'Bello da mangiare', viaggio nell’arte e nel cibo al Rotary club di Jesi

Serata Rotary Club sul cibo nell'arte 3' di lettura 26/04/2010 - Si chiama “Bello da Mangiare” l’affascinante viaggio attraverso l’arte dal Medioevo al Contemporaneo proposto nei giorni scorsi dal Rotary Club di Jesi. Il presidente Paolo Morosetti non poteva affidare un tema tanto complesso a una relatrice che non fosse Loretta Mozzoni, direttrice della Pinacoteca civica.

Capace di raccontare l’arte come nessun altro, Loretta Mozzoni ha intrapreso un viaggio a ritroso nell’arte, estrapolando da diapositive e icone, la storia del cibo, dei suoi significati allegorici, del suo rapporto con l’uomo e del suo diventare fattore culturale (nel Rinascimento). Ogni opera d’arte un modo diverso di interpretare il cambiamento sociale dell’alimentarsi. Dal testo “Il crudo e il cotto” di Lévi Strauss preso come punto di partenza, passando per le immagini dei “Taquina Sanitatis” con i precetti degli igienisti del Medioevo, fino ai racconti mesopotamici de “la Saga di Gilgamesh”, la direttrice ha segmentato la storia dell’arte analizzando la presenza degli alimenti attraverso i dettagli. Suggestivo viaggio in cui non potevano mancare sguardi attenti alla “Bottega” di Rubens con l’offerta della frutta da una giovane donna a un satiro (“perché nel Medioevo la sapienza alimentare - spiega Loretta Mozzoni - così come quella sessuale, era appannaggio delle donne”); ma anche al “Banchetto” di Pietro Longhi “nel quadro di un Settecento veneziano - aggiunge la direttrice - in cui la tavola a ferro di cavallo indica un tentativo di democratizzazione del banchetto”.

Grande attenzione alle nature morte di Federico Barocci, con i suoi elementi di natura simbolico/religiosa. “Il fico, simbolo della conoscenza sia come presa di coscienza di se stessi di Adamo ed Eva, che di Buddha, il quale ebbe l’illuminazione sotto una pianta di fico; il melone con i suoi infiniti semini come allegoria della chiesa, dei fedeli protetti e rinchiusi nel guscio…”. Tante icone, così come tante le curiosità emerse nel corso della serata. La prima metà del Seicento viene riassunta nella voglia di rappresentare il mondo rurale, sconosciuto e molto pittoresco di Annibale Carracci nel suo “Il mangiatore di fagioli”. Il Settecento modifica le abitudini sociali ed alimentari: cambiano i cibi, si prediligono piatti leggeri, spumosi, creme e fiori glassati. In società si deve mangiare poco, anzi solo stuzzicare. E’ l’educazione del tempo. Così come la moda impone dettami che tornano ancora oggi: corsetti strettissimi, lacci in vita fino a far mancare il respiro. Ne è un esempio la celebre “Colazione sull’erba” di Monet.

“Si ha sempre più un rapporto nevrotico con il cibo - conclude la direttrice Mozzoni - mentre nel Medioevo per contare in società bisognava mangiare molto (così anche per l’arte militare, di cui è grandissimo esempio Carlo Magno, con il suo metro e novanta di appetiti alimentari e sessuali, considerato particolarmente incline al comando), nel ‘700 il costume del tempo imponeva di mangiare pochissimo. Solo nell’800 il rapporto con il cibo diventa più sereno e tranquillo. In epoca moderna, l’aspetto estetico prevale sul gusto, la bellezza dei piatti diventa più importante del sapore; il profumo e il colore non sono più così stringenti. L’organo del gusto non è più sulla lingua, sul palato ma nel cervello come avevano scoperto gli antichi”.

Nel corso della serata, il Rotary club ha annoverato anche l’ingresso di altri due nuovi soci, professionisti particolarmente conosciuti in città. Si tratta dell’avvocato Gabriele Marasca di Pianello Vallesina e del dottor Marco Pozzi primario in cardiochirurgia e cardiologia pediatrica dell’Ospedale Lancisi di Ancona, con all’attivo oltre 5100 interventi, di cui 3900 eseguiti all’ospedale di Liverpool e 1100 tra il primo anno di vita.








Questo è un articolo pubblicato il 26-04-2010 alle 22:42 sul giornale del 27 aprile 2010 - 5119 letture

In questo articolo si parla di cronaca, Talita Frezzi





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