Rappresentazione della passione di Gesù alla IV edizione

31/03/2010 - Siamo arrivati alla IV edizione della Sacra rappresentazione della passione e morte di Gesù. Oramai possiamo dire che è diventata una tradizione jesina che a noi organizzatori riempie d’orgoglio perché notiamo che tanta gente ci fa arrivare il suo consenso. 

Certo, tutto l’allestimento non è semplice: per primo bisogna studiare bene il testo evangelico perché il nostro scopo è quello di fare catechesi popolare, ma a volte le esigenze sceniche obbligano a piccole correzioni che però devono risultare ben coordinate tra loro.


In seguito dobbiamo cercare di raccogliere adesioni per le comparse e oggi abbiamo tutti tanto da fare, a volte sembra quasi di chiedere per favore l’adesione all’iniziativa, anche se poi i partecipanti sono più che soddisfatti di averci dedicato non poco tempo: infatti noi cominciamo a provare già dal mese di gennaio.


Un altro compito non semplice è reperire aiuti sia in materiale che in contributi. Quest’anno, oltre alle ditte ormai “storiche” come Pelletteria Mancinelli, Natalucci, Simonetta Confezioni, Esina Servizi, Verdolini, Spendolini Costruzioni, Subissati, Autoscuola Corinaldesi si sono affiancate altre ditte come Studio Video Ramset, Casa Editrice Shalom, Caparol Marche oltre ai rinnovati contributi della Banca delle Marche, Banca Popolare di Ancona e Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi. Inoltre ci sono altri aiuti, piccoli o grandi non ha importanza, di tanta gente che, rimanendo nell’anonimato, vuole contribuire a questa realizzazione.


Il Comune di Jesi ci sostiene con il patrocino e con la disponibilità del Parco del Ventaglio e di attrezzature e il comune di Ancona ci ha messo a disposizione il materiale elettrico per la realizzazione dell’impianto di illuminazione e audio e ci ha messo a disposizione tre tecnici specializzati. Ricordiamo anche la fatica della costruzione delle scenografie, realizzate da Flavio Belardinelli e dal regista Giorgio Massera, che però sostiene che “ognuno è regista a se stesso”; della confezione dei costumi che tante sarte silenziosamente e gratuitamente ci offrono, del lavoro per montare e smontare il tutto in poche ore.


Sicuramente la nostra non è una rappresentazione perfetta, siamo dilettanti: andiamo di anno in anno migliorando, ma il nostro scopo principale è quello di testimoniare alla gente, che partecipa in qualsiasi forma, come Gesù ci possa far sentire veramente fratelli nel suo amore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2010 alle 16:36 sul giornale del 01 aprile 2010 - 1057 letture

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