UAAR: Il Sole delle Alpi della scuola di Adro ed il Crocifisso dell'ospedale di Jesi

Sole delle Alpi 8' di lettura 09/10/2010 -

La delegazione UAAR di Senigallia, denunciando ciò che tristemente e violentemente stà accadendo, nella nostra realtà locale quotidiana, come in tutto il nostro paese del resto, invita pubblicamente i cittadini tutti, ad un momento di riflessione e di approfondimento di un bizzarro caso di parallelismo e doppiopesismo.



I cittadini italiani, assuefatti ormai alla propaganda mass-mediatica di questo e di quello, risultano totalmente incapaci di scindere e scremare, o identificare e riconoscere, il Principio di Laicità dello Stato, che trova fondamento nella Costituzione Italiana. Impossibile di conseguenza riconoscere dove viene nascosta la propaganda ideologica politica e religiosa, anche quando a farne le spese, risultano essere i nostri stessi figli, che impotenti vengono indottrinati e subdolamente indirizzati, in modo coatto e meschino.

Mentre la recentissima, attualissima ed ennesima polemica nazionale, sui 700 simboli del "Sole delle Alpi", inseriti in ogni dove a pioggia, in una scuola pubblica del Comune di Adro (BS) dal Sindaco Leghista, Oscar Lancini, impazza su tutti i giornali, le tv e perfino in Parlamento ed al Quirinale, noi cittadini italiani ci chiediamo, quasi tutti sdegnati, inorriditi e contrari, come sia possibile che un Sindaco si sia permesso di trasformare una scuola pubblica, quindi di tutti, in una scuola sostanzialmente inneggiante al suo partito.

Premesso che gli stessi leader dello stesso schieramento politico di questo Sindaco, come per esempio il Ministro delle Riforme per il Federalismo Umberto Bossi, o per esempio, lo stesso Ministro dell’Interno Roberto Maroni, hanno sostanzialmente preso le distanze dalle bizzarre iniziative del Primo Cittadino, liquidando a mezza bocca la questione, come un’esagerazione palese da parte dell’Amministratore della Città, dobbiamo necessariamente registrare e tenere a mente, gli innumerevoli interventi ed inviti del Ministro del MIUR, Mariastella Gelmini a rimuovere i simboli leghisti dalla scuola. Gli svariati appelli e forti sollecitazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a togliere la verde simbologia cara alla Lega. Un paio di manifestazioni di piazza del PD. Opposizione, stampa, intellettuali ed opinione pubblica… Insomma, tutti concordi e ben fermi, contro la presenza di quei simboli nelle aule della scuola “G. Miglio” (!!!) di Adro. A questo punto quindi, diventa impossibile negare, che se l’Italia è sulla carta politicamente divisa, almeno su questa vicenda, sembrerebbe estremamente evidente, l’unità nella condanna della pensata faziosa del “padano” Sindaco.

Tutti uniti nella condanna e quindi, “via i simboli leghisti dalle scuole pubbliche” ma qualcosa non torna… Facciamo un passo indietro.

È notizia di qualche giorno fa’, che all’Ospedale di Jesi (AN), un privato cittadino non-credente di nome Ennio Montesi, abbia richiesto, prima agli operatori sanitari, poi ai dottori ed infine agli organi dirigenziali la rimozione dalla sua camera di degenza, dei simboli religiosi cristiani (crocifisso), che solo nel nostro paese, trovano una diversa collocazione rispetto ad una cappella, una chiesa o un santuario, dove risulta più ovvio e naturale che stiano, in considerazione soprattutto che l’Ospedale è pubblico, quindi laico, e conseguentemente aperto anche ad altri cittadini di diverso orientamento religioso o non religioso. Oltre che al rifiuto delle educate e logiche richieste del Montesi, per tutta risposta, è stato fatto trovare sul suo comodino, appena uscito dalla sala operatoria, oltre che gli orari delle celebrazioni della messa nella cappella dell’Ospedale, anche un depliant, con tanto di “Preghiera del malato”. Nessuna parola, nessun articolo, nessun caso e silenzio totale da parte delle istituzioni, dei politici nostrani e dell’opinione pubblica.

Inutile ricordare il caso “Lautsi Albertin vs Italia” con la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che condannava l’Italia a rimuovere i crocifissi dalle aule scolastiche. Inutile ricordare ai cittadini come reagirono a questa sentenza, i politici quasi tutti, gli opinionisti delle tv trash-nazionale, alcuni giornalisti di parte, la maggioranza dell’opinione pubblica intervistata fuori dalle chiese ed ovviamente il clero. Anche in quel caso ci fu uno sdegno collettivo ed una seria presa di posizione dello Stato, concretizzatasi con il ricorso alla “Grande Chambre”, ancora in fase di delibera. Inutile ricordare che in quel caso, lo stesso sdegno si manifestò in episodi di violenza (scritte e disegni di croci sulle mura di casa Albertin) e discriminazione (cartelli con scritta “Wanted” sotto la foto della famiglia, affissi per la città di residenza), nei confronti della famiglia promotrice che denunciò l’indebita presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche pubbliche. Silenzio. Assordante silenzio, e quindi complicità.

