Sadam e bilancio, Massaccesi: l'amministrazione uno spettacolo di inidoneità

Daniele Massaccesi 27/09/2010 -

Se è vero che per la vicenda Sadam ci sono sempre state forzature (non c’è niente da fare, evidentemente è un vizio congenito quello di voler forzare i tempi e non solo, di spingere – magari anche a vuoto – sull’acceleratore della riconversione e di far balenare possibili, “terribili” conseguenze per i ritardatari o gli oppositori), e che anche per la fase della bonifica, con la presentazione di atti fondamentali pochi giorni prima di indicate scadenze, l’azienda ha dato l’impressione di voler giocare una sua partita, tutta tesa a veicolare consensi e timori verso l’esito finale, che qualcuno a Jesi ha incautamente facilitato, è anche vero che non è stato fatto nulla per far capire all’azienda che, qui a Jesi, certi metodi non funzionano.



Che certe armi sono spuntate e che c’è molta gente pronta ad opporsi e fare fronte comune, per solidarietà ma con ferma convinzione, con chi ha avuto il coraggio di opporsi – e di documentare le ragioni della opposizione. Certo, sarebbe stato, e sarebbe tuttora utile, un atto di resipiscenza del Sindaco, che smessi gli abiti del sindacalista e dell’uomo di parte (quale?), potesse indossare quelli che, nell’occasione, saremmo pronti a riconoscergli di autorità, anche morale, della città, facendo sentire la dignità e la voce, forte ed autorevole, di una comunità che non tollera di essere considerata suddita e che non accetta simili comportamenti para-aziendali: quest’atto però non c’è stato da parte di Fabiano Belcecchi, Sindaco di Jesi, lo si è atteso invano.

Ad oggi, silente ed assente il Sindaco, assistiamo sbigottiti all’inerzia dell’intera Amministrazione Comunale anche sulla vicenda del bilancio e del relativo riassetto o riequilibrio, con una Amministrazione che sceglie di non scegliere, decide di non decidere, non affronta concretamente il nodo del deficit strutturale, aggravato da una infelice gestione del “corrente”, e che ha deciso di… spalmare il deficit su più anni (anche quelli in cui Belcecchi non ci sarà più – e bravo Belcecchi, il deficit, non più “aggredito”, viene lasciato in dote ai nuovi Amministratori, paralizzandone così azione ed iniziative: è veramente una genialata!), limitandosi a vendere due negozi, e le relative manovre di riequilibrio risultano inefficaci, strumentali e poco più che dei palliativi per un bilancio moribondo. Che tristezza assistere a questo spettacolo di inidoneità!


da Daniele Massaccesi
Popolo delle Libertà – PDL




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-09-2010 alle 17:14 sul giornale del 28 settembre 2010 - 964 letture

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