Domenica a Villa Borgognoni, \'La Salvatrice\' di Emanuela Corsetti

la scrittrice Emanuela Corsetti 19/03/2010 - Domenica alle ore 18 a Villa Borgognoni la scrittrice Emanuela Corsetti, torinese d’origine ma jesina d’adozione, presenta al pubblico il suo primo romanzo dal titolo “La Salvatrice”, edito dalla collana Manolibera per edizioni Gei.

Si intitola “La Salvatrice” il primo romanzo della scrittrice Emanuela Corsetti, un volto noto del teatro dialettale grazie al Gruppo “Sipario!” per cui ha già scritto nove commedie in vernacolo. Dopo un’anteprima il 6 marzo scorso nel foyer del Teatro Pergolesi, la presentazione ufficiale del suo libro è in programma per domenica alle ore 18 a Villa Borgognoni. Oltre a incontrare la scrittrice, il pubblico potrà anche brindare e gustare un delizioso aperitivo. “La Salvatrice” - edito dalla Gei per la collana Manolibera - sviluppa diverse tematiche, in primis la vita scolastica. “Il racconto si sviluppa al Liceo classico di Jesi”, ci racconta la scrittrice, che ammette come l’ambientazione geografica sia proprio la nostra città anche se solo i più attenti potranno riconoscerlo tra le righe.


La mia passione per la scrittura nasce da molto lontano, sono sempre stata una grafomane convinta - ci dice Emanuela - ma era più un sogno a cui non credevo che avrei dato concretezza. “La Salvatrice”, che ho scelto per il titolo, è uno pseudonimo che alcuni studenti danno alla loro professoressa. Non c’è nulla di biblico, come potrebbe invece far pensare… insomma, bisogna leggerlo o intervenire alla presentazione per scoprire dettagli di questo romanzo, che è anche una mia grande avventura”. Nelle pagine di Emanuela corrono parallele due storie di donne, apparentemente diverse, ma che si somigliano e che si intrecceranno fuori e dentro a un liceo classico. Il libro sarà messo in vendita domenica a Villa Borgognoni ed è disponibile nelle librerie della nostra città.






Questo è un articolo pubblicato il 19-03-2010 alle 22:32 sul giornale del 20 marzo 2010 - 3521 letture

In questo articolo si parla di cultura, Talita Frezzi