Il Presidente della Repubblica Napolitano, come anticipato sopra, è intervenuto sul caso dei simboli della Lega ostentati nella scuola elementare di Adro, “tuonando” contro l’iniziativa leghista perché, a suo giudizio, "nessun simbolo identificabile con una parte politica può sostituire, in sede pubblica, quelli della nazione e dello Stato, né questi possono essere oggetto di provocazione e sfide".
Questo giudizio, del Presidente Napolitano, ci trova assolutamente d'accordo: ma altrettanto ci chiediamo dove sia finita la “coerenza” nell’altro caso. Il Presidente ci ricorda, giustamente, che in Italia vige il principio “supremo” del “pluralismo politico”, in virtù del quale (art. 49) “tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti”, ma nessuno si può arrogare il diritto di “marcare” le istituzioni pubbliche con simboli politici di parte, visto e considerato che le Istituzioni appartengono a tutti gli italiani. Ma dell’altrettanto supremo principio costituzionale del “pluralismo religioso”, in virtù del quale “tutte le confessioni religiose sono eguali di fronte alla legge”, sicché i cattolici non possono arrogarsi il diritto di “marcare” con i crocifissi le scuole, i tribunali, gli ospedali, le caserme e gli uffici pubblici, che appartengono anch’essi a tutti gli italiani, e non ai cattolici, probabilmente il Presidente ne ha perso memoria… Come mai, Napolitano, non ha altrettanto “tuonato” contro questo sopruso della Chiesa, del Vaticano e dei Cattolici e, anzi, è intervenuto nella causa intentata dalla cittadina Lautsi Soile contro l’Italia dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sostanzialmente per auspicare che la Grande Camera “ribalti” la sentenza che ha condannato l’Italia accogliendo le tesi del Governo.

Il doppiopesismo e la conseguente discriminazione ed intolleranza di cui i non credenti si sentono oggetto stanno tutte qui: Nel primo caso, quello in cui si riconosce il pericolo di un indottrinamento partitico ideologico nei confronti dei nostri figli in una scuola pubblica che dovrebbe essere priva e scevra di qualsiasi simbolo, ci si sdegna collettivamente e si punta a condannare e prendere immediatamente i provvedimenti dovuti.
Nel secondo caso, quello in cui un alunno non credente o diversamente credente, deve per forza di cose, assistere a cinque ore di lezioni per nove mesi l’anno per almeno dodici anni della sua vita, seduto sotto un simbolo ideologico religioso che non gli appartiene, addirittura ci si sdegna, se questo alunno ne richiede la rimozione e si arriva ad inoltrare un ricorso di Stato contro un tribunale internazionale che e’ preposto a far rispettare i diritti umani.

Visto che non ci sono differenze sostanziali, tra un simbolo politico ed un simbolo religioso, esposti entrambi in un luogo che dovrebbe essere il più neutrale, laico ed equilibrato possibile, proprio perché pubblico ed aperto ed al servizio di tutti i cittadini, e’ con estrema umiltà che si avrebbe la pretesa di capire il motivo dei diversi atteggiamenti da parte dei politici, da parte dell’opinione pubblica, da parte della stampa e da parte dei media. Forse tutti ritengono evidentemente che il vecchio adagio secondo il quale sia meglio essere, forti coi deboli e deboli coi forti, sia tutt’oggi, la retta via da seguire in questioni di questo tipo? O forse si ritiene che il principio di “pluralismo religioso”, in questo paese, valga solo per gli adepti cristiani e non per quelli ebrei, quelli mussulmani, quelli buddisti o quelli che si professano atei?

Nel frattempo l’UAAR e tutti i non credenti suoi soci e simpatizzanti, non si stancheranno mai di ribadirlo: non ci sono bambini cristiani, ci sono soltanto figli di genitori cristiani, così come non ci sono bambini conservatori, democratici o leghisti. Ci sono soltanto figli di genitori conservatori, democratici e leghisti. Al di sotto di una certa età, si è troppo piccoli per sapere se si crede, se si vuol far propria un’ideologia, se si è cristiani, mussulmani, leghisti, di destra o di sinistra. Non esiste nessun bambino leghista. Non esiste nessun bambino cristiano. Che gli adulti tutti, dimostrino quindi un minimo di buonsenso nel non “marcare” il territorio con i propri simboli di propaganda politica religiosa, e nel non imporre le proprie idee, alle giovani menti innocenti.

Paul Manoni
Referente UAAR della delegazione di Senigallia


da Paul Manoni
Referente UAAR della delegazione di Senigallia





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2010 alle 17:11 sul giornale del 11 ottobre 2010 - 3479 letture

In questo articolo si parla di politica, UAAR, sole delle alpi, legsa nord, Ennio Montesi, paul manoni

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Mi fa simpatia questo articolo di Paul Manoni perché è scritto con intelligenza e rispetto. Non succede spesso quando si affrontano questi argomenti.

Sono contraria ad imporre il crocifisso (o altri simboli) nelle scuole o più ingenerale, nei luoghi pubblici. Ma sono anche contraria a chi vuol imporne la rimozione.
Mi piacerebbe che ogni classe potesse decidere cosa appendere in libertà... forse sono una sognatrice.

