Massaccesi: bilancio preventivo senza una linea guida

Daniele Massaccesi 5' di lettura 26/04/2010 - Un bilancio preventivo 2010 senza una linea – guida, sostanzialmente mancante o carente delle reali intenzioni di questa Amministrazione, che travolge la propria inefficienza in una melassa di numeri e di buoni propositi, sempre poi smentiti dalla realtà.

Ci saremmo aspettati maggiore chiarezza, anche enucleando od evidenziando alcune priorità od aspetti che, nel recente passato e nell’immediato (e non solo) futuro, hanno riguardato e riguarderanno Jesi, quali una politica tesa al reale contenimento delle spese, per una gestione amministrativa veramente efficace, gli appostamenti di risorse ed utilità in qualche modo provenienti da alcune realtà imprenditoriali quali Sadam, Turbogas ed Interporto, ed i loro impieghi, le prospettive legate all’Azienda Consortile dei Servizi Sociali, i risultati imprenditoriali di Progetto Jesi, la situazione debitoria delle varie società partecipate - anche intieramente - dal Comune di Jesi (confermando magari che i debiti non sono purtroppo scomparsi, ma solo transitati da ente A a società B), la volontà di incidere sul troppo consistente apporto di consulenti esterni, scommettendo invece sulle professionalità interne, opportunamente da coinvolgere nei progetti, la non penalizzazione delle famiglie in alcuni casi, specie quando le stesse devono già affrontare situazioni di criticità, con l’aumento, ad esempio, di rette per non autosufficienti.


È tutto l’impianto del bilancio previsionale 2010 – messo in approvazione, peraltro, nel mese di aprile! -, e con una città ed una gestione ferma o paralizzata da mesi, che non convince, e per tutta una serie di motivi: mancano appostamenti / accantonamenti per le spese e gli oneri prevedibili derivanti da controversie (passive), che vedono il Comune esposto a richieste di pagamento di somme, a vario titolo; si parla di un consuntivo 2009 (ancora pure non approvato) che si chiuderebbe con un disavanzo di gestione, di cui in gran parte, al 20 aprile, è ancora sconosciuta l’entità (come pure le motivazioni); ci si affida ad una previsione di entrate da sanzioni al codice della strada forse fatte dall’Assessore competente (?) più con il pallottoliere e con i dadi che con la logica, visto che poi, perché dimostratasi sempre errata, tale previsione negli anni viene ridotta in corso d’opera. Sarebbe pure bene limitarsi a studiarne i valori accertati e definitivi, almeno negli ultimi anni, ed il relativo “trend” per poter fare un preventivo serio e non affidato solo a “speranze” o ad esigenze di bilancio; si poteva / doveva ridurre il ricorso a ed il peso delle consulenze, alcune in vero stravaganti o, comunque, non certamente rientranti fra quelle priorità che una Amministrazione dovrebbe darsi, specie in momenti difficili come questi; si poteva / doveva dare una indicazione precisa circa una drastica riduzione delle “collaborazioni”, spesso costituenti rapporti di lavoro “mascherati”; gli oneri per permessi da costruire sono considerati in modo troppo ottimistico, se non semplicistico, specie in questo momento di crisi del mercato immobiliare; si dovrebbe considerare con maggiore incisività il necessario recupero di quei “residui”, a volte misteriosi, che spesso mascherano la non volontà di fare ed un buonismo di facciata.


Manca una reale volontà di contenere i costi dei servizi, a cui anche il Collegio dei Revisori guarda con preoccupazione; manca la effettiva destinazione delle entrate relative ai parcheggi custoditi ed ai parchimetri alla costruzione di nuovi parcheggi – peraltro da individuare -, al loro miglioramento ed al miglioramento della viabilità, come previsto ex-lege; manca una precisa individuazione delle problematiche legate ad Interporto Marche, ed ai “segreti” o silenzi che lo circondano, viste le prospettive dell’azienda e la partecipazione al capitale sociale del Comune di Jesi; nulla più si dice circa una situazione aggiornata (“inventario”) dei beni immobili di proprietà comunale, nelle intenzioni iniziata da anni, ed ormai persasi nei meandri di P.zza Indipendenza; non c’è neanche alcuna indicazione sulla stima dei beni immobili di proprietà, fatta in modo autonomo ed indipendente, specie in vista di una possibile alienazione degli stessi, magari a prezzi di mercato; non è stato considerato che il preventivo 2010 nasce già “vecchio” e superato, visti i 4 (quattro) mesi di gestione, con risultati già accertati e che, se verificati, potrebbero confermarne la non attualità; dagli organi tecnici ci si attenderebbe poi indicazioni precise, se non vincolanti, al di là di osservazioni e suggerimenti, su come migliorare la copertura dei servizi e come ridurre la spesa corrente, individuando quelle su cui, ed i relativi modi, si può incidere più efficacemente (salve poi le scelte di competenza politica); non c’è una indicazione specifica, sia per entità del credito che per situazione delle controversie, della pratica relativa a “Tributi Italia”, di cui nulla più si sa.


Il PDL presenterà degli emendamenti in questa direzione e con l’obiettivo di razionalizzare (un po’) quanto di (molto) inspiegabile c’è nell’azione amministrativa di questa Giunta, in vero sgangherata e litigiosa, e non più “gestita” o guidata neanche dal Sindaco, preda ormai delle convulsioni di una maggioranza inesistente e della propria testarda convinzione di essere ormai il Podestà di Jesi, con l’esautoramento del Consiglio Comunale, il cui ruolo democratico è stato più volte svilito. Ed a questo comportamento si reagirà.


da Daniele Massaccesi
Popolo delle Libertà – PDL




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-04-2010 alle 19:12 sul giornale del 27 aprile 2010 - 684 letture

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