'Pergolesi a domicilio' nel carcere di Montacuto di fronte a 70 detenuti

Giovanni Battista Pergolesi 3' di lettura 14/07/2010 -

Mercoledì mattina Pergolesi è arrivato a parlare, anche con la sua musica, ai detenuti del carcere di Montacuto ad Ancona. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi e fortemente sostenuta dalla dott.ssa Santa Lebboroni, Direttrice del Carcere, rientra nel progetto “Pergolesi a domicilio”, prodotto dalla Fondazione stessa per fare arrivare l’opera del genio musicale jesino anche in quei luoghi ove è poco e affatto sconosciuto.



E così, il giovane regista Simone Guerro, le attrici Mugia Bellagamba e Lucia Palozzi, che hanno collaborato con la compagnia “La Barcaccia” per la messa in scena di due testi di Silvano Sbarbati, hanno portato Giovan Battista Pergolesi ad una platea di circa settanta detenuti. Insieme con loro erano presenti anche Santa Lebboroni, un gruppo di educatori in servizio a Montacuto, l’Amministratore delegato della Fondazione Pergolesi Spontini William Graziosi che per l’occasione era accompagnato dal neo assessore alla cultura del Comune di Jesi, prof. Leonardo Lasca. Le due piece proposte erano “La Madre Padrona”, con la Bellagamba e la regia di Guerro, e “Giovan Battista Pergolesi rimette le cose a posto”, con la Palozzi e la regia di Chiara Bersani. I 45 minuti delle performance hanno avuto un pubblico attento e concentrato che, al la fine, si è anche espresso in domande e riflessioni su ciò che avevano appena visto ed ascoltato.

Domande e riflessioni che hanno gratificato chi ha lavorato al progetto, per il fatto che è pienamente arrivato ciò che era nelle intenzioni: ovvero un Pergolesi non più ‘mito’ ma persona di profonda umanità che vuole comunicare più di quello che ha lasciato nella sue pagine di grandissima musica. La Direttrice della Casa Circondariale, Santa Lebboroni, ha ringraziato la Fondazione Pergolesi Spontini per aver portato nel Carcere un progetto nato allo scopo di portare anche in luoghi non teatrali l’idea dell’arte che si pone come strumento di lettura della realtà a tutti i livelli, con grande capacità di catarsi. “E’ la prima volta che una rappresentazione teatrale entra a Montacuto – ha commentato la Direttrice - Dopo quasi 10 anni di laboratori teatrali nella Casa Circondariale, questa mattina per la prima volta siamo stati semplici spettatori e non attori; il coinvolgimento dei detenuti è stato molto forte, come ha dimostrato l’ampio dibattito scaturito al termine della rappresentazione. I detenuti hanno recepito perfettamente il messaggio trasmesso dalle due performance, in modo particolare i riferimenti alla giustizia e di come ‘vanno le cose’ contenuti in uno dei testi. L’esperienza è stata molto positiva, sicuramente da ripetere. Gli stessi detenuti hanno proposto di realizzare un laboratorio teatrale con la Fondazione Pergolesi Spontini. Mi sembra una buona idea...”.

William Graziosi, Amministratore Delegato della Fondazione Pergolesi Spontini, ha ringraziato per l’opportunità concessa e per le emozioni trasmesse dai detenuti durante e al termine dello spettacolo. “E’ stata una esperienza intensa – ha raccontato – che mi ha fatto toccare con mano la straordinaria risposta dell’animo umano, anche in condizioni di prigionia, alla bellezza e alla profondità della musica di Giovanni Battista Pergolesi. Commenti positivi sono venuti anche dai detenuti stranieri, i quali hanno potuto leggere nello spettacolo alcuni importanti fondamenti della cultura italiana, come è appunto la musica. L’augurio è quello di ripetere questa bellissima esperienza, portando a Montacuto concerti sinfonici e concerti lirici con i giovani artisti del Progetto Sipario, Orchestra e Cantanti. Ne abbiamo parlato con la Direttrice che è già d’accordo”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-07-2010 alle 17:08 sul giornale del 15 luglio 2010 - 882 letture

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