Montecarotto: Vittorio Graziosi andrà in scena un suo testo teatrale

09/04/2010 - L’autore jesino Vittorio Graziosi sarà in Ucraina alla settimana del dialogo culturale e presenterà il suo libro “Sangue di rosa scarlatta”, il libro di racconti “Il vento che ruba cappelli” e il libro “Uno scrigno pieno di sogni” scritto con il giovane jesino Luca Bernardi. Inoltre, nei teatri di Filottrano e di Montecarotto andrà in scena un suo testo teatrale, autobiografico “Come adottare una nuvola”.

Vittorio Graziosi, noto autore jesino con un’intensa attività narrativa e con i giovani e gli studenti delle scuole superiori delle Marche, sta per iniziare dei laboratori di scrittura in Ucraina. É stato invitato a prendere parte al programma "Giorni della collaborazione interculturale “Ucraina - Italia: dialoghi culturali senza confini”" che si svolgerà dal 15 al 25 aprile presso l’Università Nazionale Taras Shevchenko di Kiev. In quella occasione, presso l’Istituto di Filologia della stessa università ci sarà la presentazione del libro “Il vento che rubava cappelli” di Vittorio Graziosi e degli studenti dell’Istituto Alberghiero “Varnelli” di Cingoli; la pubblicazione è nata dal laboratorio di scrittura creativa a cui gli studenti hanno scelto di partecipare è stata poi presente alla Fiera Internazionale del Libro dello scorso maggio, a Torino.


Per il 19 aprile è previsto un altro momento di promozione della cultura italiana in Ucraina: in videoconferenza, presso l’auditorium, avverrà la presentazione del libro “Uno scrigno pieno di sogni” di Luca Bernardi e di Vittorio Graziosi con la partecipazione degli studenti dell’Istituto Alberghiero di Cingoli. Il libro “Sangue di rosa scarlatta” sarà invece presentato alla sede dell’ambasciata italiana a Kiev: è il libro che racconta la storia di un uomo che cercherà una vendetta singolare e propositiva contro i terroristi dopo la morte del figlio rimasto vittima degli attentati di Londra del 2005. Questo libro ha avuto un grande riscontro tra i lettori tanto che, in breve tempo, si è esaurita la prima edizione in italiano e inglese; è stato presentato in diverse sedi in tutta Italia e, a breve, sarà anche proposto a Venezia. In collaborazione con l’Università di Kiev, l’autore ne sta preparando la seconda edizione in lingua russa, ucraina e spagnola. La copertina sarà ancora dello scultore Eugenio Derevianko che condivide con Graziosi l’impegno a rendere migliore la vita dei bambini leucemici dell'ospedale pediatrico di Kiev, in Ucraina. Anche l’editore ucraino ha deciso di affiancare Graziosi nel suo desiderio di offrire una speranza di guarigione a questi bambini.


Gli incontri sono inseriti nel ricco programma che vedrà Graziosi coinvolto nell’organizzare e gestire i laboratori di scrittura, molto partecipati all’interno della facoltà di Lingue dell’Università di Kiev. Lo scrittore jesino segue da tempo laboratori con le scuole finalizzati alla raccolta di racconti e si dice soddisfatto dell’esperienza: “Tra i 200 ragazzi con cui sono stato in contatto in questi anni, ho trovato dei veri talenti che hanno scritto circa quaranta lavori. Non esiste un unico metodo per i laboratori di scrittura: mi rifaccio a metodi americani e alla mia esperienza narrativa cercando di offrire agli studenti alcune tecniche, di aiutarli a comporre un racconto stimolandoli a conoscere gli autori classici dell’Occidente”. “Come adottare una nuvola”, testo teatrale di Vittorio Graziosi in scena a Filottrano il 9 aprile e al teatro di Montecarotto in 25 aprile alle ore 11 in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile.


L’attività editoriale di Graziosi non si ferma alla pubblicazione di romanzi o raccolte di racconti: ha scritto anche un testo teatrale “Come adottare una nuvola” messo in scena dalla compagnia “Teatro Liolà” di Cingoli. La prima rappresentazione è avvenuta lo scorso 6 marzo al teatro Farnese di Cingoli ed ha ottenuto un grande successo di pubblico che ha apprezzato il fascino della storia. Il regista Enrico Borsini così ha descritto lo spettacolo nella sua nota di regia: “Cosa accade quando un giovane pacifista incontra un vecchio e ostinato nazista? Ce lo svela questa intensa pièce dai tratti autobiografici dell’autore jesino Vittorio Graziosi che nei primi anni Ottanta scelse la via dell’obbiezione di coscienza e, in ottemperanza alle leggi dell’epoca, dovette trascorrere l’intero periodo della ferma in carcere”. Del regista e della compagnia Graziosi, autore della parole e della sceneggiatura, è stato molto soddisfatto: “Meritano molta considerazione per il lavoro scrupoloso e accattivante che hanno svolto e per aver contribuito alla migliore comprensione della storia con la realizzazione di alcuni video”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2010 alle 12:14 sul giornale del 10 aprile 2010 - 2434 letture

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