La CNA di Jesi e Vallesina incontra l'onorevole Damiano

Elisabetta Grilli 19/07/2010 -

L’azienda Confezioni Amica di Castelbellino è una realtà che prende vita nel 1986 dalle ceneri di un’azienda tessile di 100 dipendenti in fallimento che viene rilevata da 7 operaie che si costituiscono in società.



Nel tempo alcune socie vanno in pensione ed aumentano le dipendenti fino all’attuale forma di 3 socie, 16 dipendenti ed un indotto tra lavoratrici a domicilio, stireria e lavanderia che offre oltre 50 posti di lavoro. Le peculiarità dell’azienda sono: lavora nel tessile abbigliamento comparto forte della Vallesina (assieme alla storica meccanica) che attualmente annovera circa 225 aziende per oltre 2.000 posti di lavoro e circa 300 soci indipendenti (dati Vallesina); lavoro terzocontista per le grandi firme italiane che rappresentano la qualità del Made in Italy (Prada, Moschini…); impresa femminile. La nostra ospite, Alberta Cantiani, oltre a far parte della Presidenza territoriale è Vicepresidente della CNA Provincia di Ancona.

Intervento di Alberta Cantiani: Mi sento veramente onorata di ospitare questo incontro e l’onorevole Damiano che conosciamo per l’impegno e la lunga esperienza a servizio del “mondo del lavoro” come politico, sindacalista e nel governo del Paese in qualità di ministro nell’ultimo Governo Prodi e anche oggi impegnato nella commissione lavoro. Mi sento anche l’onore di rappresentare oggi, qui, le piccole, piccolissime e medie imprese che, come spesso rivendichiamo, siamo la vera forza economica del Paese e siamo anchegli imprenditori/cittadini della realtà sociale ed ambientale in cui viviamo, operiamo e creiamo benessere.

(A testimonianza dell’internità sociale della piccola impresa abbiamo oggi qui presenti non solo imprenditori, ma anche sindaci, lavoratori dipendenti, cittadini). Ed è in nome di questa articolata realtà economica che chiedo alla politica meno proclami e maggiore attenzione e concretezza perché, come dice il giornalista Dario Vico che abbiamo avuti nostro ospite, siamo noi la Pancia del Paese.

Ovviamente, non possiamo affrontare in questa sede la molteplicità delle questioni e delle problematiche relative alla piccola impresa perché dal rapporto con gli istituti bancari ai tempi di riscossione, dal fisco e tasse ai tagli alla formazione-istruzione-ricerca, dagli sprechi ed inefficienze della Cosa Pubblica ai tagli agli Enti Locali per la gestione della comunità, alle potenzialità della green economy potremmo discutere per giorni. Per questo scelgo di partire dalla mia azienda specifica che opera nel terzocontismo per le grandi firme italiane riconosciute nel mondo e voglio affrontare due questioni specifiche.

La prima, il riconoscimento e la tutela del Made in Italy, l’alto valore aggiunto alle nostre produzioni, il riconoscimento delle abilità e competenze della produzione e creatività italiana, il valore aggiunto, dicevo, dei nostri prodotti con la forte vocazione all’export della nostra economia. Ad esso è strettamente connesso il fenomeno della delocalizzazione della produzione o fasi di essa anche di marchi italiani che mette a rischio un indotto con conseguente perdita di occupazione ma anche il depauperamenti, (l’immiserimento) delle abilità e competenze che le maestranze hanno acquisito e trasmesso per tempo anche caratterizzandi i territori (la meccanica della Vallesina, il tessile di Filottrano, il mobile di Pesaro, la calzatura del sud delle Marche, la nautica di Ancona, la fisarmonica di Castelfidardo,…).

Abbiamo bisogno di tutelare i nostri “capitali” e le nostre competenze ancor più oggi che navighiamo ancora a vista verso l’uscita dalla crisi, salvaguardiamo il marchio Made in Italy da produzioni effettuate per ¾ all’estero senza che si abbia la certezza sui materiali usati e sulla nocività per il consumatore, sulla forza lavoro e le condizioni di impiego o il grado di sfruttamento ambientale, cose che diciamo non solo per gli effetti della concorrenza sleale verso la nostra economia ma anche per coscienza etica. Va disincentivato, va disinnescato questo fenomeno di andare a produrre all’estero pretendendo il marchi Made in Italy e non pagando nulla alla ricchezza del Paese.

Va invece incentivata la promozione del nostro Paese e delle sue qualità ed eccellenze, investiamo in Internazionalizzazione, nell’accompagnare le nostre aziende verso i mercati stranieri anche stimolando la partecipazione aggregata delle tante piccole imprese che sole non potrebbero. L’altra questione che accennerò appena, prima di concludere, è il lavoro femminile (lo vedete da voi siamo tutte donne). L’importanza del lavoro delle donne come motore dell’economia, come fattore di ricchezza delle famiglie e come questione di pari opportunità e di giustizia sociale.

Le donne che lavorano, dipendenti, professioniste o imprenditrici hanno le stesse necessità: politiche di conciliazione dei tempi professionali e familiari e servizi e strutture sufficienti ed efficienti per garantire quei servizi di natura assistenziale, di cura ed educativi a cui fino ad ora hanno sopperito socialmente le donne: asili nido, scuole e servizi educativi, servizi agli anziani, finanziamenti alla non autosufficienza , alla disabilità,… Indicazioni che vanno controcorrente alle scelte di tagliare i trasferimenti agli Enti Locali, alle Amministrazioni a contatto diretto con il cittadino e le sue esigenze; tagli che non solo non permettono una programmazione ed investimento nelle strategie di crescita ma addirittura mettendo in discussione i servizi oggi esistenti o la manutenzione del territorio o la messa in sicurezza di un tratto viario.

Concludo ritornando alla premessa, con l’appello a prestare attenzione ed orecchio alle necessità di quel 95% della economia che sono le nostre piccole e medie imprese. Noi siamo determinati a far valere le nostre ragioni e la costituzione di Rete Imprese Italia tra associazioni di rappresentanza dell’impresa e del commercio rappresenta un passo ulteriore della nostra propositività a contributo della crescita del Paese. L’onorevole Damiano ha mostrato grande interesse nel confronto con l’azienda ed ha raccolto l’appello delle piccole imprese ed ha promesso il suo impegno per arrivare ad una normativa di piena tutela di tutta la filiera della produzione italiana.

Presenti all’incontro con Damiano: Alberta Cantiani, le socie e le dipendenti della ditta Confezioni Amica di Castelbellino; Elisabetta Grilli ed altri colleghi della CNA; Baioni Nazzareno, Presidente CNA Vallesina; Maurizio Paradisi, Presidente CNA Jesi Demetrio Papadopoulos, sindaco di Castebellino; hanno accompagnato l’on. Damiano Enzo Giancarli e Fabio Badiali consiglieri regionali del PD Emanuele Lodolini e Palmiro Ucchielli rispettivamente segretario provinciale e regionale PD Cristina Tizian responsabile tematica lavoro e welfare PD regionale Pietro Colonnella Associazione Lavoro e Welfare






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-07-2010 alle 16:48 sul giornale del 20 luglio 2010 - 1115 letture

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