Negli ospedali il discorso è diverso. Non conosco il caso specifico raccontato, quindi parlerò in generale. La religione può essere un sollievo nella sofferenza ed è importantissimo per tante persone che soffrono avere questo genere di conforto.
Veniamo da un recente passato dove quasi la totalità della popolazione era cattolica, ed era naturale che negli ospedali di tutti ci fossero i simboli cattolici. Nel futuro - è ovvio - non potrà più essere così, ma questo è un cambiamento che ha bisogno di tempo e di tolleranza. Nei confronti di chi soffre è necessaria più pazienza.

rosalba sgroia

Compimenti per l'articolo! Uno spaccato di un Italia demagogica, non laica.
Anche il crocefisso è un simbolo politico, oltre che religioso, difficile da capire e da accettare?

Cara Daria, Innanzi tutto, grazie per i complimenti. Fa piacere poter confrontarsi su questi temi delicatissimi, che riguardano tutti. Ammettiamo per ipotesi che in Italia, si esponga in un'aula di scuola pubblica, un simbolo religioso, per ogni differente religione che viene professata dagli alunni. Ce la vedi una parete di un'aula scolastica, con 3 o 4 simboli religiosi? Non sarebbe un tantino ridicola la cosa?
Per cio' che concerne gli ospedali e' decisamente diverso, ma non certo per come descrivi tu la circostanza. Oltre all'esposizioni di simboli e statuine varie, in cui non tutti si riconoscono, c'e' il problema evidente di un'assistenza morale alla sofferenza, che tu richiami come esigenza, e monopolizzata dai cosidetti "preti di corsia". Questi ultimi vengono regolarmente assunti dalle ASL, a spese del contribuente (pure quello diversamente credente o non credente affatto), per svolgere una funzione che evidentemente, non tutti vogliono. In questo caso, o si avviano posizioni assistenza morale LAICA, oppure ogni malato e sofferente, farebbe bene a spesarsi il proprio assistente spirituale, no?
A Torino (Molinette), l'UAAR ha appena avviato un servizio di assistenza morale non confessionale e volontaria. Si seguano questi esempi, se il servizio sanitario nazionale ha intenzione di finanziare ulteriormente i sacerdoti degli ospedali. Penso che l'assitenza morale non abbia bandiera, religione o simboli.
A presto,
Paul

Daria non vorrei apparire eccessivamente petulante o pressante, ma l'articolo che ho scritto, mette a confronto 2 situazioni sostanzialmente uguali, che hanno avuo un risvolto notevolmente diverso. Qui non e' necessario ricominciare a snocciolare gli argomenti pro o contro la rimozione dei simboli religiosi dalle scuole o dai luoghi pubblici...La Corte Europea dei Diritti Umani, si e' espressa all'unanimita' dei giudici, propendendo per la rimozione. Qui sarebbe opportuno prendere coscienza di come le cose, in Italia, abbiano pesi e misure diverse, a seconda dei casi. Se c'e' stata un'evidente indignazione collettiva per i simboli leghisti della scuola di Adro, perche' non c'e' stata un altrettanto riconoscimento di una sentenza, che condannava l'Italia alla rimozione del simbolo cristiano, ma anzi, e' stato addirittura avviato un ricorso? Risulta ovvio che in casi simili, tutti i non credenti ed anche i credenti laici, si sentano quantomeno spiazzati e susseguentemente discriminati.
Tu dici che le cose cambieranno col tempo e con la tolleranza, ed io non posso far altro che auspicarlo con te, ma mi chiedo. Quando e' il futuro, se le cose non vogliono cambiarle di proposito, ed e' evidentissimo!?
Un caro saluto,
Paul

L'articolo è ben scritto ed equilibrato, aggiungerei solo che il doppiopesismo è ancor più accentuato nella persona della signora ministro Gelmini, nel senso che lei stessa, in occasione del ricorso sul crocefisso, ha difeso il simbolo giustificandone l'esposizione con i soliti argomenti (radici, simbolo universale, tradizione ecc.), invece nel caso del simbolo leghista ha sfoderato un inaspettato senso laico delle istituzioni (benvenuto, direi).

Crocefisso: Per quanto rispettabile possa essere è simbolo religioso di parte, simbolo della Chiesa Cattolica. Per quanti significati possa assumere, indubbiamente ne ha almeno uno, quello di rappresentare una religione ben precisa.
Sole delle Alpi: Per quanto rispettabile possa essere è simbolo politico di parte, simbolo della Lega Nord. Per quanti significati possa assumere, indubbiamente ne ha almeno uno, quello di rappresentare una forza politica ben precisa.
Le Istituzioni dello Stato italiane difendono il primo simbolo, mentre condannano il secondo: perchè?

ottimo articolo Paul, su questa questione ci giochiamo l'esistenza o meno di uno stato di diritto in Italia.
E' difficile sostenere che sia giusto imporre un qualsiasi simbolo di parte senza essere in cattiva fede o ignorare l'ABC della tolleranza e del diritto.
Vedremo, speriamo che un passo alla voltà anche questa nostra italietta possa cambiare e diventare più civile, laice e tollerante.

Mi sembrano davvero argomenti pretestuosi. L'UAAR vuole imporre a tutti la propria posizione ateistica. Una sorta di dittatura della minoranza sulla maggioranza, addirittura peggiore della dittatura della maggioranza che c'è oggi, e che non mi piace. Queste battaglie sono controproducenti e fanno male alla causa di chi sogna uno stato laico e tollerante. E diciamocela tutta: che fastidio darà mai un crocifisso, o una mezzaluna, a chi non crede in quello che quei simboli rappresentano. Un conto è essere atei, un conto è essere anticattolici. Voi siete anticattolici x partito preso.

