Rocconi: chiediamo il dono di sacerdoti santi felici di appartenere al Signore

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 24/04/2010 - Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 25 aprile.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: "Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola". Parola del Signore.


IL BUON PASTORE

In queste domeniche scorse abbiamo ricevuto l’annuncio della resurrezione di Gesù e abbiamo ascoltato i racconti dell apparizioni del Risorto. Da qui è nata la missione ad andare ovunque a gridare che solo in Gesù c’è salvezza e Egli è colui che può dare senso alla nostra vita. Oggi la domanda che ci poniamo è questa: Chi è per noi Gesù risorto, come porci di fronte a lui? E nella quarta domenica di pasqua ci viene detto che Gesù è il Buon Pastore. Ogni anno viene letto una parte del capitolo 10 del Vangelo di Giovanni che ci presenta Gesù come il Buon Pastore che ama le sue pecore e per queste dà la sua vita per salvarle.


DO LORO LA VITA ETERNA

Oggi abbiamo letto queste parole di Gesù: “Io do alle mie pecore la vita eterna, non andranno mai perdute e nessuno può rapirle dalla mia mano”. Tre affermazioni importanti:

* Do la vita eterna: Gesù ci fa figli di Dio! Per la morte e resurrezione di Gesù la vita di Dio è in noi, l’amore del Padre ci accoglie, la vita ha un nuovo senso.

* Non andranno mai perdute: non è il dono di un momento, è un dono per sempre, per l’eternità. Per sempre, nonostante le vicissitudini terrene, potremo vivere nell’abbraccio di Dio.

* Nessuno le può rapire dalla mia mano. E’ evidente il riferimento al Maligno. E’ Satana che ci vuole strappare dalla mano di Dio e ci vuol allontanare dall’amore del Signore per farci ripiombare nella morte e nella disperazione. Gesù morto è risorto ha strappato le sue pecorelle dalle grinfie di Satana per darci una vera e piena libertà.


CHI SONO LE PECORELLE DEL RISORTO?

Il vangelo di oggi ci insegna che le sue pecorelle hanno delle caratteristiche ben precise, per cui sono riconoscibili e noi possiamo sapere se siamo in questo numero: Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.

* Ascoltano la mia voce: In mezzo a tutte le proposte e a tutte le voci di questo mondo sanno riconoscere quella di Gesù perchè è una voce che ascoltano continuamente: infatti hanno dimestichezza con la sua Parola, la meditano e la accolgono con amore.

*Io le conosco: Le amo, dice Gesù, ne ho cura, non le abbandono, vivo con loro.

* Ed esse mi seguono: Conclude Gesù: “Io vado avanti con decisione, indico la strada ed esse mi seguono. Mi imitano, mi obbediscono, fanno la mia volontà, percorrono la mia strada di croce e di glorificazione, crescono e maturano nell’obbedienza. A questo punto possiamo sapere se siamo di questo gregge che nessuno può rapire dalla mano del Risorto, oppure se già ci siamo allontanati, siamo come pecore sbandate. Se così fosse, è urgente ritornare la Pastore grande delle pecore.


HO UNA BELLA NOTIZIA! IO L’HO INCONTRATO…

Oggi poi celebriamo oggi la 47^ Giornata di preghiera per le Vocazioni. Giornata di preghiera perchè il Signore ci doni tante vocazioni, ma soprattutto non lasci mai il suo popolo senza degni pastori. Ma chi accetterà di accogliere l’invito del Signore a mettere la vita a servizio del Vangelo? Una risposta ci viene dal tema di questa giornata che suona così: Ho una bella notizia: io l’ho incontrato! E già: Soltanto chi ha incontrato veramente il Signore, soltanto chi si sente amato da lui e sa di appartenergli, sente in se l’urgenza di portare a tutti la bella notizia che il Signore è vivo, ci ama e ci salva. Sì, chiediamo il dono di sacerdoti santi che con entusiasmo sappiano raccontare che la loro vita appartiene al Signore e di questo sono felici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-04-2010 alle 17:01 sul giornale del 26 aprile 2010 - 1133 letture

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