L'Interporto al centro di un esperimento russo

terminal interporto jesi 29/07/2010 -

L’Interporto Marche è stato scelto dal governo russo per un esperimento (per la prima volta al mondo) che riguarda la merce che dall’Italia viene spedita nella Federazione e tutte le problematiche doganali connesse e che è stato denominato “Progetto Italia”.



Di ciò hanno parlato il Presidente dell’Interporto Marche S.p.A Roberto Pesaresi, il Console Onorario della Federazione Russa di Ancona Armando Ginesi e il Presidente dell’Associazione degli Amici delle Marche e della Russia Marco Ginesi, nella conferenza stampa di martedì 27 luglio.

E’ noto quanto le problematiche di cui sopra incidano negativamente sul traffico a causa dell’esistenza, nel sistema russo, di una molteplicità di codici d’importazione e del conseguente rilevante ruolo interpretativo e discrezionale che è lasciato al singolo funzionario doganale. Il tutto si traduce concretamente in complesse pratiche amministrative (le quali nascondono sempre l’insidia dell’errore) e le lunghe soste alla frontiera che a volte superano gli 8/10 giorni con quali conseguenze negative per il mercato è facile intuire. Ebbene molti (praticamente tutti) questi inconvenienti saranno eliminati, grazie al servizio attuato all’Interporto e il tempo si sosta previsto per i controlli doganali oscillerà tra le 3 e le 5 ore.

Lo scopo dell’iniziativa è riassumibile nell’espressione SEMPLIFICARE E VELOCIZZARE le pratiche doganali per la Russia (ma prestissimo anche per il Zazakistan e la Bielorussia in virtù della costituenda Unione Doganale tra queste nazioni e la Federazione Russa).

Come sarà possibile tutto ciò? Grazie ad un accordo, fortemente voluto dal Consolato Russo di Ancona e sottoscritto tra l’Ente Statale Federale Unitario ROSTEK (FGUP), l’Interporto Marche e l’Associazione Amici delle Marche e della Russia. Il quale prevede l’istituzione, presso le sede della struttura intermodale, di un ufficio dell’Ente russo (con quattro operatori, inizialmente) che preparerà tutte le pratiche doganali e le invierà telematicamente ai colleghi in frontiera, in attesa dell’arrivo della merce. Queste pratiche, ovviamente, avranno tutti i crismi della perfezione formale e annulleranno i rischi di incomprensione e di contenzioso. Che cos’è esattamente l’Ente Statale Federale Unitario ROSTEK? Fondato nel 1992 dal Servizio Federale Doganale della Federazione Russa, esso dipende dal Ministero delle Dogane ed opera in tutto il territorio federale. Comprende 6 filiali e 50 imprese che rappresentano gli interessi dello Stato su tutti confini della Federazione lungo i quali sono attivi 107 uffici. La sua opera si svolge sotto il controllo statale e si accentra su una serie di obbiettivi del governo in materia di politica doganale con uso di tecnologie avanzate e personalizzate. Dispone di oltre 9.000 specialisti dislocati in 231 città.

Il servizio è previsto che abbia inizio a partire dal 1 ottobre prossimo, diretto dal responsabile del Progetto Italia Boris Olenich, affiancato dal vicedirettore Sergey Olenich e, come già detto, da quattro operatori tra agenti doganali e interpreti specializzati.

Il governo russo, prima di elaborare il “Progetto Italia” e decidere di collocarlo presso l’Interporto, accanto al Consolato, lo ha in parte rodato presso il Porto di Istanbul. La differenza tra il test turco e l’iniziativa italiana è che il primo era limitato alla sola realtà portuale e il secondo invece ad una intermodale.


da Consolato onorario della federazione russa di Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2010 alle 17:34 sul giornale del 30 luglio 2010 - 1015 letture

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