Lions Club Jesi: “Nuove forme di violenza”, operatori a confronto

Convegno del Lions sulla violenza 29/03/2010 - Amedeo Goria, Gaetano Curreri, Alberto Bucci, il generale dell’Arma Luigi Curatoli, il vescovo Gerardo Rocconi si confrontano in un dinamico talk-show condotto dal giornalista Paolo Notari su uno dei temi più fortemente di attualità: “Cambiamenti sociali e nuove forme di violenza: violenza verbale, domestica, da uso e abuso di alcol e droga. Conoscere per combattere”. A promuoverlo, il Lions Club.

Il Lions Club di Jesi e del Distretto 108 A seconda circoscrizione zona B (che comprende i club di Ancona, Castelfidardo, Fabriano, Jesi, Matelica, Osimo) ha promosso sabato mattina un incontro sul tema della violenza, in cui esperti in settori assolutamente diversi si sono confrontati. L’evento - realizzato con il patrocinio del Comune e la collaborazione di Banca Popolare di Ancona - si è svolto nella Sala verde del centro direzionale Esagono, alla Zipa.

“Quello della violenza è un tema molto attuale - dice nel suo saluto il sindaco Fabiano Belcecchi - ma altresì vecchio come il mondo, che si presenta con forme nuove e inedite per via dei cambiamenti sociali cui siamo sottoposti. Forse se ne è data sempre una lettura classista: il 90% dei casi avviene tra le mura domestiche ai danni delle donne e attraversa parallelamente tutte le classi sociali. La causa? Credo possa ricondursi alla disperazione intesa come assenza di speranza”. La violenza vista nelle sue diverse declinazioni.

“Intesa come processo degenerativo della cultura che crea mostri - sottolinea il giornalista sportivo Rai Amedeo Goria - visto che l’Italia è il Paese dove si legge di meno, dove assistiamo quotidianamente alla prevaricazione verbale in tv e dove anche la qualità del giornalismo si è notevolmente abbassata”. La presidente Lions Jesi Liliana Uncini ha fatto riferimento alla violenza che comporta una limitazione delle libertà individuali tanto che se ne parla come emergenza sociale; mentre le riflessioni ‘tecniche’ erano affidate a chi quotidianamente opera a contatto con la violenza intesa come reato: il comandante della regione carabinieri Marche generale Luigi Curatoli e il comandante provinciale colonnello Liviano Marino.

Anche in una realtà tranquilla come la provincia di Ancona - dice il Generale Curatoli - si è registrato un leggero incremento dei reati di violenza”. “Ma parliamo di una crescita del 10-17% - aggiunge il colonnello Liviano Marino - e non si tratta di un aumento dei reati, ma bensì di una maggiore consapevolezza da parte del cittadino, che sa quanto oggi la sicurezza sia partecipata e dipenda dalla collaborazione con le forze dell’ordine. Prima, molti reati venivano taciuti dalle stesse vittime un po’ per timore di ritorsioni, un po’ per vergogna e non venivano denunciati. Adesso, non serve la denuncia formale della vittima per far scattare un’indagine. La violenza è sempre perseguibile nelle sue forme diverse (sia fisica che verbale). E ce lo dimostra l’introduzione nel 2009 della Legge 612 bis sullo stalking e reati persecutori. L’85% dei casi di violenza vengono perseguiti e i responsabili denunciati o arrestati, nel 2009 abbiamo registrato 6 episodi di stalking in provincia di Ancona”.

Violenza da conoscere per combattere, eppure quello che facciamo nel futuro dipende dal presente è l’input lanciato in maniera emotivamente convincente dall’allenatore e pluricampione di basket Alberto Bucci, che ha guardato alla violenza come a una conseguenza della mancanza di rispetto e dei valori, a cominciare dalle famiglie moderne dove non c’è tempo per i figli e dove si pensa solo a non far loro mancare nulla di materiale. Bucci ha portato l’esempio del rugby, considerato uno sport violento ma che in realtà è un grande esempio di gioco di squadra e di rispetto per gli avversari che si palesa nel terzo tempo dove vincitori e vinti (non vincitori e sconfitti!) siedono a mangiare insieme. Emotività nell’affrontare un argomento così delicato traspare anche dalle parole, attinte direttamente dal cuore, di un grande cantautore come Gaetano Curreri, leader degli Stadio. “La violenza può essere considerata come rifugio degli incapaci - spiega - pertanto mi rivolgo ai giovani e chiedo loro di riflettere sui buoni esempi, sulla storia, per capire che la vita va vissuta in un altro modo. Sto scrivendo una canzone su due personaggi buoni, dove si rispecchia ancora quella parola ‘buonismo’ ormai demolita. Si tratta di Gaetano Scirea e Giacinto Facchetti: il testo è di Andrea Mingardi e li descrive come ‘due persone che parlano piano’ in un mondo in cui la gente ha bisogno di urlare con violenza per farsi ascoltare e per ottenere ragione. Con questa canzone spero di parlare al cuore dei giovani, con coerenza e voglia di cercare quella bellezza che è antidoto contro la violenza”.

La chiusura al vescovo Gerardo Rocconi che ha fatto una riflessione attenta sulla violenza educativa di certe famiglie abituate a colmare i vuoti di presenza e di affetto con le cose materiali e sulla violenza verbale intesa come offesa della dignità umana. “Gesù dice: vi è stato detto di non uccidere, chi lo farà sarà sottoposto a condanna. Ma chi dice stupido andrà all’inferno’. E al di là dell’essere credenti o meno - conclude Rocconi - è la dignità della persona a essere lesa, per cui anche un semplice ‘stupido’ diventa importante”. Il talk-show si è aperto e chiuso con due esibizioni eccellenti della Fisorchestra di Castelfidardo.








Questo è un articolo pubblicato il 29-03-2010 alle 00:16 sul giornale del 29 marzo 2010 - 1478 letture

In questo articolo si parla di cronaca, Talita Frezzi