CNA: poco rassicurante la panoramica sulla situazione economica della Vallesina

nazzareno baioni 06/04/2010 - I dati della natimortalità delle imprese iscritte all’Albo Artigiani del primo trimestre 2010 fotografa la situazione di Jesi e Vallesina.

A fornire i dati Elisabetta Grilli, Responsabile sindacale CNA Jesi e Vallesina: “In questi primi tre mesi del 2010 la Vallesina ha visto l’avvio di 62 nuove attività, di cui 13 avviate da cittadini stranieri. In testa Jesi con 25 nuove attività (7 di stranieri di cui 5 del settore edile), Filottrano 8, Cupramontana Monsano e Santa Maria Nuova con 5, Castelplanio 4. I comparti più vitali sono l’edilizia con 26 nuove aperture (di cui 9 di stranieri) e l’alimentari con 6 nuove attività. Si hanno segnali di ripresa del ciclo economico (o perlomeno di arresto della caduta) ma questo non ci pone però al di fuori della crisi, gravi saranno i suoi effetti sul fronte occupazionale e lunghi i tempi per raggiungere i livelli produttivi pre-crisi”. “Oggi le imprese, se vogliamo dar loro chance di ripresa, hanno bisogno della concreta realizzazione di tante “promesse e slogan” fino ad oggi sentiti - dichiara Nazzareno Baioni Presidente della CNA Vallesina - diminuzione pressione fiscale, adeguamento degli studi di settore, semplificazione burocratica abbinata ad efficienza e razionalizzazione dei costi. Altra area di intervento a sostegno delle imprese riguarda l’accesso al credito e la liquidità.


Ma non basta: diminuzione oneri bancari; adattamento dei criteri di Basilea al sistema italiano, le piccole imprese del territorio hanno bisogno di banche con i vertici decisionali vicini e che questo territorio e la sua storia conoscono; allargare i criteri per la detassazione degli utili investiti per aiutare la capitalizzazione delle imprese; c’è il problema dei tempi di pagamento e di recupero dei crediti, e tanto altro. Le P.A. possono fare la sua parte anche con il recepire la direttiva europea small busines act, che prevede delle quote dedicate alle piccole imprese negli appalti pubblici, questo per favorire le piccole imprese locali; con la lotta alla contraffazione e tutela del Made in Italy; con la promozione di percorsi di internazionalizzazione e contrasto alla delocalizzazione produttiva; spingendo sulla realizzazione di opere necessarie alle attività locali ma anche alla comunità tutta come il raddopio ferroviario; per fare alcuni esempi. Ma soprattutto, oltre alle misure di accompagnamento delle imprese e le misure tampone per arginare la crisi, il tessuto produttivo locale ha l’esigenza di ripensarsi in un ottica strategica. Se l’economia globale ci indica che i settori del manifatturiero maturo sono oramai trasferiti nei paesi emergenti a basso costo del lavoro, la competizione per le nostre imprese non può che passare per la via alta della produzione che coniuga qualità, innovazione, alto valore aggiunto.


Per questo c’è la necessità di avviare riflessioni e percorsi di innovazione o di riconversione in settori oggi vincenti, pensiamo a tutto quello che ruota intorno alla green economy che attraversa trasversalmente tutti i settori”. “La CNA - conclude la Grilli - vuole rilanciare più in alto l’azione di e per questo territorio, come imprenditori e come associazioni di categoria siamo disponibili a sederci sinergicamente “intorno ad un tavolo” con tutti gli attori dell’economia locale per definire strategie prospettiche per questo territorio, così come per il fabrianese si è individuato un rilancio con il distretto della demotica”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-04-2010 alle 17:57 sul giornale del 07 aprile 2010 - 825 letture

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