Rocconi: il nostro pensiero deve andare coloro che non riescono ad accogliere Gesù

mons. gerardo rocconi 10/04/2010 - Mons. Gerado Rocconi commenta il Vangelo di domenica 11 aprile.

Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati". Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo". Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!". Poi disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!". Gli rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!". Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. Parola del Signore.


TOMMASO, L’INCREDULO

Il brano evangelico che oggi ascoltiamo è conosciuto da tutti: si parla di Tommaso, l’apostolo che non voleva credere. La sera di pasqua, quando Gesù apparve agli 11, lui non c’era. E perchè ? Non ci è dato saperlo, ma la domanda è interessante ugualmente. Gesù, che voleva apparire ai suoi, perchè ha aspettato a manifestarsi alla sera, quando Tommaso non c’era? Non poteva scegliere un momento in cui tutti erano presenti? Questo lascia intendere che anche l’assenza di Tommaso rientrava in una pedaogia del Signore che si serviva anche di questo fatto per guidarci nella nostra fede. Tommaso che non vide, Tommaso che dovette accogliere da altri la notizia della resurrezione ci rappresenta. Si trovò a vivere la nostra stessa situazione. E ci piace che non creda, ci piace che ponga obiezioni: infatti sono le nostre obiezioni. E ci piace un po’ anche la sua intransignza. Infatti, allorchè gli altri discepoli gli dicevano: "Abbiamo visto il Signore!». egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo".


LA FATICA DEL CREDERE… PER TUTTI

Finalmente otto giorni dopo Tommaso fece l’esperienza degli altri. Immaginiamo lo stupore e la gioia. Dice il Vangelo: Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!". Poi disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!". L’episodio di Tommaso ci fa capire che è difficile credere. Non basta che qualcuno ci dica di aver visto il Signore: il racconto delle esperienze altrui potrebbe essere anche un inganno. Per credere è necessario, sì, l’annuncio, ma questo deve inserirsi in un contesto ben preciso. E’ importante capire quale deve essere questo contesto, perchè la nostra testimoniAnza cristiana risulti credibile.


QUALI VIE PER CREDERE E AIUITARE A CREDERE?

In primo luogo, il Risorto donò lo Spirito santo. Lo Spirito per credere. Sì, bisogna che ci sia una grazia che apra il cuore e la mente. E’ importante che chi vuol annunciare il Vangelo o vuol crescere nella fede, cerchi la luce dello Spirito Santo, nella preghiera e nella supplica per avere il dono della fede. In secondo luogo Gesù dice: “Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”.Che significa questo rimprovero che Gesù fa a Tommaso? Significa che bisogna anche saper rischiare, bisogna saper dare fiducia, bisogna saper ascoltare non solo le ragioni della testa ma anche quelle del cuore. Non si può essere sempre calcolatori: ma nella preghiera accade che, quando si attende sinceramente la luce, il Signore parla e si rivela. E allora come Giovanni bisogna saper posare il capo sul petto di Gesù, e bisogna essere umili per vedere i segni che Gesù ha comunque lasciato.


LA CHIESA: COMUNITA’ DI CREDENTI E TESTIMONI DELLA MISERICORDIA DI DIO

E il primo di questi segni che Gesù ha lasciato è la comunità cristiana. Ma sia chiaro che parla di Gesù una comunità cristiana autentica, una comunità di persone che ascoltano e praticano la parola di Dio; di persone che pregano; di persone che celebrano con fede e partecipazione l’Eucaristia; di persone che vivono il comandamento dell’amore, con una esistenza generosa e piena di gratuità. Oggi il nostro pensiero deve andare ai tanti fratelli che non riescono ad accogliere Gesù, non riescono a credere. Bisogna invocare lo Spirito Santo per loro. In questa festa della Divina Misericordia, bisogna supplicare per loro la Misericordia del Signore perchè comunque Egli li raggiunga e si manifesti Dio di Misericordia che vuole solo la vita e la pace per tutti gli uomini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-04-2010 alle 16:58 sul giornale del 12 aprile 2010 - 1150 letture

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