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Don Ciotti: 'Non c'è legalità senza assunzione di responsabilità'

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di Ilaria Cofanelli
redazione@viverejesi.it

don ciotti

Parole appassionate e incisive quelle di Don Luigi Ciotti che ha preso parte al dibattito '...sulla legalità...' sabato 18 settembre a Monsano, in occasione della decima edizione del Festival del Buon Senso.

Il sacerdote, da sempre impegnato nella lotta alla mafia e creatore della rete 'Libera' che agglomera più di mille associazioni nell'impegno antimafia, non ha certo trattenuto le parole nel dire la sua, lanciando anche qualche frecciata al mondo della politica.

"La legalità è lo strumento per raggiungere il valore della giustizia- asserisce don Ciotti- L'obiettivo è la giustizia. Dobbiamo salire sui tetti e annunciare parole di vita, come predicava don Peppino Diana, ucciso dalla mafia il giorno del suo onomastico perchè costruiva percorsi di giustizia. Il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi!"

Tanti i giovani che hanno assistito al dibattito sabato mattina. E proprio a questi ultimi don Ciotti si rivolge. "Noi abbiamo la responsabilità di educare. E' la cultura che diventa importante, è la cultura che sveglia le coscienze- continua il sacerdote-Non possiamo lamentarci sempre, ma dobbiamo assumere la nostra responsabilità. La mafia non morirà mai se non cambiamo noi."

Scroscio di applausi per don Ciotti che ammonisce: "Il più grande handicap è l'egoismo e l'individualismo di troppe persone." Non risparmia neppure la politica quando afferma che "l'Italia è ben unita dalla criminilità, alla faccia di chi vuole tanto dividerla. La politica deve seguire la via difficile della giustizia sociale, non del consenso. Deve puntare al bene comune.La politica è anche impegno di tutti i cittadini per perseguire un obiettivo: la giustizia. E ci vogliono coraggio e speranza per raggiungerla. Ma se sono qui-conclude il sacerdote-è perchè tanti altri stanno facendo la propria parte".

Il Festival del Buon Senso, conclusosi domenica 19 settembre con l'inaugurazione del Parco Pubblico dedicato alla figura di don Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993, giorno del suo 56esimo compleanno, per il suo costante impegno nella lotta alla criminalità organizzata, ha visto anche gli interventi di Gioacchino Genchi e Salvatore Borsellino.



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Questo è un articolo pubblicato il 19-09-2010 alle 17:51 sul giornale del 20 settembre 2010 - 1397 letture