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Monte San Vito: lista Sordoni, non è stato un solo voto a fare la differenza ma quelli persi dal PD

monte san vito 6' di lettura 17/06/2010 -

Giovedì mattina, a Monte San Vito, si è svolta la conferenza stampa convocata dall’Amministrazione Comunale a seguito della sentenza di ballottaggio con cui il Tar, il 9 Giugno scorso, si è pronunciato in merito al ricorso che la Lista Democratici e Riformisti ha presentato contro l’esito delle elezioni amministrative del 6-7 Giugno 2009.



Ancora sconosciute sono le motivazioni della sentenza, ed è proprio in relazione alla loro attuale mancanza che la compagine di governo guidata dal Sindaco Gloria Anna Sordoni, al momento, rimane tale a tutti gli effetti: secondo il chiaro pronunciamento della Prefettura, infatti, l’intera maggioranza resterà pienamente operativa sino a che le motivazioni della decisione del Tar non verranno rese note, momento in cui la gestione del Comune verrà affidata ad un Commissario Prefettizio fino allo svolgimento del ballottaggio. Sarà l’acquisizione di queste motivazioni, poi, a permettere alla maggioranza di avviare un confronto interno in merito alla eventualità di ricorrere al Consiglio di Stato, fermo restando, così come precisato da Sindaco e Giunta, il rispetto dell’Amministrazione nei confronti della sentenza emessa dal Tar. Diversi i temi affrontati nel corso della conferenza stampa: dal lavoro che in questo anno gli amministratori hanno svolto allo stretto rapporto che li lega al territorio e alla comunità monsanvitese, dallo spirito di lista civica che ha sempre seguitato a caratterizzare le modalità decisionali dell’attuale maggioranza all’opposizione incessantemente ostile, eccezionalmente sterile e pertanto inconcludente messa in campo dal Partito Democratico. Sindaco e Giunta hanno ribadito come l’intero percorso amministrativo intrapreso abbia sempre e puntualmente mosso verso il conseguimento di tutti i diversi punti programmatici attorno ai quali si è formata la Lista Sordoni-Insieme per Monte San Vito.

E proprio spaziando da un’area tematica all’altra del proprio programma, l’esecutivo ha messo in evidenza il legame indiscutibile tra gli indirizzi di governo seguiti e gli obiettivi di mandato. Molti sono gli esempi, a partire dalla concreta sensibilità mostrata rispetto alla tematica ambientale: gli amministratori si sono attivamente e continuativamente spesi nella battaglia contro gli elementi altamente impattanti che minacciano il territorio della bassa vallesina (centrali Api e riconversione Sadam). Sempre con riferimento al tema del rispetto dell’ambiente, è emerso inoltre l’ottimo risultato raggiunto nel campo della raccolta differenziata dei rifiuti: alte sono infatti le percentuali della differenziata, e l’Amministrazione, che ha esteso il servizio anche alla corposa frazione di Borghetto, ha sempre avuto l’intenzione di seguitare a diffonderlo sino al coinvolgimento dell’intero territorio, contrariamente a quanto il Partito Democratico cerca di far credere. Da parte dell’Amministrazione non c’è mai stata alcuna volontà di bloccare il servizio, ed affermare il contrario non è che uno dei tanti tentativi con cui il Partito Democratico di Monte San Vito tenta di screditare la maggioranza, e, soprattutto, di confondere i cittadini.

Oggetto di attacchi totalmente e tristemente strumentali anche il lavoro svolto dall’Amministrazione sul fronte dei servizi sociali: agitare lo spauracchio dei tagli alla spesa sociale rivela tutta la scorrettezza di un’opposizione instancabilmente menzognera, considerato quanto e come l’Amministrazione, invece, si sia adoperata per rispondere a tutte le esigenze dei cittadini, riuscendo appieno nel compito di impedire l’aumento delle tariffe a domanda dei servizi, e, cosa di importanza imprescindibile, lasciando inalterato il profilo qualitativo degli stessi. Anche in materia urbanistica la maggioranza ribadisce l’assoluto rispetto degli obiettivi programmatici, spiegando che l’atto di indirizzo redatto si basa in tutto e per tutto sul principio della lotta allo sviluppo scriteriato, e anche esprimendosi sulla fuoriuscita di due consiglieri dal gruppo di maggioranza: tale mossa, considerata la massima attenzione prestata alla formulazione dell’atto di indirizzo, non può essere in alcun modo riferita ad esso, bensì ad un chiaro vizio di partecipazione alla lista civica mostrato da chi ne è fuoriuscito. E questo viene supportato anche dalla inevitabile riflessione sul momento scelto dai due consiglieri per la presentazione di una “mozione di sfiducia” nei confronti del Sindaco, non a caso avvenuta scientificamente a ridosso della prima scadenza con cui il Tar si è espresso in merito alle vicende di cui sopra (febbraio 2010), e quindi in vista della possibilità di nuove elezioni.

Proprio tali vicende, però, vanno considerate alla luce di un contesto che poco o niente ha a che fare con la contestazione di quel voto oramai famoso su cui il Partito Democratico ha sempre avuto fretta di concentrare l’attenzione: non sembra affatto la battaglia per una scheda la loro, né tantomeno può essere una battaglia di legalità, considerato come proprio la legalità sia un valore cui tutti crediamo, e, pertanto, come non possa esserne depositaria una parte soltanto. Altrimenti, infatti, non ci si spiegherebbe la varietà di continue pressioni con cui il Partito Democratico ha sempre cercato di rovesciare l’Amministrazione, né, da ultimo, le pressioni dispiegate a livello nazionale con l’intervento delle Senatrici Amati e Magistrelli, intervento diretto a caldeggiare l’accelerazione del ballottaggio, a dispetto della eventualità che un possibile ricorso al Consiglio di Stato rovesci l’esito del ballottaggio stesso, per il cui svolgimento – va da sé- occorre necessariamente denaro pubblico. E sempre in relazione all’importanza di considerare le vicende abbattutesi sul Comune di Monte San Vito alla luce di altri elementi in gioco, nel corso della conferenza stampa è stato ricordato il ruolo strategico che per alcuni sembra avere la realizzazione di un nuovo casello autostradale in località Gabella, che solleva obiettivi e notevoli problemi di viabilità. Tale realizzazione andrebbe a coinvolgere direttamente il territorio monsanvitese, e, stante il problema delle bretelle di collegamento e del congestionamento del traffico nel centro cittadino di Chiaravalle, potrebbe significare una strada che taglia in due Monte San Vito. Decisamente meritevole di profonda riflessione è il fatto che il Sindaco di Monte San Vito non abbia avuto modo di vedere il progetto. Altro elemento che non sfugge alla riflessione, nonostante i continui tentativi di dissimulazione del Partito Democratico di Monte San Vito, è il fatto che un anno fa non è stato un solo voto a fare la differenza, bensì una gran quantità di voti: quelli persi proprio dal Partito Democratico, che ha pagato a caro prezzo l’imposizione delle proprie scelte alla cittadinanza. Ad essere inadeguata è stata solo e soltanto la politica di quel partito, lontano dai cittadini e dal sentimento del territorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-06-2010 alle 18:46 sul giornale del 18 giugno 2010 - 1190 letture

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