Paolo Tramannoni

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Matteo2004 caro, gli atei sono mai venuti alla porta di casa tua, propagandando le loro idee o volendo importele anche in modo coatto?...Non mi risulta, quindi tieni bene presente la differenza tra chi impone davvero, e chi auspica uno stato laico e composto da cittadini altrettanto liberi.
L'UAAR, non vuole imporre proprio niente. Puoi chiamarci rompiscatole certo, ma purtroppo ti renderai conto tu stesso che in questo paese, c'e' bisogno di qualcuno che denunci la violazione palese delle regole...Nel particolare, la palese violazione della Costituzione italiana, che sancisce il nostro paese LAICO e non confessionale.
Se sposti la discussione sul piano della maggioranza, commetti un errore banale e madornale. Il DIRITTO dei cittadini, di servirsi di un luogo pubblico (scuola, tribunali, ospedali) scevri e privi di connotazione ideologica, religiosa o "di parte", e' sancito e deve essere garantito. Ora ti chiedo, da quando un diritto, e' esclusivo di una maggioranza o di una minoranza? Se e' un diritto, deve essere un diritto PER TUTTI...non solo per una maggioranza. Altrimenti, quella si, e' DITTATURA DI UNA MAGGIORANZA, che se ne frega dei diritti degli altri.In democrazia non si impone mai la volontà della maggioranza sui principi fondamentali: la democrazia si fonda sul rispetto e sulla garanzia delle minoranze, in modo particolare nel campo delle libertà civili.

Scusa Matteo2004, ma non avevo il posto sufficente per risponderti. Il Principio dell’uguaglianza previsto dall’art. 3 Cost., per il quale «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» viene inesorabilmente meno, nel momento in cui si espongono simboli di parte in luoghi pubblici. Se l’effettiva attuazione di questo principio dovesse dipendere dall’appartenenza al gruppo maggioritario, ogni uguaglianza svanirebbe. In democrazia non si impone mai la volontà della maggioranza sui principi fondamentali: la democrazia si fonda sul rispetto e sulla garanzia delle minoranze, in modo particolare nel campo delle libertà civili. È stata la stessa Corte di Strasburgo a scrivere di non vedere «come l’esposizione, nelle aule delle scuole pubbliche, di un simbolo che è ragionevole associare al cattolicesimo (la religione maggioritaria in Italia) possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la preservazione di una “società democratica” così come concepita dalla Convenzione» sui diritti dell’uomo. Esporre un simbolo di parte in un contesto pubblico con la pretesa che rappresenti tutti costituisce dunque una fuoriuscita dalla democrazia: non a caso, solo nei paesi retti da regimi autoritari è possibile osservare il simbolo di un partito affisso negli edifici pubblici. Negli uffici pubblici devono trovare legittima collocazione solo simboli, come la bandiera nazionale o l’immagine del Presidente della Repubblica, in cui si può effettivamente esprimere l’idea di unità nazionale.
Un caro saluto,
Paul


Un'ultima cosa Matteo2004, penso che dovresti uscire dalla gabbia dei pregiudizi che ti sei fatto costruire intorno da chissa' chi, sui non credenti e affini. In Italia siamo molti di piu' di quanto credi. Il crocefisso che fastidio ci da?...Né a noi né ai giudici di Strasburgo il crocifisso dà fastidio: è semplicemente un simbolo fuori luogo, perché discrimina. Il problema è malposto in partenza, perché scrivendo "non dà" anziché "a me non dà" si decide, soggettivamente, che "non può dare" fastidio a nessuno. La stessa Corte ha anche riconosciuto che, «per come viene esposto, è impossibile non notare il crocifisso nelle aule scolastiche. Ciò che può essere incoraggiante per alcuni studenti religiosi, può essere emotivamente perturbante per studenti di altre religioni o per coloro che non professano nessuna religione. Questo rischio è particolarmente presente tra gli studenti che appartengono a minoranze religiose». Non sappiamo quanti cattolici si offenderebbero se trovassero, nelle aule scolastiche, il simbolo dell’UAAR, ma sappiamo che in Italia una religione di Stato non c’è più e che quindi sia il simbolo cattolico, sia qualunque altro, in un’aula scolastica non ci devono stare, perché sono incapaci di rappresentare tutti i cittadini italiani. Del resto, non dà fastidio nemmeno l’assenza del crocifisso: nella maggioranza dei paesi occidentali non ci sono. Né ci sono in molte scuole italiane, e mancano anche in molte università e in alcuni tribunali italiani. E allora, perché imporli con la forza del potere politico? Perché non chiedere alla Chiesa cattolica perché lo vuole mettere: anzi, perché lo vuole far mettere dall’autorità politica?

