Rocconi: Gesù invita a mettere la propria vita a servizio del vangelo

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 5' di lettura 03/04/2010 - Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 4 aprile, Pasqua di Resurrezione. 

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!". Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte . Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.


ANNUNCIO STUPENDO

Annunciare che Gesù è vivo lascia interdetti, stupiti. Poi, piano piano, i si comincia a chiedere: Cosa significa? La fedeltà di gesù ha avuto questa risposta. Anche nella sua umanità Gesù è passato nella condizione di Dio. Ed ora intercede per sempre per gli uomini: e soprattutto comunica a coloro che hanno la fede la sua via. Il nostro destino è la vita eterna, quella vita cominciata fin d’ora nel Battesimo. E’ importante prendere coscienza ed essere coerenti con il grande dono che ci è stato fatto.


SVEGLIATI, TU CHE DORMI

“Svegliati, tu che dormi; risorgi dai morti!” Troviamo questa espressione in una antica omelia pasquale. Si parla di Cristo Risorto che scendendo nel Regno dei morti si rivolge ad Adamo, e scuotendolo e prendendolo per mano gli dice queste parole. Voglio far mie queste parole e le rivolgo come augurio pasquale alla nostre comunità: “Svegliati, tu che dormi; risorgi dai morti!.”


RISVEGLIA LA TUA FEDE

Di fronte all’invito del Risorto che chiede di essere seguito, è arrivato il momento di incamminarsi. Quel “Vieni e seguimi” che spesso ci sentiamo dire, è invito ad accogliere la dolce compagnia del Risorto che si affianca a ciascuno per essergli luce, sostegno, guida. La sua Parola, ormai, è parola di verità che va accolta con generosa obbedienza, perché offre il senso della vita e la pace del cuore.


RISVEGLIA LA SPERANZA

La Speranza che il Risorto ci dona è quella nella Vita Eterna. Il Risorto dice ad ognuno: “Sarai con me, nella mia gioia, in una meravigliosa comunione di vita, per sempre”. Ma la Speranza ha anche un altro significato: ha Speranza chi sa vedere le cose e il mondo oltre la loro piccolezza e fragilità. La durezza quotidiana, la fatica di ogni giorno, la vita in salita... ma che senso hanno? Guardando il Risorto, possiamo contemplare il suo percorso di annientamento per arrivare alla vita: può essere anche il nostro percorso. La fatica quotidiana per chi si lascia fare dal Vivente può rappresentare la stupenda fatica del nascere, così come lascia intendere San Paolo che scrive: “Se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria…La creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; e non è la sola, ma anche noi… ma noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” . E’ così: nella fatica di ogni giorno si può già vedere che germoglia una novità di vita.


RISVEGLIA LA CARITA’

Nel Crocifisso abbiamo visto tutto l’amore di Dio. Nel Risorto la carità di Dio ci è comunicata e siamo fatti nuovi, capaci di amare. E’ importante che questo amore non sia fatto di parole ma acquisti la caratteristica dell’attenzione ai poveri, della solidarietà verso chi soffre. E noi sappiamo qual è la grande sofferenza di oggi. Vicino a noi, anzi, accanto a noi tante famiglie soffrono a motivo della perdita del lavoro. Tutto ciò esige che le nostre comunità si facciano carico della sofferenza altrui, così come Cristo “si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori” (Is 53,4). Ma c’è un altro aspetto importante che riguarda la necessità del risvegliare la nostra carità. Gesù ha chiamato i Dodici e li ha inviati a portare la bella notizia che nel Cristo morto e risorto l’umanità può trovare salvezza. Risvegliare la nostra carità vuol dire sentire l’urgenza di annunciare il Vangelo. Il Risorto chiama e invita anche oggi. E invita a mettere la propria vita a servizio del Vangelo.

Carissimi, Buona Pasqua! Buona Pasqua così, guardando e accogliendo il Risorto, e soprattutto lasciandoci trasformare da Lui: “Svegliati, tu che dormi; risorgi dai morti!”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-04-2010 alle 15:47 sul giornale del 06 aprile 2010 - 1388 letture

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