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Rocconi: la parola di Dio è la via della sapienza

vescovo Gerardo Rocconi 5' di lettura 25/09/2010 -

Mons. Gerado Rocconi coometa il Vangelo di domenica 26 settebre.



Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: "C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”". Parola del Signore


LA PARABOLA: PERSONAGGI A CONFRONTO

Il vangelo di oggi ci racconta una parabola dove vengono messi a confronto due personaggi: il ricco mangione e il povero Lazzaro

* Il ricco: sta bene, è spensierato, ha quel che vuole, per cui, può cavarsi ogni soddisfazione, ha potere... rappresenta il desiderio di tanti. Infatti la sua sembra una vita riuscita, secondo il pensiero di tanti uomini.

* Il povero: è quello che nessuno vorrebbe essere. Senza cibo, senza vestito, pieno di malattie, senza potere e senza sicurezze. Una vita inutile, sofferente, da rifuggire. Ma a questo punto la parabola ci presenta un ribaltamento. Gli ultimi saranno i primi e viceversa. Nella vita che ci attende, dove la nostra sorte sarà definitiva il ricco sarà nei tormenti e il povero nella gioia.

UN INVITO ALLA SAPIENZA

Vediamo in questa parabola, espresso in altre parole, quello che già l’evangelista Luca aveva detto con le beatitudini: Beati voi poveri, Beati voi che ora avete fame, Beati voi che ora piangete. E ancora: Ma guai a voi, ricchi, Guai a voi che ora siete sazi, Guai a voi che ora ridete, guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Ci sarà un ribaltamento di situazione, sembra dire Gesù. Oggi la parola di Dio ci invita a guardare oltre la morte. E se la vita eterna deve essere motivo di gioia, nondimeno il discorso dell’eternità deve essere per noi motivo di riflessione: infatti avremo o una eternità buona che chiamiamo Paradiso o avremo una eternità tristissima che chiamiamo inferno. E la scelta sarà nostra, secondo come abbiamo vissuto. In altre parole dovremo rendere conto della nostra vita e delle scelte quotidiane che abbiamo fatto. E’ il giudizio di Dio!

IL VALORE DELLE SCELTE

Oggi dovremmo imparare a farci una domanda: Ciò che sto facendo che valore ha per l’eternità? Mi danneggia, mi è utile? Il ricco della parabola ha vissuto una vita invidiata da tanti, ma che lo ha portato all’inferno. Meglio per lui se non fosse mai nato. Pensiamo un attimo alle cose dietro alle quali corriamo: ci allontanano da Dio o ci portano a Lui? Di tutto dovremo rendere conto, anche di una parola inutile, anche di un pensiero sbagliato... come del resto, dice il vangelo, anche solo un bicchiere d’acqua dato per amore avrà la sua ricompensa. A volte ammiriamo uomini che ci sembrano i vincenti del mondo: dopo quello che abbiamo detto forse sono semplicemente ciechi. A volte ci sembrano incomprensibili le scelte di persone che hanno speso la vita per il Signore: in realtà sono i veri sapienti.

LA PAROLA DI DIO: E’ LA VIA DELLA SAPIENZA

La parabola conclude presentandoci il ricco all’inferno che invoca Abramo perchè qualcuno avvisi i suoi fratelli affinchè cambino vita. Dice infatti: “Se vedessero un morto, se avessero un’apparizione di qualcuno, forse si ravvederebbero”. La risposta di Abramo, che poi rappresenta l’insegnamento di Gesù è significativa: Per aver fede, per ritornare al Signore non ci saranno segni sensazionali, anche perchè non servirebbero. Hanno Mosè e i Profeti, cioè basta la Parola di Dio. Questa Parola che continuamente ci viene proclamata, è il dono grande che il Signore vuole farci: il dono da prendere sul serio e da accogliere perchè la nostra vita si converta.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-09-2010 alle 17:29 sul giornale del 27 settembre 2010 - 2181 letture

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