Derivati Swap: Argentati, 'Allora perchè non fare un altro Swap?

soldi - tagli finanziari 26/09/2010 -

La risposta fornita dall’Amministrazione Comunale sulla questione inerente il Contratto di Swap in essere merita un attento esame. Innanzitutto come mai nella smentita categorica dello studio non è presente neanche un numero a supporto di quanto affermato?



Perché perdere l’occasione per informare i cittadini di quanto è stato il guadagno conseguito dal Comune di Jesi con tale operazione?

E poi, se l’operazione è risultata sempre in guadagno, come mai si sta valutando l’opportunità di chiudere questo “debito”? Anzi, perché non decidere di sottoscrivere un altro contratto Swap?

Evidentemente qualcosa non torna.

Tanto più che nel documento istruttorio elaborato dal servizio finanziario del Comune di Jesi relativamente all’esame ed approvazione del bilancio di previsione 2010 e triennale 2010- 2012 si afferma quanto segue: “TENUTO CONTO che l’ente ha in essere una sola operazione in strumenti derivati, per la quale è stato accantonato in bilancio, all’intervento 1010306, un fondo rischi di € 95.000,00 e che la 31.12.2009 il mark to market risulta negativo per un ammontare di 574.943,00 euro;”.

A tal proposito è interessante già un primo confronto con quanto contenuto nella nota al bilancio di previsione 2009 redatta dal Comune di Jesi il 26 febbraio 2009 (ai sensi dell’art. 1 comma 883 legge 24.12.2007 - legge finanziaria 2008 - e dell’art. 62, comma 8 legge 06.08.2008 n. 133) nella quale la sommatoria dell’ammontare di tali flussi al 01/01/2009 era di € 20.538,08 con un accantonamento al fondo rischi di nel 2009 di € 20.000,00 mentre il mark to market al 30 gennaio 2009 risultava a favore della banca per € 327.670,00.

In nemmeno un anno il mark to market è “lievitato” di quasi 250 mila euro e l’accantonamento al fondo rischi è passato da 20.000,00 euro a ben 95.000,00 euro.

Pertanto l’analisi effettuata considerando il valore al 31 dicembre 2009 del cosiddetto mark to market con le sue proiezioni future non solo pare avere un qualche fondamento, ma addirittura è "anticipatrice" dell’evoluzione prospettica del risultato derivante dal derivato stesso.

Si tenga anche presente che la scelta di valutare la bontà dello swap solamente sul valore di mercato in un determinato momento del contratto stesso (il mark-to-market per intenderci) è dovuta al fatto che stimare l’andamento di quelli che saranno i flussi da pagare e/o da ricevere dal Comune di Jesi verso la banca in base all’andamento di un tasso variabile, anzi variabilissimo, come il tasso EURIBOR a 6 mesi risulta molto più difficile, ma non impossibile: ovviamente la difficoltà non è dovuta tanto al calcolo da effettuare quanto alla variabilità del tasso stesso da prendere in esame.

Tuttavia è estremamente interessante determinare quelli che sono stati finora i flussi prodotti ed effettuare una stima di quelli futuri.

A tal proposito dal calcolo effettuato relativo all’anno 2009 il differenziale rispetto all’operazione principale è stato negativo per oltre 97 mila euro così il risultato complessivo da positivo per oltre 20 mila euro (come indicato nella nota al bilancio di previsione 2009) è divenuto negativo per oltre 76 mila euro: ecco quindi spiegato l’accantonamento al fondo rischi per 95 mila euro al 31 dicembre 2009; mentre per il 2010 il differenziale stimato e prodotto dall’operazione è negativo di ben 214 mila euro: ecco perché valutare di chiudere anticipatamente il ”debito” come è stato definito dalla stessa Amministrazione Comunale.

Ancor più interessante la situazione prospettica considerando gli anni dal 2011 al 2020 e supponendo che il tasso EURIBOR a 6 mesi attuale, pari all’1,14%, rimanga fermo: la perdita stimata dal 01/01/2011 al 01/07/2020 sarebbe pari a 1,35 milioni di euro mentre la perdita complessiva dell’operazione, quindi dal suo inizio ovvero dal 24/06/2005, arriverebbe ad oltre 1,64 milioni di euro.

Pertanto si rinnova il consiglio di estinguere immediatamente l’operazione (salvo eventuali penali di estinzione anticipata che andrebbero opportunamente valutate) visto che, sebbene ci si possa aspettare un aumento dei tassi di interesse, la stessa anche con un tasso euribor 6 mesi pari al 2,5% produrrebbe complessivamente un differenziale negativo di oltre 1 milione di euro.

Pare del tutto superfluo ricordare che, in vista di una manovra di riequilibrio di bilancio di 2,5 milioni euro, anche un solo euro di perdita aggiunta evitata sarebbe comunque un risparmio importante per il Comune di Jesi.

E per concludere una battuta: “Sta a vedere che alla fine il “professionista” ha sbagliato, ma per difetto!”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-09-2010 alle 12:37 sul giornale del 27 settembre 2010 - 823 letture

In questo articolo si parla di attualità, economia, Massimiliano Argentati, tagli finanziari

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