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Udc: chiudere l'esperienza targata Belcecchi prima che sia troppo tardi

4' di lettura 20/07/2010 -

"L’accordo sul numero in più, utile per avere una maggioranza numerica, non ha risolto la crisi politica amministrativa ed oggi più che mai il Comune di Jesi ha bisogno di chiudere questa esperienza targata Belcecchi prima che sia troppo tardi".



Le tante parole per trovare una soluzione idonea ha partorito la nomina di Lasca ad assessore alla cultura mentre per il resto non solo tutto è rimasto al suo posto ma il giorno dopo si è ricominciato ad assistere ai balletti dei vari esponenti dei partiti della maggioranza che direttamente o indirettamente chiedono sempre qualcosa pena la venuta meno di quel numero che fa maggioranza ma che in pratica non riesce in assoluto a far fare un passo avanti decisivo alla città. Insomma Belcecchi, e chi lo sostiene, sta sempre di più dimostrando di non saper amministrare e che, come dall’Udc sempre sostenuto, l’arrivo del Commissario prefettizio sarebbe il male minore. Perché il Sindaco è bravo a contare fino a quindici ma altrettanto non lo è a dare quella svolta per scrivere un progetto e ripartire. In questo contesto anche il partito di maggioranza relativa, il Pd, non brilla in idee su quella che potrebbe e dovrebbe essere la prospettiva futura. Qual è il pensiero del Pd per la Jesi del futuro? Può il dopo Belcecchi essere lasciato in mano a delle primarie di coalizione per la scelta del futuro Sindaco che alcuni invocano perchè più timorosi di essere esclusi che veramente desiderosi di una prospettiva non solo politica ma soprattutto amministrativa?

Si continua ad assistere insomma sempre alle stesse cose: a dimostrazione che la crisi non è finita e che all’interno della attuale maggioranza in Consiglio Comunale nessuno vuol superarla ma nasconderla. Alle emergenze bisogna rispondere con coraggio e responsabilità lanciando segnali positivi e di sviluppo e non ricatti che servono solo a mantenere le attuali posizioni politiche e poltrone personali. Al futuro si risponde con progetti di fondo per una politica del fare e della crescita e non con le eccessive personalizzazioni, le stesse che hanno creato ingovernabilità e tensioni. Due gli argomenti attuali che identificano le difficoltà sempre più evidenti di questa amministrazione: il bilancio e l’enoteca. Il primo dovrebbe essere lo specchio di ogni gestione. Il riequilibrio è stato approvato ma subito dopo, iniziata la conta dei debiti, questa sta toccando numeri da capogiro. Il che preoccupa soprattutto perché Belcecchi fin qui ha dimostrato di non sapere che strada intraprendere per provvedere a risanare una situazione negativa che lui stesso ha contribuito a creare.

Avere chiara la spesa corrente ed individuare le priorità da eliminare, senza mettere mano nelle tasche degli jesini, sarebbe la medicina giusta per venirne a capo. Belcecchi con la sua politica è come quello che ha abituato a vivere al di sopra delle proprie possibilità i cittadini che ora però rischiano di finir soffocati nella impossibilità di pagare i debiti contratti. Il Sindaco la può girare e rigirare come vuole ma la realtà delle cose lo costringe sempre di più con le spalle al muro e per Jesi la vera soluzione sarebbe se finalmente decidesse di metterci un punto e dire basta. Sarebbero in molti a ringraziarlo perché gli riconoscerebbero il gesto di aver capito che la situazione è allo sfascio e di non essere più in grado di risollevarla. L’enoteca: una vicenda tragico-comica propria di questi giorni. La disputa è tutta interna al Pd e poiché si parla di Enoteca qualcuno sta pensando anche ai fumi dell’alcol altrimenti non si spiegherebbe il perché di tanti interventi, gli uni contro gli altri, da parte di esponenti tutti dello stesso partito. La cosa principale però è che l’enoteca non lasci il Centro Storico. Al limite suggeriamo di trasferirla al San Martino complesso di proprietà del Comune da utilizzare per scopi pubblici non per fare cassa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-07-2010 alle 17:52 sul giornale del 21 luglio 2010 - 794 letture

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