Crisi: la congiuntura nel 2009 e le previsioni per il primo trimestre del 2010

CNA 5' di lettura 26/04/2010 - La CNA, ogni trimestre, sottopone un questionario alle ditte associate per monitorare con metodo costante l’andamento della crisi e l’impatto sulle imprese nel proprio territorio. L’elaborazione dei dati è affidata al Centro studi Sistema della CNA Regionale. Ad illustrarlo Elisabetta Grilli, Responsabile sindacale CNA Jesi e Vallesina.

Lo studio, che esamina la congiuntura 2009 e le previsioni del primo trimestre 2010 a Jesi e Vallesina, configura un alleggerimento della crisi ed una prevalenza di casi di miglioramento su quelli di peggioramento. Se nel 1° trimestre 2009 le imprese che vedevano diminuire ordinativi e fatturato erano il 60% delle imprese intervistate (a fronte di un 5% che lo vedeva in aumento), il 4° trimestre vede un 26% di imprese in diminuzione (a fronte di un 17,4% di imprese in aumento) per arrivare alle previsioni del 1° trimestre 2010 con un 12,5% in diminuzione e un 20,8 in aumento.

Considerando i macrosettori e ponendo a confronto le indicazioni a consuntivo per il IV trimestre 2009 con quelle previsive (formulate a metà marzo) per il I trimestre 2010 si osserva che:
-la situazione di crisi dei macro-settori edilizia e impianti e manifatture che prosegue anche nel IV trimestre 2009 (con un forte stallo sui dati del periodo di crisi che arriva all’85,7% del settore edile) è attesa rientrare: per l’edilizia dovrebbero riprendere i casi di miglioramento dell’attività produttiva, per il manifatturiero dovrebbe calare decisamente la percentuale di imprese in difficoltà e rafforzarsi la stazionarietà; per i servizi, invece, il primo trimestre è previsto segnare un ulteriore miglioramento della congiuntura.

Il conto terzi e il conto proprio
L’evoluzione congiunturale è favorevole soprattutto per le imprese operanti solo in conto proprio. In questo caso il IV° trimestre 2009 vede il 30,8% delle imprese in diminuzione della produttività a fronte di un 23,1% delle imprese in crescita per un saldo negativo di –7,7%; mentre il revisionale del primo trimestre 2010 capovolge la situazione con un saldo invertito, positivo con il 7,7% delle imprese che si vedono proiettate in un aumento produttivo. Per le imprese operanti prevalentemente per conto terzi la situazione congiunturale migliora ma non volge ancora al prevalere dell’area positiva.

Il fatturato per componenti
La ripresa riguarda soprattutto il fatturato locale (il -24,1% nel saldo del IV trimestre 2009 e previsto in crescita fino al +7,1 per il primo trimestre 2010), mentre di poco varia quello nazionale e quello estero.

La situazione finanziaria
La situazione finanziaria che si delinea dalle differenze tra le dinamiche di pagamento di crediti e debiti resta ancora difficile poiché mentre i pagamenti dei fornitori sono orientati alla stazionarietà per una quota prevalente di imprese (il 64,5% del totale), invece per la situazione degli incassi da parte dei clienti permane maggioritaria la quota delle imprese che registra un allungamento dei termini di pagamento (il 61,3%). La difficile situazione finanziaria originata dai ritardi nella riscossione dei crediti si riverbera sull’esposizione bancaria in aumento per il 39% circa delle imprese e in diminuzione per una quota trascurabile delle imprese.

Investimenti
La diffusione degli investimenti è attesa in calo ma resta ragguardevole (22,6% delle imprese). Il calo previsto nella loro diffusione è probabilmente dovuto anche al livello elevato registrato nel corso del IV trimestre 2009 (38,7%). Mentre la diffusione degli investimenti tiene nell’edilizia-impianti (28,%), essa risulta in forte ridimensionamento sia nel manifatturiero (23,1%) sia, soprattutto, nei servizi dove è attesa dimezzarsi (22,2%, ma dopo aver coinvolto oltre il 50% delle imprese nel IV trimestre 2009).

Lavoro e ammortizzatori sociali
La crisi ha prodotto alla fine del 2009 ripercussioni occupazionali negative per una parte relativamente esigua delle imprese (il 18,5%). Contemporaneamente si registra quasi il 15% di imprese che aumentano l’occupazione. Solo un quinto delle imprese considerate ha fatto ricorso alla Cassa integrazione guadagni (ma la quota sale al 30% nel manifatturiero).

Le previsioni per il complesso del 2010
Le previsioni per il complessivo andamento dell’anno corrente restano orientate al prevalere delle difficoltà (come si desume dai saldi “aum-dim”) sia per il fatturato sia per gli utili. Tuttavia, al contrario di quanto si rileva per il resto della provincia, in questo caso le previsioni per gli utili non sono più sfavorevoli di quelle per il fatturato (fatta eccezione per edilizia e impianti). All’opposto, per manifatture e servizi la crisi è attesa ad alleggerirsi più sotto il profilo degli utili che del fatturato. Il ridimensionamento dei margini di guadagno non si configura quindi come una strategia di punta. In generale, la ripresa prevista per il primo trimestre 2010 non è giudicata ancora tale da configurare una ripresa per il complessivo 2010, che nelle previsioni rimane ancora un anno difficile.

Le misure che intendono adottare le imprese
Secondo le indicazioni raccolte alla fine del 2009, le imprese intendono reagire alla crisi soprattutto attivando nuova liquidità / finanziamenti (un terzo delle imprese) e poi, con la stessa intensità (30,3% dei casi), cercando nuovi sbocchi di mercato in Italia, realizzando nuovi investimenti, riducendo i margini. Il 21,2% pensa in termini di riduzione del personale ed il 6,1 è alla ricerca di nuovi mercati esteri.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-04-2010 alle 18:58 sul giornale del 27 aprile 2010 - 666 letture

In questo articolo si parla di economia, cna





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