Stefanelli: ecco perché mi sono dimesso tre anni fa

francesco stefanelli 3' di lettura 17/04/2010 - L'ex sindaco Angeloni da una spiegazione delle mie dimissioni.
Racconta la sua verità, o meglio la verità che Le resta comodo.
Mi permetto di raccontare la mia verità, o meglio la verità che mi resta comodo.


Sarà poi chi legge che si creerà la propria verità. Conoscendo Lei e conoscendo me ma soprattutto ragionando con la propria testa.

Se qualcuno crede che io mi sia dimesso per una singola pratica è autorizzato, se mi incontra, ad insultarmi.
Chi mi conosce sa che mi piace la politica, tanto che sto continuando a farla.
Soprattutto mi chiedo: perchè mi sarei dovuto dimettere su una pratica che ho gestito come voleva il sindaco? Un Sindaco a cui non sfuggiva niente, soprattutto nei settori fondamentali?
Le cose sono forse un po' più complesse: cercherò di essere breve.

La mia "sfortuna" politica, ma non solo mia ma di un gruppo ben preciso, è iniziata con il risultato elettorale della Margherita del 2005: quel 16,50% (+7% circa) corrispondente ad un calo quasi simile del DS.
Un sindaco come l'Angeloni non poteva sopportare che un alleato che gli teneva testa (la Margherita con segretario Barbara Sardella) diventasse troppo ingombrante.
E rifacendosi al detto "divide et impera" cominciò un lavoro sottile per indebolire la Margherita facendo perno su alcune aspirazioni personali - legittime ma personali - di qualche esponente della Margherita stessa.

In questo quadro io – e non solo io - dovevo sparire perchè scomodo a questa soluzione che possiamo sintetizzare con la situazione finale che si è di fatto concretizzata - in barba alle primarie - con Mangialardi candidato a sindaco e Guzzonato candidato alla Regione. Oggi abbiamo sotto gli occhi il risultato che ognuno può commentare come vuole.

Sulla base di questo accordo anche l'ultimo congresso della Margherita non si è potuto celebrare con una soluzione "unitaria". Soluzione unitaria che io speravo ed alla quale ho lavorato, perché mi sembrava inopportuno indebolire la forza della Margherita stessa in previsione della formazione del PD. E che io abbia lavorato per la soluzione unitaria possono testimoniarlo anche miei "nemici" storici dell'ex Margherita.

Ma Luana Angeloni, alla quale riconosco una abilità politica non indifferente, lavorò anche in quella occasione per dividere in forza di quello scellerato accordo che dicevo prima. E così la Margherita arrivò nel PD frammentata ed indebolita favorendo, nei rapporti di forza, il pur diviso DS.
Tanto di cappello alla stratega Angeloni.

Ma da Luana Angeloni, almeno ora che è giunta al termine dei dieci anni da sindaco, mi sarei atteso un po' più di signorilità: lo sa bene che non mi sono dimesso per una singola pratica ma per una situazione politica per me insostenibile e, per come dice Lei, per una differenza di stile: ma in fondo, a dire il vero, sono orgoglioso di avere uno stile diverso dal suo.

da Francesco Stefanelli
segretario prov. Alleanza per l'Italia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2010 alle 17:43 sul giornale del 19 aprile 2010 - 2592 letture

In questo articolo si parla di francesco stefanelli, politica, Alleanza per l�Italia (API)


suddito n.d.

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Nessuno commenta? Non ci trovate della grandi analogie sul modus operandi adoperato dalla Angeloni, durante l'intero mandato?

suddito sei e suddito resterai, anche se "non domo" ma sempre suddito.<br />
at salut

L'unico commento plausibile è questo ed è tranciante: uno scontro di potere tra un democristiano che è rimasto tale ed una comunista che non ha mai smesso di esserlo. Andavano d'accordo poi il democristiano ha avuto meno potere ed ha iniziato a litigare. Se avesse avuto qualche poltrona in più non incominciava ad arrabbiarsi nemmeno. Praticamente la storia d'Italia prima di Silvio. Che Dio ce lo conservi sempre.