Banca Marche apre le porte alla cultura

3' di lettura 02/04/2010 - Il binomio Banca-Cultura, Banca-Arte ed artigianato artistico da qualche tempo ha preso il suo avvio presso Banca delle Marche Spa, che sta utilizzando il grande atrio della sua Direzione generale di Jesi come spazio espositivo.

Ovviamente in modo discontinuo e dilettantistico, ma per far si che “artisti” ed artigiani della nostra regione possano esporre le loro creazioni, che saranno visitate non solo da fruitori interni (tutti i dipendenti) ma anche dagli esterni che, quotidianamente, la frequentano. Si è iniziato con l’esposizione di una policroma ceramica della “Ceramica Casteldurante”, di oltre 2 metri per 1,30 di altezza, che riproduce il quadro che Raffaello Sanzio dipinse, ricordando l’incontro tra Papa Leone I ed Attila.


Attualmente è in esposizione nell’atrio della Banca la ditta Fiam di Vittorio Livi con alcune delle creazioni che l’hanno resa celebre. Livi, da sempre impegnato nella salvaguardia e nella valorizzazione del territorio, lavora nel settore del vetro. Ed ha creato delle opere d’arte, che non risentono del rapido passare delle tendenze ma che diventano, di contro, prodotti destinati a vivere nel tempo. Creazioni di maestri scolpitori, curvatori, incisori e argentatori che diventano “pezzi unici”, irripetibili, che offrono piacere a chi li possiede rendendo il vetro un vero protagonista artistico dell’arredo moderno. Livi ha lavorato e lavora con grandi maestri contemporanei, da Munari ad Arnaldo Pomodoro, da Valentini a Piattella, da Vangi a Isgrò, per citarne alcuni. Le opere che sono esposte nell’atrio di Banca Marche a Jesi testimoniano come il vetro, materiale fra i più nobili, sia una presenza importante nella vita dell’uomo. Lo stesso Livi ha esposto le sue creazioni in importanti musei in tutto il mondo ed in quel di Pesaro ha cerato il museo “Villa Mirafiori” che è unico nel genere in quanto conserva i capolavori dell’arte nel mobile d’arredo in vetro. Il presidente di Banca Marche Michele Ambrosini è entusiasta dei “pezzi” che rendono ancor più luminosi l’atrio della Direzione.


“La presenza di una testimonianza d’arte della nostra terra, le Marche – dice - che ha dato i natali a straordinari artisti, è un punto di partenza per la nostra Banca. Livi rappresenta un esempio delle capacità e potenzialità artigiane e, al contempo, artistiche. In questa esposizione il nostro humus e il nostro bagaglio culturale vengono evidenziati ed esaltati: per questo ho portato avanti l’idea, con l’appoggio del direttore generale e dell’intero Consiglio di Amministrazione, che questo spazio espositivo potremo metterlo a disposizione di quanti rappresentano e propongono i nostri stessi valori culturali e sociali”. Tavoli monolitici e bassi, uno straordinario specchio, poltrone monolitiche, lavorazioni in vetro curvato, fuso opera di designer famosissimi,comodini monolitici o in vetro curvato, tutto questo è una esposizione di assoluto valore culturale che inaugura un ulteriore, nuovo rapporto di Banca Marche teso alle eccellenze del territorio con l’apertura verso l’innovazione.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-04-2010 alle 13:13 sul giornale del 03 aprile 2010 - 1165 letture

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