Caro Paolo, ti ringrazio per la tua testimonianza riguardante l'ospedale di Recanati. Anche a Senigallia, il trend e' quello...Ti dico solo che il crocefisso campeggia persino nell'anticamera (1 metro quadrato di stanza) dove si prende l'ascensore. Nella sala travaglio c'e' una statuina di 50 cm della Madonna e nel giardino una statua in ottone di Pio da Pietralcina, a grandezza 2 volte quella naturale (!!!). Ora non so se tu sia credente o meno, ma le tue parole le condivido in pieno, non essendo parole dettate dall'ideologia personale, ma essendo espressione di concetti laici. In Francia, il Sindaco di un comune che si era permesso di erigere una statua a Giovanni Paolo II, e' stato prima multato di quasi 10mila euro per violazione dei principi costituzionali (laicita'), e poi costretto a ripagare la rimozione a sue spese. Questo per dimostrarti come viene vista e vissuta la laicità appena oltre i nostri confini nazionali. Giusto per darti un'idea, i paesi europei che hanno appoggiato il ricorso dell'Italia alla Grande Camera sono oltre all'Italia: Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Principato di Monaco, Romania, Russia, San Marino. Di grandi paesi d'Europa che non accettano la sentenza CEDU, non v'e' l'ombra. Gli unici sono questi!
Grazie per il commento,
Paul

ecco il solito intollerante che dà dell'intollerante a chi cerca di far applicare la legge e il buon senso e la tolleranza, caro matteo2004 se io venissi a casa tua a importi di tenere una statua di Buddha o altre simboli di parte e tu -giustamente- protestassi che questo è una abuso e io ti accusassi come risposta di essere intollerante e che tu sei -in questo caso- antibuddhista a priori COME LA PRENDERESTI?

TI invito a ripensare cosa sia la TOLLERANZA e LO STATO LAICO (che è la principale conquista della nostra Europa) e soprattutto di vincere i tuoi pregiudizi antiatei magari leggendo qualche libro che allarghi i tuoi orizzonti, partendo dai nobel BERTRAND RUSSELL (=perche non sono cristiano) o JOSE' SARAMANGO (nobel 2010), o anche semplici testi come l'ottimo L'ILLUSIONI DI DIO di Dawkins o IL BUON SENSO di D'Holbach. Se sei in buona fede e informati sennò ad avere pregiudizi CONTRO sei solo tu, e questo, come capisci già adesso: NON E' CORRETTO Né MORALE!

Se avete impiegato tante parole per rispondermi vuol dire che ho colpito nel segno.
State mistificando la realtà, ribaltando le cose. Non è chi vuole il crocifisso che viene a casa vostra a volerlo mettere.
Siete voi che arrivate e volete togliere qualcosa che c'è da sempre.
Il mondo sta cambiando, e non ho dubbi che il Crocifisso sarà tolto dai luoghi pubblici, ma ci vuole tolleranza, comprensione, pazienza e soprattutto tempo.
Con questi attacchi violenti (per carità, solo verbalmente violenti) provocate solo una reazione altrettanto violenta ed i tempi per la rimozione si allungheranno inevitabilmente.

Paul,grazie mille per questo articolo intelligente, ben calibrato e per nulla irrispettoso nei confronti di chi ha idee diverse dalle tue Paul. Vorrei rispondere a Matteo2004, che, se ho ben capito, accusa di violenza verbale non solo te, ma anche chi condivide il tuo pensiero. Io non vedo tracce di violenza in questo articolo, caro Matteo. Vedo soltanto la voglia di mettere nero su bianco una questione che troppo spesso viene trascurata: quella del diritto di ciascun individuo ad essere rispettato nelle proprie convinzioni e valori personali, e del corrispettivo dovere di ciascuno di non interferire nelle convinzioni e valori degli altri. Laddove questo diritto venga calpestato, è non solo opportuno, ma anche doveroso parlare e cercare un dialogo. L'intolleranza reciproca tra credenti e non credenti è certamente all'ordine del giorno, e io stessa (non credente) faccio il "mea culpa" per la rabbia con cui a volte (in sede privata) mi scaglio contro i miei amici credenti. Credo che ciascuno di noi, pur rimanendo fermo nella propria posizione personale, dovrebbe esercitarsi al rispetto delle opinioni altrui, e solo così potremmo educarci a vicenda e crescere insieme in una società che possa definirsi davvero civile. Se parli di violenza verbale, beh, mettici pure quella che subiamo noi non credenti nell'essere etichettati come "sovvertitori dell'ordine costituito" o, peggio ancora, come "animali, che, proprio in quanto diversi dagli esseri umani, non hanno religione" (frase pronunciata da una mia parente stretta).

Elena, hai ragione, l'articolo è equilibrato e scevro da violenza. La violenza (verbale) è in alcuni commenti.
Io disapprovo con la stessa fermezza chi vuole imporre il crocifisso e chi vuole vietarlo.
Il dialogo è sempre positivo, specie se fatto con rispetto e senza la pretesa di voler sempre aver ragione.
Abbiamo bisogno di tolleranza.

Non sono d'accordo....
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto il ricorso presentato dall'Italia contro la sentenza che non ammette la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. A quanto si è appreso, il caso sarà quindi esaminato dalla Grande Camera composta da 17 giudici nei prossimi mesi.

