contatori statistiche

Aguzzi sulla polemica delle merendine: 'Il buon senso ha perso'

bruna aguzzi 4' di lettura 07/10/2010 -

Non si placa la polemica intorno alla vicenda delle merendine distribuite a metà mattinata ai bambini delle scuole dell'infanzia di Jesi. Tutt'altro. E addirittura c'è chi mette di mezzo anche un avvocato per risolvere la questione.



Gabriella Ganzetti, segretaria del Movimento Repubblicani Europei, dopo aver letto le indicazioni affisse nella scuola materna Kipling dell'Istituto Comprensivo Jesi Lotto, frequentata dalla figlia, ha scatenato una bufera, sostenendo che sono i genitori a dover stabilire quale merenda i propri figli debbano portare in classe, non certamente le insegnanti o la scuola. Mirella Mazzarini, dirigente scolastico dell'istituto, ha tenuto a precisare che quelli affissi erano soltanto dei suggerimenti, non certamente degli obblighi. La polemica sembrava essersi fermata dopo l'annuncio a sorpresa dell'Assessore ai Servizi Educativi Bruna Aguzzi, che ha meravigliato tutti comunicando il prossimo ripristino delle merende di metà mattinata.

Allora, il Comune ha fatto retromarcia? "Nessuna retromarcia da parte dell'Amministrazione Comunale- precisa la Aguzzi-noi abbiamo sempre dato la merenda di metà mattinata, anticipando il frutto del dopo pranzo alla merenda delle 10, come suggerito dalla tabella dietetica elaborata dall'Asur, consegnata alle famiglie. Il problema è a monte." L'Assessore spiega che fino all'anno 2000 il personale ATA era comunale e veniva gestito direttamente dal Comune. Da dieci anni non è più così, infatti è di competenza dello Stato assumere questo personale. E nel contratto dei bidelli non è previsto che siano in possesso del libretto sanitario o che sia di loro competenza aiutare i bambini a scartare un pacchetto di crackers o a sbucciare una mela. "In questi dieci anni ha sempre prevalso il buon senso-sottolinea l'Assessore-e tutti facevano la loro parte". Cosa è cambiato, allora? E' un problema di soldi? "Assolutamente no. I soldi ci sono- continua la Aguzzi-il problema è che negli ultimi due anni si sono susseguite numerose interrogazioni in Consiglio Comunale. L'ultima di queste interrogazioni, rivolta dal Consigliere del Pdl Santinelli all'Assessore Regionale, riguardava i requisiti sanitari che il personale che entra in contatto con il cibo deve avere per garantire la più completa igiene. E' stata chiesta una relazione in merito al dottor Comai e dalla relazione si legge che chi entra a contatto con il cibo deve avere il libretto sanitario."

Il passaggio della relazione, però, non chiarisce se debbano avere il libretto sanitario solo coloro che sono addetti alla preparazione dei cibi o anche chi aiuta nella distribuzione delle merendine a scuola. "Sono incredula e meravigliata- aggiunge l'Assessore Aguzzi-che non stia prevalendo il buon senso. Ho chiesto un incontro al Sindaco con il dottor Comai e l'ingegner Bevilacqua, a capo dell'Asur 5, per capire e precisare quel passaggio della relazione. Se davvero ci fosse bisogno del libretto sanitario per la distribuzione delle merende, dovrebbe essere nominato un addetto per ogni scuola di Jesi che si preoccupi di aiutare i bambini durante la merenda. E questo porterebbe a dei costi che andrebbero a gravare sull'intera comunità".

Dunque nel frattempo le scuole si sono attrezzate a modo loro, ognuna in una maniera differente. Rosa Ragni, dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo San Francesco, ha fatto sapere che "i genitori mandano le merendine da casa, ognuno ciò che vuole e gli insegnanti vigilano sul consumo dei cibi. Ci sono stati incontri tra le famiglie e le maestre dove quest'ultime hanno suggerito di far portare a scuola della frutta o dei cibi monouso, come pacchetti di crakers. Non abbiamo disposto indicazioni scritte." Maria Ambrogini, dell'Istituto Comprensivo Federico II, si è tenuta sulla stessa linea: "ogni genitore si fa carico delle merende. Abbiamo consigliato il consumo di frutta, ma non sono stati vietati altri cibi". L'unica polemica solo al Kipling, allora. Gabriella Ganzetti è indignata con le insegnanti che si sono rifiutate di far consumare la pizza che aveva comprato per sua figlia, durante l'intervallo e minaccia di ricorrere alle vie legali.

Il prossimo passo spetta all'Amministrazione Comunale che, dopo l'incontro in programma con Comai e Bevilacqua, stabilirà se ripristinare il servizio delle merende di metà mattinata oppure no.






Questo è un articolo pubblicato il 07-10-2010 alle 16:02 sul giornale del 08 ottobre 2010 - 1529 letture

In questo articolo si parla di attualità, bruna aguzzi, ilaria cofanelli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/c17





logoEV
logoEV