La chitarra jazz di Franco Cerri incanta il Teatro Studio Moriconi

Franco Cerri in concerto per Zap Juice 11/04/2010 - Un evento unico, affascinante. Il chitarrista jazz Franco Cerri ricorda l’amico Django Reinhardt, chitarrista manouche nel centenario della sua nascita. Un concerto ma anche un intimo colloquio con i ricordi musicali e di vita di un musicista che segnò la nascita del genere gipsy jazz.

La leggenda vivente del jazz italiano, uno dei primi e dei più apprezzati protagonisti del jazz italiano e mondiale, il chitarrista Franco Cerri ha incantato il teatro studio Valeria Moriconi venerdì sera con un intimo concerto in omaggio al jazzista manouche Django Reinhardt, nel centenario della sua nascita. L’evento era un’esclusiva per la rassegna “Zap Juice”, seconda edizione della kermesse ideata da Simone Grassi per coniugare musica di qualità, promozione del territorio e delle scuole musicali, e la campagna di sensibilizzazione contro l’abuso di alcol. Tra i graditi ospiti del concerto, il generale dell’Arma Rosario Aiosa.

Il maestro Cerri ha suonato e rievocato la magia dell’incontro con il grande chitarrista manouche Django Reinhardt, attraverso i suoi successi più noti: da “Dafne” che gli valse l’ingaggio nell’orchestra di Duke Ellington, alla romantica “Manoir de mes reves”, passando per “Suite 42” decisamente più allegra, divertita e fatta vibrare dalle improvvisazioni del jazz. Con “Nuage”, il brano più famoso di Django il cuore sobbalza ed entra in scena la chitarra di Stefano Coppari, virtuoso jesino che accompagna Cerri e il maestro Alberto Gurrisi al suo organo hammond. Poi, lo standard jazz firmato Gershwin, “Final Dandy” e altri successi come “But not for me”, “Take the A-Train” e un omaggio a Ennio Morricone e alla colonna sonora del film “C’era una volta in America” con una dolcissima e delicata “Debora”. Quasi in chiusura, il maestro chiama alla riflessione più personale con un minuto e cinque secondi sulle note di “Nel blu dipinto di blu”, prima di salutare la folta platea intervenuta.

Una musica dritta al cuore la sua. Improvvisazione, passione, esperienza, accompagnata da due giovani talenti: Alberto Gurrisi all’organo hammond e il chitarrista Stefano Coppari, virtuoso di casa nostra. La leggenda vivente del jazz italiano si confronta con il futuro della musica, lui che ha attraversato gli ultimi 50anni del jazz mondiale accompagnando con la sua chitarra i mostri sacri Chet Baker, Billie Holiday, Dizzie Gillespie, Aretha Francklyn. Un evento unico.








Questo è un articolo pubblicato il 11-04-2010 alle 23:55 sul giornale del 12 aprile 2010 - 1383 letture

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