A dare l'annuncio il ministro degli Esteri Franco Frattini. "Apprendo con vivo compiacimento la notizia dell'accoglimento, da parte della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, della domanda di rinvio davanti alla Grande Camera del caso Lautzi, sull' affissione del crocifisso nelle aule scolastiche". "È con soddisfazione che constato che sono stati accolti i numerosi e articolati motivi di appello che l'Italia aveva presentato alla Corte".
La Cei: «Un passo avanti nella direzione giusta». "Un atto di buon senso da tutti auspicato perché rispetta quello che è la tradizione viva del nostro Paese e riconosce un dato storico oggettivo, secondo cui alla radice della cultura e della storia europea c'è il Vangelo, che è riassunto in Gesù Crocifisso". Così il presidente della Conferenza episcopale italiana, Cardinale Angelo Bagnasco, questo pomeriggio a Genova, a margine di un incontro pubblico sulla scuola, ha commentato la decisione della Corte europea di accogliere il ricorso dell'Italia sull'affissione del crocefisso nelle aule scolastiche. "La presenza del crocefisso - ha aggiunto Bagnasco - è importante, l'importanza dei segni fa parte dell'antropologia, perché l'uomo è anima e corpo non puro spirito o un'idea astratta: attraverso la corporeità tutti noi esprimiamo i nostri sentimenti e i nostri valori, che sono nel cuore e resterebbero invisibili se non fossero espressi attraverso segni visibili. Il crocifisso - ha concluso il presidente della Cei - esprime il centro della nostra fede cristiana e la sintesi dei valori che hanno ispirato la cultura di libertà rispetto della persona la dignità dell'uomo che sta alla base dell'occidente".

"L'accoglienza da parte della Corte di Strasburgo del ricorso presentato dal governo italiano è un segnale interessante, che dimostra come attorno al crocifisso si sia creato un consenso ben più ampio di quello che ci si sarebbe immaginati", ha spiegato il portavoce e sottosegretario dell'episcopato italiano, mons. Domenico Pompili. Tale consenso , ha aggiunto , "conferma la non adeguatezza di alcune posizioni volte a strumentalizzare segni che hanno innegabilmente a che fare con le radici culturali dell'Europa e con la fede di milioni di persone, che in tale segno si riconoscono". "Si tratta dunque - ha concluso mons. Pompili - di un passo avanti nella direzione giusta"."Un passo avanti nella giusta direzione": così la Conferenza episcopale italiana ha commentato la decisione della Corte di Strasburgo.

Matteo2004, se abbiamo usato tante parole per rispondere a te, ma soprattutto per rispondere ai lettori silenti, non significa che hai colto nel segno. Significa solo che, la profondità di alcuni di noi, esige un'argomentazione adeguata. A te magari bastera' la parola "dio" a spiegare tantissime cose. A me personalmente no, e le risposte di comodo, che non sono risposte, non mi soddisfano per niente. Qui non si ribalta' la realta', tutt'altro. Nessuno viene a casa mia a voler mettere su un crocefisso, ma nei fatti, il crocefisso, E' GIA' A CASA MIA!Insomma, il luogo pubblico, e' di tutti e quindi anche il mio, mica solo di chi crede in quel simbolo. Sostanzialmente, in un luogo che e' di tutti, si appende un simbolo che non e' di tutti. CI ARRIVI?
Pensare che un muro bianco promuova l’ateismo equivale a sostenere che anche qualsiasi foglio di carta bianco faccia lo stesso, solo perché non è stato ancora utilizzato per scrivere di religione. Un invito all’ateismo può essere rappresentato esclusivamente dalla presenza di simboli atei, o di affermazioni sull’inesistenza o l’improbabilità dell’esistenza di Dio. Non si stanno dunque togliendo simboli religiosi dalla vita pubblica, ma restituendo spazi istituzionali alla loro necessaria neutralità. La tesi in questione finisce per ammettere, necessariamente, che la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche una funzione ce l’ha: promuovere esplicitamente la religione.

"Siete voi che arrivate e volete togliere qualcosa che c'è da sempre"

Matteo2004, ne sei sicuro? Sai almeno di cosa parli? Perche' vorrei ricordarti che il crocifisso, torno a campeggiare nei luoghi pubblici, solo dopo i patti lateranensi clerico-fascisti mussoliniani. PRIMA NON C'ERANO. La legislazione attualmente valida che prescrive la presenza dei crocifissi nelle scuole risale all'epoca monarchica e fascista, in concomitanza dell'affievolirsi del dissidio tra Chiesa e Stato italiano risalente alla breccia di Porta Pia (1870). Cio' che ha fatto magicamente tornare il crocefisso sulle mura delle aule delle scuole medie ed elementari,(Materne, Superiori ed Università, no!!), e' un Regio Decreto(n. 1297 del 1928) che lo inserisce nell'elenco degli oggetti, suppellettili ed arredi, dell'aula. Insomma, il crocefisso paragonato al cancellino ed ai gessetti, mi pare un po' un'offesa, perfino allo stesso Gesu'...Ma non dovrei essere io a farlo notare. Resta il fatto che tutte le leggi di quel periodo (Ventennio Fascista) sono state abrogate automaticamente...Non si capisce perche' quella pietosa legge che paragona il crocefisso al banco di scuola, debba essere ancora valida. Ed infatti non lo e' piu'.
Matteo, e' inutile che mi metto a spiegarti tutto quanto, altrimenti ti arrabbi e dici che usiamo troppe parole. Informati meglio sulla questione e poi lanciati nel dibattito...E' un consiglio.
Ciao, ciao.

