L'IdV sulla condanna di Sakineh: anche Senigallia si mobiliti

sakineh 2' di lettura 07/09/2010 -

L'Idv Senigallia si unisce con forza all'appello per fermare l'esecuzione di Sakineh Muhammadi Ashtiani sottoscritto da tante personalità e governi occidentali, tra cui spiccano il governo francese e la presidenza della Repubblica Italiana.



La grande mobilitazione di opinione pubblica, unita a quella dei suoi rappresentanti, ci mostra il lato migliore dell'Occidente di cui siamo parte e che fa del rispetto dei diritti dell'uomo un valore inderogabile e cogente. Ci piace pensare che all'inizio del XXI secolo i confini nazionali non possano esistere quando si tratta di accettare dei principi di base che devono essere condivisi e difesi da tutti e che nessuna scusante possa esser invocata per giustificare atti di barbarie che sviliscono la dignità umana senza avere nessuna funzione sociale o giuridica di qualche utilità. Ci riferiamo alle punizioni corporali e alla paventata esecuzione che il governo teocratico iraniano minaccia di infliggere ad una sua concittadina.

L'Italia, come primo paese occidentale ad aver abolito la pena di morte (1889 C.p. Zanardelli), non può (e di fatto non accetta nella sua maggioranza) accettare simili inutili sadismi anche se travestiti da consuetudini o diritti tradizionali di certe culture. La possibilità di influire sulla decisione ultima del governo iraniano deve farci agire per 2 motivi: 1° dimostrare al mondo che l'opinione pubblica può modicare i costumi dei governanti; 2° salvare una vita umana che ha un valore intrinseco concordemente alla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (in special modo all'art. 3). Ribadiamo quindi un plauso ai tanti, dalle persone comuni fin ai massimi vertici europei, che hanno sposato questa causa particolare che però assurge a simbolo generale dei tanti oppressi nel mondo che subiscono ingiustizie e offese nei loro diritti fondamentali.

Ci piacerebbe che anche Senigallia, nelle sue istituzioni, volesse, come tanti altri comuni, partecipare con un piccolo gesto, anche solo simbolico come una bandiera o una dichiarazione ufficiale, che vada ad unirsi alle tante voci che si sono già levate e hanno unito milioni di persone e istituzioni in questa battaglia di civiltà. Il Talmud ci dice che "Chi salva una vita salva il mondo intero", forse è un po' fuori dalle linee di programma del governo di una piccola cittadina come la nostra, ma noi crediamo nessuno accuserebbe un simile atto di arroganza o intempestività.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-09-2010 alle 18:58 sul giornale del 08 settembre 2010 - 2350 letture

In questo articolo si parla di politica, idv senigallia, sakineh

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Che applicano la pena di morte sono tanti gli Stati e non solo in Iran. Però quello che non capisco è il fatto che questa donna ha messo le corna al marito e poi lo ucciso. Deve essere liberata ???? In Iran il reato comporta la pena di morte per lapidazione e così sarà. L'impegno è quello di eliminare la pena di morte e non liberare la colpevole.<br />
Saluti

Questa mobilitazione a volte mi sembra una gran pagliacciata. Come ricorda Ginos i nostri alleati esportatori di democrazia in tutto in mondo con le bombe applicano ancora la pena di morte. Proprio in questi giorni, nello Stato della Virginia, una donna sarà giustiziata a morte per reati molti simili a Sakineh (omicidio) ma nessun giornale, Stato, Presidente, Ministro e chicchessia si è strappato le vesti in sua difesa. Sembra come che la condanna a morte in uno stato Islamico sia più grave di una condanna a morte in uno stato Democratico. Forse è questa parola "Islam" che dipinge tutto di nero, brutto e barbaro. Mentre "Democrazia" è bianco, bello e giusto, anche se in entrambi i casi si tratta di una ESECUZIONE A MORTE.<br />
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Riflettete gente, riflettete. E ragionate con la vostra testa, non con quella che esce dai giornali e le tv.

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Commento sconsigliato, leggilo comunque

rifletti anche tu, l'Italia NON è gli USA, l'Italia è il primo paese occidentale ad aver abolito la pena di morte con il <b><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_Zanardelli">codice Zanardelli</a></b>.<br />
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Siccome gli uomini hanno lo stesso valore sotto ogni cielo, checché ne pensi qualcuno che 100 morti pakistani non valgono come 1 morto americano, quindi questa battaglia è importante per imporre un principio e creare un simbolo che valga per tutti i torturati e condannati a volte su basi indiziarie.<br />
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Poi sulle teorie di Massimo Fini e della critica all'esportazione della democrazia, se ne posson dire molte, ma chissà com'è, chi può, dai paesi con diverse forme di governo (iran, korea del nord, Libia) tentano tutti di venire nei paesi occidentali, chissà perché visto che vivono in un sistema che si sono scelti loro a casa loro... oppure la libertà ha un significato e da noi ce n'è effettivamente di più e per questo la qualità della vita è migliore in molti sensi?<br />
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medita OmniaByte, medita!<br />

in realtà il primo codice penale ad abolire la pena di morte fu il <b><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_leopoldino">Leopoldina</a></b> che non fu mai abrogato anche dopo la fine dell'indipendenza del Granducato di Toscana e venne poi assorbito dallo <b>Zanardelli</b> nel 1889.<br />
In questo senso si potrebbe dire che la pena di morte <b>fu abolita in Italia dal 1786</b>, almeno in una delle regioni più importanti, e poi la abolizione fu estesa a tutto il territorio nazionale nel 1889.<br />
Ragazzi 3 anni prima della rivoluzione francese!!!

io non dico che la battaglia è sbagliata, io voglio mettere in evidenza una ipocrisia tutta occidentale che è quella di scandalizzarsi per una condanna a morte irania (probabilmente l'islam viene visto come un aggravante) e un totale e "rumoroso" silenzio verso una storia molto simile ma negli USA. Il problema non sono le persone ma i mezzi di comunicazione di massa occidentali (sai benissimo che le agenzie internazionali sono in mano a pochi eletti... quindi le notizie sono filtrabili e manipolabili) che creano adHoc dei casi che diventano di dominio pubblico e guarda caso... mettono in cattiva luce "alcuni governi" su cui tirano venti di guerra... Mi puzza molto di propaganda e vale la pena rifletterci sopra.<br />
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Per la seconda parte del tuo discorso ti ricordo che i popoli si muovono, migrano, tutti, indistintamente. Ed è soprattutto la povertà che li spinge a migrare prima che la loro forma di governo. Ora potremmo aprire una parentesi su questo e capire come mai la Nigeria, per esempio, tra i primi produttori di energia al mondo, il 90% della popolazione senza corrente... A chi va tutta quell'energia, petrolio, diamanti, silicio, cacao, caffè? Come mai nessun governo occidentale interviene su questi meccanismi? Sicuro che in Iraq gli USA sono andati per la Democrazia e non per il Petrolio?<br />
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Discorso troppo lungo per essere approfondito qui e mi fermo. Ti dico solo una cosa:<br />
io sono sicuro che se un giorno a noi occidentali ci dovessero mancare tutte le merci delle quali siamo dipendenti saremmo pronti a buttare la democrazia nel cesso per affidarci al primo "liberatore" perchè la democrazia che tu pensi di conoscere non è nient'altro, in realtà, che il denaro.




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