L’applicazione dell’Iva alla tassa rifiuti non riguarda il Comune

soldi 1' di lettura 24/03/2010 - L’Ufficio Tributi del Comune di Senigallia sta in questi giorni ricevendo numerose richieste di chiarimenti in merito all’applicazione dell’IVA alla tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 238/2009.

Poiché la questione ha di recente avuto notevole risonanza sui mezzi di informazione, è opportuno chiarire esattamente la situazione. La Corte Costituzionale ha escluso dall’assoggettamento ad IVA la tariffa per la gestione del ciclo dei rifiuti (più comunemente nota come “tariffa Ronchi” o “tariffa di igiene ambientale – TIA”), che alcuni Comuni applicano in sostituzione della TARSU ai sensi del DPR 158/1999. Gli effetti di tale sentenza non riguardano però il Comune di Senigallia, che non ha finora esercitato la facoltà di passare all’applicazione della TIA al posto della TARSU.


Da ciò consegue che mai negli avvisi di pagamento della TARSU inviati ai contribuenti senigalliesi è stata addebitata l’IVA, mentre sono state calcolate – come previsto dalla normativa in vigore – soltanto le addizionali ex-ECA e il tributo provinciale ambientale (rispettivamente del 10% e del 5% rispetto all’importo dovuto per la TARSU). Si invitano pertanto i cittadini, le associazioni di categoria e tutti i soggetti che svolgono attività di consulenza fiscale a non inoltrare all’Ufficio Tributi del Comune di Senigallia richieste di rimborso dell’IVA relativa al pagamento della TARSU. Non avendo alcun fondamento, l’unico effetto di tali richieste sarebbe infatti quello di provocare un’inutile appesantimento dell’attività amministrativa dell’Ente per redigere una lunga serie di comunicazioni di diniego al rimborso.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-03-2010 alle 14:34 sul giornale del 25 marzo 2010 - 1828 letture

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