Matteo2004, lascia perdere i commenti di qualcuno che puo' sentirsi anche offeso dal fatto che gli dai del dittatore, senza un reale supporto di prove in merito. Ci sta che se qualcuno si sente offeso, ti risponde piccato o in modo scontroso.
Recriminare ed indignarsi con qualche non credente per una pseudo violenza verbale, quando per 1600 anni, questi sono stati discriminati, inquisiti, torturati e bruciati vivi, da chi avrebbe dovuto far proprio il 2° comandamento di dio, "Non uccidere", mi pare un tantino pretestuoso da parte tua. Ad ogni modo, non andiamo a rovinare il dialogo ed il dibattito, ne facendo le false vittime e nemmeno rivangando un oscuro passato da vittime reali. Torniamo all'argomento, visto che tutti parlano di crocefisso, ma l'articolo sostanzialmente parla di tutt'altro...Incoerenza, doppiopesismo, discriminazione, ipocrisia e violazione di almeno 3 principi costituzionali (Laicità, Ugualianza e Neutralità dello stato). Parliamo di questo "Sole delle Alpi" che viene smontato in quanto simbolo di parte, e del crocifisso, nella misura in cui riceve il trattamento opposto.
Ciao, ciao

Caro dionigi,

In una scuola di Gubbio (11/09/2010), Franco Frattini ha affermato che la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche è “un principio non negoziabile”, perché il simbolo cattolico “è il simbolo della cristianità che deve unire non dividere”.
Se quindi il crocifisso è un simbolo della cristianità, allora non è una “voce di arredo”, come è attualmente calcolato con la altre voci di arredo scolastico, e meno che mai un principio non negoziabile...al contrario lo è la laicità dello stato, alché sfratterebbe il crocifisso immediatamente perchè privilegia una religione rispetto alle altre. C.v.d.

Citi Frattini, Bagnasco e mons. tal dei tali Pompili, Che sono evidentemente di parte nella questione. Perche' invece non dici che i 9 giudici della Corte Europea dei Diritti Umani, si sono espressi all'unanimita' per la rimozione. Ma poi nemmeno aggiungi un granche' all'argomento. Lo sanno anche i muri che il ricorso dell'Italia, e' stato accettato. Bisogna vedere se la Grande Camera, ribaltera' la sentenza CEDU, andando contro al giudizio di quei 9 giudici...Ti ricordo che un risultato di questo tipo, sarebbe la prima volta. La vedo moooolto piu' buia di come la vedono ovviamente i Bagnasco ed i Pompili, sai.
Prima di affidarmi alle parole ed opinioni del clero sui DIRITTI UMANI, quantomeno mi informerei se il Vaticano, abbia mai firmato la Dichiarazione Universale. Lo ha fatto?...Informati, che potresti rimanerci proprio male.

Paul Manoni

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Anche senza andare ad equiparare (giustamente, xche' ambedue di parte) simboli politici e religiosi, il doppiopesismo e' evidente dall'analisi logica di questi due fatti:

1) il sole delle Alpi non e' il simbolo della Lega Nord, bensi' solo una sua parte e neanche la piu' prominente (vedasi http://bit.ly/cmg0mz )

2) il crocefisso e' parte del simbolo scudocrociato, una volta simbolo della DC, oggi simbolo dell'UDC

ne segue che se si fa rimuovere da una scuola il sole delle alpi perche' parte grafica di un simbolo politico, allora anche il crocefisso dovrebbe venire eliminato per lo stesso identico motivo.

Caro Edoardo,
il simbolo denominato "Sole delle Alpi", e' di fatto il simbolo di un partito polico. Hanno addirittura ripescato la registrazione stessa del simbolo, fatta da parte della LegaNord, nel lontano 1999. Approfondisci la cosa con questo articolo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/17/la-lega-ci-mette-il-marchio/61495/
Nel merito invece del marchio denominato "Scudocrociato", appartenente alla DC (ed ora all'UDC), ti vorrei far notare che nessuno dei partiti che hanno adottato quel simbolo, si e' mai permesso, nonostante la maggioranza dei consensi che ha avuto la Democrazia Cristiana per 50 anni, di IMPORRE quel simbolo specifico in un'aula scolastica. Probabilmente la vecchia DC, era un partito mooooolto piu' laico, di quanti non se ne possano trovare ORA in tutto il parlamento.
Una riconferma del doppiopesismo semmai, posso concedertela solo ed esclusivamente allo stesso crocifisso (!!!). Ti spiego. Lo sapevi che nelle scuole adibite a seggio elettorale, il presidente del seggio DEVE (sentenza Corte d’Appello di Perugia, il 10 aprile 2006) togliere il crocefisso esposto? Quindi non si capisce come mai, durante le votazione (neutralità del seggio), il crocifisso si toglie...Durante le lezioni (neutralità delle istituzioni scolastiche), si rimette!!
Un caro saluto,
Paul

ECCO IL VERO SENSO DI LAICO E LAICITA'...
Politica, laicità e cristianesimo


L'impegno del cattolico in politica richiede che egli sappia mettere a punto in modo corretto il tema della laicità, vale a dire della legittima autonomia della sfera politica da quella della religione.



