Rocconi: chi salva è Gesù, chi dona la sua vita è Gesù

mons. gerardo rocconi 17/04/2010 - Mons. Gerado Rocconi commenta il Vangelo di domenica 18 aprile.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: "Io vado a pescare". Gli dissero: "Veniamo anche noi con te". Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?". Gli risposero: "No". Allora egli disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "È il Signore!". Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri . Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: "Portate un po’ del pesce che avete preso ora". Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: "Venite a mangiare". E nessuno dei discepoli osava domandargli: "Chi sei?", perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.


UNA APPARIZIONE FUORI DAGLI SCHEMI

Anche oggi ci si racconta una apparizione di Gesù risorto. Siamo sul lago di Galilea, quindi lontano da Gerusalemme, dove erano avvenute le altre apparizioni. Questo racconto, quindi ha un significato particolare. Infatti Vuole insegnare agli apostoli come orientarsi in mezzo al mondo sopratutto per quanto riguarda la loro missione di evangelizzatori. Insomma, attraverso una serie di segni, il Signore vuole insegnare ai Dodici e a noi come si annuncia il vangelo, con quale spirito e anche con quale metodo.


PIETRO, IL PESCATORE DI UOMINI

Fra i Dodici il protagonista è Pietro. Quel giorno Pietro si rivolge agli altri dicendo: Io vado a pescare. Andrà sul lago a prendere il pesce, ma il vangelo in realtà che lo presenta come colui che dovrà catturare gli uomini per dare loro la vita. E’ Pietro che prende l’iniziativa; nella chiesa è lui l’autorità. Ma Pietro non ordina, non manda avanti. Agisce per primo, offre l’esempio. Gli altri devono obbedirgli, ma è un obbedienza di imitazione. E quella pesca di Pietro rappresenta la sua futura missione e la missione della chiesa intera nel portare i l Vangelo. Ma non prendono nulla. Impegno, fatica, evangelizzazione sprecata. Cosa bisogna fare perché la pesca, cioè l’evangelizzazione non sia inutile?


MA IL VERO PESCATORE RESTA GESU’

Ed ecco, ci dice il vangelo, che sulla riva c’è Gesù. E Gesù chiede più che mai di rischiare su di lui. Chiede di ripetere un gesto antico, gettare ancora la rete dopo una notte di inutile fatica. Si fidano e prendono una quantità enorme di pesce. Insomma, è il fidarsi del Signore che permette di portare buon frutto nell’annuncio del Vangelo Ritornano quelle parole: Senza di me non potete far nulla, solo con me portate frutto abbondante. A questo punto si dice che la loro in realtà è una barchetta e lì devono caricare una enorme quantità di pesce. Ma la barchetta non affonda. E si fa notare che nemmeno la rete si rompe, pur essendo impigliati dentro 153 grossi pesci. Pietro aveva obbedito e scommesso sul Signore: ora può vedere il frutto della sua fatica. Un grande frutto ottenuto al di sopra dei mezzi utilizzati: la barchetta e la rete che regge. Insomma il frutto è dono del Signore e i mezzi pur inadeguati per il Signore sono comunque più che sufficienti


L’EUCARISTIA, GESU’ MORTO E RISORTO

Arrivati a terra vedono pane e pesce arrostito. Ma dove Gesù ha preso tutto ciò? Non ha importanza. In realtà quel pane e quel pesce rappresentano Gesù stesso. E’ Gesù che ha preparato la sua mensa da offrire ai discepoli. Ci è facile capire il simbolismo del pane. Rimanda direttamente all’Eucaristia. S. Agostino spiega, poi, che il pesce arrostito rappresenta Gesù nella sua passione. E’ Gesù pertanto che imbandisce una mensa per la Chiesa. Ma non ostante che sia tutto pronto, Gesù dice di portare del pesce appena pescato. In altre parole Gesù unisce il suo cibo con quello portato dagli apostoli. E’ Gesù che salva, è Gesù che offre se steso, offre il suo sacrificio di amore ma non disdegna di associare a sè coloro che lo amano e gli sono fedeli. E’ importante notare che, mentre mangiano, non si distingue se quel pesce che Gesù offre è quello preparato prima che i pescatori scendessero a riva o è quello che hanno portato loro. Volutamente non si distingue più: Chi salva è Gesù, chi dona la sua vita è Gesù... ma la parte degli uomini che vogliono unirsi a Lui è importante ed è accolta e valorizzata da Gesù.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2010 alle 16:56 sul giornale del 19 aprile 2010 - 702 letture

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