Ripe: IdV, il 'porta a porta' non è un lusso

2' di lettura 05/04/2010 - L’estensione del servizio di raccolta dei rifiuti differenziati porta-a-porta su tutto il territorio comunale è una conquista di civiltà, non può essere considerato un lusso rimandabile a tempi migliori, perché la produzione abnorme dei rifiuti è un altro aspetto di quel processo economico fondato sulla massimizzazione dei profitti mediante l’esasperato consumo del prodotto e delle risorse naturali, un sistema economico crollato sebbene si cerchi disperatamente di non vederlo.

Da osservatori dei lavori del Consiglio di Ripe siamo in dissenso con l’idea della minoranza per cui il problema dei rifiuti si possa rimandare perché secondario, così non è. Il confronto sulle tariffe andrebbe invece inquadrato meglio nell’ambito della attuale organizzazione della raccolta dei rifiuti in seno al Cir33 e alle ditte appaltanti i lavori: il Cir33 non procede direttamente alla raccolta con sui mezzi ed uomini. I Sindaci, specialmente dei comuni minori, potrebbero affrontare il servizio della raccolta in un’ottica un po’ più collegiale, su area ampia, e prodigarsi affinché si dimostri una maggior capacità contrattuale con la ditta appaltante circa le tariffe ed il servizio. Come noto, l’unione fa la forza.


Apprezzando allora il coraggio della Giunta sul cambio epocale della gestione dei rifiuti, speriamo anche in un impegno dell’Assessorato alla Cultura perché si prodighi con le associazioni ambientali ed i circoli culturali del territorio comunale nel diffondere il corretto approccio al rifiuto. Tutti dobbiamo chiederci se la quantità dei rifiuti generata sia davvero una conseguenza inevitabile della produzione industriale e del consumo di massa.


Se l’obiettivo immediato è il riciclo dei rifiuti differenziati, perché le materie prime così profondamente trasformate non possono tornare semplicemente in Natura, e forse è pure fuorviante in quest’ottica il termine “riciclo”, allora lo scopo primario da ottenere con tutti gli attori della società locale è la riduzione dei rifiuti, della loro pericolosità e dei beni quasi nati apposta già rifiuti, come l’usa-e-getta. La via del cambiamento passa però anche dalle scelte dei consumatori che dovrebbero essere più critiche, meno suggestionati dai tanti “specchietti per le allodole”.


Non si dimentichi che la Regione Marche ha congelato la discarica di Filottrano per evitare che 3 discariche insistessero in appena 4-5 chilometri assieme all’impianto di Appignano e a quello di Fosso Mabiglia nel comune di Cingoli. Per non essere sommersi dai nostri rifiuti la soluzione è non produrli, è il risparmio: il valore che meglio identifica la gente delle Marche.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2010 alle 17:55 sul giornale del 06 aprile 2010 - 2239 letture

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