Mons. G.Crepaldi nel suo libro "Il cattolico in politica" spiega perchè la fede è importante per la classe dirigente. La prima cosa da fare, a questo proposito, è di riflettere su come proprio il cristianesimo sia all'origine della corretta laicità. In quanto creato da Dio, il mondo non è Dio. In quanto incarnato in Gesù Cristo, Dio ha assunto in pieno la dimensione umana, non l'ha annullata. In quanto testo ispirato e non dettato, la Sacra Scrittura non va applicata alla lettera. In quanto fondata sul potere universale di Pietro, la Chiesa non sottostà a nessuna nazione o Stato. In quanto escatologico, il Regno di Dio non si confonde con nessun regno di questo mondo (...). Potremmo continuare ad elencare gli aspetti del cristianesimo che testimoniano come una sana laicità sia proprio un portato del cristianesimo stesso. Il mondo non è Dio, ma non è nemmeno da Dio indipendente. Il mondo come espressione diretta di Dio è integralismo; il mondo totalmente indipendente da Dio è nichilismo; il mondo contro Dio è il laicismo; il mondo che non è Dio ma è in rapporto fondamentale con Lui è la laicità. Normalmente si pensa che la laicità significhi neutralità rispetto alla religione. La ragione ha bisogno della religione per non assolutizzare se stessa. Lo spazio politico pubblico ha bisogno della religione per fondare la dignità della persona umana non sul solo consenso. Del resto questo è reso evidente dallo stesso passato trascorso. I valori umani della civiltà occidentale sono stati il frutto anche e soprattutto del cristianesimo. La fede religiosa ha permesso di vedere nella persona diritti e doveri che altrimenti sarebbero rimasti ignoti e, una volta visti, ha dato la forza morale per perseguirli anche con il sacrificio. Il cattolico in politica, quindi, agirà affinché il fatto religioso possa esprimersi anche a livello pubblico, sociale, economico, con indicazioni anche verso la politica. Vedrà nell'apporto delle religioni un fatto positivo, evitando però di appiattirle alla loro funzione sociale.
W IL CROCIFISSO NELLE SCUOLE...

Dionigi, la differenza tra chi crede e chi non crede, sta tutta nei tuoi post. Mentre chi non crede come me, si sforza di fornire una visione propria, un personale pensiero, un qualcosa di suo che gli appartenga, il credente come te, risulta totalmente passivo e non pensante. Il fatto che riporti le parole di Mons. Tizio Caio, o dell'Arcivescovo Sempronio, e' significativo non pensi?
Io non penso che gli esseri umani, debbano prima sentire e rispettare cio' che gli viene dettato da un regime teocratico, per avere un'opinione.

"L’uomo di fede, il “credente” di ogni specie, è necessariamente un uomo dipendente – un uomo che non può disporre se stesso come scopo, che non può in generale disporre scopi derivandoli da se stesso. Il “credente” non si appartiene, egli può essere soltanto un mezzo, egli deve essere usato, sente la necessità che qualcuno lo usi."
Friedrich Nietzsche

...E poi, detta tra noi, mi risulta che i governi teocratici non abbiano portato un gran progresso all'umanità finora...Te l'ho detto. Chiediti come mai questi paesi confessionali, non hanno mai firmato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

"La ragione ha bisogno della religione per non assolutizzare se stessa."

Caro Dionigi, sulla semplicissima base del fatto che qualsiasi religione, si basa sulla parola "FEDE", che è propriamente intesa come il credere in concetti, dogmi o assunti in base alla sola convinzione personale o alla sola autorità di chi ha enunciato tali concetti o assunti, al di là dell'esistenza o meno di prove pro o contro tali idee e affermazioni...Vorresti essere così gentile da "illuminarci", sul dove tu ritrovi una qualsivolgia forma di "RAGIONE"???
Convieni con me che "credere" nell'esistenza di qualcosa, non e' una prova che questa cosa esista davvero? Dimmi cosa hanno a che spartire i dogmi, per esempio, con la ragione...Dimmi cosa hanno a che spartire i miracoli, con le prove...Dimmi cosa ha di che spartire l'applicazione sistematica delle convinzioni personali ed intime di un'autorità religiosa, con la gestione politica di un paese composto ANCHE da persone che hanno convinzioni diverse...Strano che gli stessi Cristiani, a distanza di 2000 anni, non si rendano conto che la loro religione fu fondata sulla separazione tra religione e politica (Dai a Cesare, cio' che e' di Cesare...).
Pensa caro Dionigi...Pensa. Non credere.
Buona serata

don mario camborata

17 ottobre, 10:17
ciao paul, mi imbatto per caso in questo bel dibattito e lo seguo volentieri...mi permetto solo due battute, scusandomi per non aver tempo per ulteriori approfondimenti: 1. non mi scandalizzerò di certo se il crocefisso verrà rimosso dalle aule scolastiche, ma il discorso su laicità, morale, pubblico (parole apparse nei vari commenti) penso meriterebbe altri palcoscenici...2. paragonare il crocefisso al simbolo della lega nord per parlare di doppiopesismo è un pò come paragonare karl marx a matteo renzi (con tutto il rispetto e la stima per il secondo), ciò non rende onore e merito alla tua intelligenza e acume che ho avuto modo di apprezzare, almeno aspettiamo che la lega abbia duemilatredici anni di storia prima di paragonarla a qualche simbolo appeso....sempre in attesa di tua cortese visita per fare quattro chiacchiere, un caro saluto, dm




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