Buco nella sanità: Mangialardi, 'Vigileremo sulla qualità dei servizi'

maurizio mangialardi 1' di lettura 03/08/2010 -

Sulla vicenda del buco da 6 milioni di euro Senigallia smorza i toni e si dice intenzionata ad aspettare il piano di risanamento dell'Asur 4 prima di esprimere un giudizio di merito. 



Alla conferenza dei sindaci, durante la relazione del direttore Pesaresi i sindaci Bello e Olivetti non hanno assunto lo stesso atteggiamento bellicoso di adesso -osserva il sindaco Maurizio Mangialardi- per quanto mi riguarda, abbiamo ascoltato attentamente il direttore dell'Asur4 che si è impegnato a presentarci prossimamente un piano di rientro e su quello ci baseremo per esprimere un giudizio”.

Il primo cittadino però promette di vigilare sull'andamento della sanità. “Il ruolo dell'ospedale di Senigallia come struttura di rete qualificata con dotazioni di servizi ed unità specialistiche capaci di far fronte alla domanda di salute espressa dal territorio, è ormai un dato consolidato, frutto di lunghe battaglie condivise, sul quale non si può e non si deve tornare indietro -aggiunge Mangialardi- Del resto in questi anni c'è stato un processo di rafforzamento raggiunto attraverso un piano sanitario regionale che ha saputo accogliere queste aspettative del territorio. Oggi ci sono delle difficoltà finanziarie. E' mio dovere, come garante del fondamentale diritto alla salute dei cittadini, avere un quadro preciso della situazione e delle strategie che il direttore della zona 4 intende attuare per far fronte alla situazione, nel rispetto ovviamente dei ruoli”.






Questo è un articolo pubblicato il 03-08-2010 alle 17:47 sul giornale del 04 agosto 2010 - 2902 letture

In questo articolo si parla di cronaca, maurizio mangialardi, giulia mancinelli

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No, per carità, non vigilà!<br />
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Se vigili come hai fatto all'ex Gil il buco raddoppia e i servizi si dimezzano.<br />
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Ps Abbasso le Regioni...vogliono rimettere le competenze nelle mani dello Stato? Magari!<br />
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Pps Oltre alle competenze si ricordino di rimettere anche i soldi buttati nel cesso

Ma è tanto difficile sostituire le parole con i numeri? Quali sono le voci di bilancio che hanno il buco più grande? E da quanto tempo? E per quali motivi? Il Direttore lo avrà pur detto nella sua relazione! I politici se la devono smettere di parlare, parlare e parlare.....per non dire nulla! Ci vuole più serietà nei confronti dei cittadini!

L'abbiamo scritto anche in altri commenti. Il 70% del bilancio di una regione è dato dalla voce SANITA'. Il Servizio Sanitario Nazionale è in realtà «regionale»: un assurdo logico. Ma lo hanno voluto così, perché le cricche regionali potessero riempire i loro ospedali di raccomandati di partito.<br />
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Un servizio chiamato «nazionale», offre in realtà ai pazienti cure regionalizzate, pessime al sud, un po' migliori al centro-nord, con grandi sprechi dovunque. Ad essere «nazionale» è solo il pagatore dei conti in rosso: il contribuente, convinto pure che la medicina sia più o meno gratis, a parte il ticket. <br />
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Ecco il motivo per cui pullulano i partiti regionali: i soldi veri sono nelle Regioni. Lì ci sono le occasioni di mazzette e prebende al disotto del controllo pubblico; lì i mille centri di spesa che sfugono all'osservazione; lì ci sono gli interessi locali e criminali che, in cambio di appalti senza concorso nelle aziende pubbliche privatizzate, garantiscono voti permanenti, e perciò il permanente potere. Solidissimo. Rinnovato eternamente nella sua legittimità da continue primarie che mobilitano i loschi interessi locali.<br />
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L'ultima riforma ha cambiato il nome delle USL in ASL: così, per miracolo, sono diventate «aziende», gestite da «manager». Ovviamente, la magia non funziona: i «manager» sono i vecchi politici trombati, a cui il titolo di «manager» ha fruttato paghe da «manager». Il nome doveva introdurre «l’efficienza del privato». Ma naturalmente non ha cambiato la natura delle ASL, di cosche di malaffare, e ne ha solo aumentato i costi.<br />
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Gli emolumenti sono, infatti, quelli del «settore privato»: emolumenti che, se fossero davvero nel privato, sarebbero collegati a responsabilità massime, al licenziamento in tronco per chi sbaglia o truffa o si dimostra incapace.<br />
No, per questo aspetto le ASL sono «pubbliche».<br />
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Ci sono 195 ASL in Italia, altrettanti centri di spesa inconsulta e di gestione irresponsabile a piè di lista. Ciascuna ha un direttore generale, un «manager» che è nominato dalla Regione, ossia nella clientela politica al momento al potere.<br />
Questo presunto «manager» a sua volta si sceglie i compari, un direttore amministrativo e uno sanitario. La Regione inoltre elegge una serie di consigli (sanitario, sindacale, di direzione): altrettanti gettoni di presenza agli amici, e amici degli amici.<br />
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Questo non vale solo per il PD qui nelle Marche, ma anche nelle regioni governate dal PDL. Appena Berlusconi uscirà di scena (manca poco, e tutti si stanno già preparando) anche il PDL si sgretolerà in partitelli locali, governati da cacicchi, capi-bastone e appaltatori locali, inamovibili proprio perchè locali. Ad accaparrarsi i soldi della Sanità, la vera cassaforte delle Regioni, nella felice collusione di un pubblico grande pagatore di privati immobiliaristi o para-sanitari che non sopravviverebbero un secondo senza i soldi della Regione. E poi ci sono i soldi delle provincie e degli ottomila Comuni !<br />
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Segreteria provinciale Fiamma Tricolore Ancona

licaone

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Da una parte sono contento che il sindaco si è finalmente ricordato di essere il "garante del fondamentale diritto alla salute dei cittadini" cosa che da quando è stato eletto gli è stata constantemente fatta presente ma che lui ha sempre ignorato; dall'altra devo purtruppo constatare che si tratta della solita frase fatta in perfetto politichese per riempire gli articoli dei giornali.<br />
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Essere il garante vuol dire che bisogna poi farlo con degli interventi concreti, non solo con delle vuote parole. E fino ad ora interventi concreti a garanzia della salute dei cittadini non ce ne sono stati, questa è la realtà. Anzi gli interventi concreti sono stati fatti proprio nella direzione opposta. E mi riferisco a tutte quelle ordinanze emesse ad hoc per zittire quei cittadini che si lamentavano dei troppi rumori e delle troppe polveri. <br />
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In questo caso vorrei chiedere al sindaco se pensa di aver svolto al meglio il suo ruolo di garante della salute dei cittadini. La risposta mi sembra scontata.<br />
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Luca Panico




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