutta la mattinata, insofferenza e nervosismo. Qualcuno ha girato i tacchi e se n\'è tornato a casa. Altri sono andati a lamentarsi con i dipendenti comunali che ben poco sapevano rispondere. La commissione è arrivata alle 12,36 accolta da fischi, insulti e occhiatacce.

Un’attesa snervante - denunciano i candidati - ingresso e identificazione erano previsti per le 10, mentre la commissione non si è presentata prima di mezzogiorno e quaranta. E noi li ad aspettare. Nessuno che ci avesse avvertito che l’inizio della prova sarebbe stato dopo mezzogiorno, bella organizzazione! Proprio come la bella figura che ha fatto il Comune”. “Non sono state rispettate le minime norme per assicurarsi che la prova venisse svolta con trasparenza - spiega un altro candidato - i cellulari sono rimasti accesi fino all’inizio del test quando la commissione ha chiesto di spegnerli, inoltre i posti erano vicinissimi e nessuno degli addetti alla vigilanza del concorso ha controllato che non ci fossero ‘collaborazioni’ o che non si copiasse. Inoltre, una delle domande è stata annullata in quanto due delle risposte opzionabili erano uguali. Dove sta la serietà?”. “E’ stato solo un grande bluff”.

Ma da parte loro, i membri della commissione hanno frenato. Tutto si è svolto con regolarità. “Le lamentele sono fisiologiche - tranquillizza il presidente della commissione Stefano Gennai - la commissione ha operato per garantire la massima trasparenza. Ci siamo riuniti alle 9 per elaborare personalmente l’elenco delle 90 domande (ciascuna con tre risposte possibili) suddivise in tre buste. Dalle ore 10 alle 12 abbiamo identificato i candidati e alle 12,30 era in programma l’inizio. E’ vero, la commissione ha tardato (siamo arrivati alle 12,36) ma poi si è proceduto con regolarità all’estrazione della busta (scelta la numero 3), all’appello e alle 14,30 si è chiusa la prova”.

Tra due giorni sul sito della rete civica del Comune saranno pubblicati l’elenco degli ammessi, le domande estratte e quelle rimaste in busta, oltre ai nomi di chi ha superato questo primo test. Successivamente, gli ammessi accederanno alla prova scritta, poi alla pratica e infine, all’orale. “Entro i primi 10 giorni di marzo contiamo di ultimare tutte le prove. I tempi si sono allungati per via dell’appello, fatto due volte come richiestoci dagli stessi candidati. E a maggior garanzia delle procedure - conclude Stefano Gennai - le buste venivano consegnate e chiuse alla presenza degli addetti. Tempi più lunghi, ma una garanzia in più a tutela di chi partecipa e dell\'amministrazione comunale che assumerà solo i migliori”.








Questo è un articolo pubblicato il 15-03-2010 alle 22:10 sul giornale del 16 marzo 2010 - 3539 letture

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