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Sono iniziate le prove di Madama Butterfly

piazza della repubblica 4' di lettura 21/10/2010 -

Con l’arrivo a Jesi della compagnia di canto di Madama Butterfly entrano nel vivo i preparativi per la 43a Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi che inaugurerà il 12, 13 e 14 novembre con il capolavoro pucciniano (anteprima giovani 11 novembre).



Il primo ‘step’ della produzione lirica si è tenuto ieri pomeriggio, mercoledì 20 ottobre, al teatro Moriconi di Jesi, con il primo incontro tra i cantanti, il direttore d’orchestra Nicola Marasco ed regista Fabio Ceresa, ed una successiva prova musicale, la prima di una lunga serie di prove che si terranno a ritmi serratissimi nelle prossime tre settimane. Le prime prove coinvolgeranno la compagnia di canto, quindi arriveranno la scenografa Giada Tiana Claudia Abiendi, il costumista Massimo Carlotto, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro Lirico Marchigiano Bellini diretto da Davide Crescenzi, e le tante maestranze artistiche e tecniche con uno staff di professionisti del palcoscenico, soprattutto marchigiani, quali maestri collaboratori, macchinisti, elettricisti, sarte, attrezzisti, truccatori teatrali. Non mancheranno le comparse, selezionate stasera – giovedì 21 ottobre – con un casting indetto dalla Fondazione Pergolesi Spontini che cura ed organizza la Stagione Lirica.

Per le recite jesine, è previsto un doppio cast per i ruoli principali: Cio-cio-san è interpretata da Ludmilla Slepneva e da Yasko Sato, Suzuki è Rosa Bove ed Elena Bresciani, Valter Borin e Giuseppe Varano si alternano nel ruolo di Franklin Benjamin Pinkerton, il Console Sharpless è Marcello Rosiello e Jootaek Kim. Nella compagnia di canto sono inoltre Miriam Artiaco (Kate Pinkerton), Paolo Cauteruccio e Roberto Jachini Virgili (Goro), Mattia Olivieri e Giampiero Cicino (Il Principe Yamadori e Il Commissario imperiale), Dario Russo (Lo zio Bonzo) , Roberto Gattei (Yakusidè), Alessandro Pucci (L’Ufficiale del registro), Mariangela Marini (La madre di Cio-cio-san), Marta Torbidoni (La zia), Inna Savchenko (La cugina). Il figlioletto di Butterfly sarà interpretato dal piccolo Nicholas Graham.

Madama Butterfly che sarà rappresentata al Teatro Pergolesi, nell’allestimento della Fondazione del Teatro Comunale di Bologna, è frutto di una coproduzione tra Fondazione Pergolesi Spontini, Teatro dell'Aquila di Fermo e Fondazione Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, in collaborazione con Scuola dell’Opera di Bologna ed il Progetto Sipario. L’opera prodotta a Jesi, verrà poi rappresentata anche a Fermo il 20 e 21 novembre, e a Brindisi il 4 e 5 dicembre.

Nell’allestimento jesino, il regista Fabio Ceresa mette al centro della drammaturgia pucciniana “la distanza incolmabile tra due opposti”. “Cio Cio San e Pinkerton – spiega - si trovano a incarnare gli opposti dello spirito e della materia, che solo accidentalmente prendono la forma di una geisha giapponese e di un ufficiale americano. L’oceano pacifico che divide le due civiltà è il centro nevralgico del dramma: tutta l’incisività del testo nasce dal tentativo di attraversare il mare, di legare in un unico nodo due mondi che non potrebbero essere concettualmente più lontani”. Nell’allestimento di Madama Butterfly, questa suggestione prende forma attraverso il linguaggio della scenografia: “Il primo atto presenta la casa di Butterfly nel disegno di una struttura posta al centro della scena, una sorta di tempio tradizionale giapponese circondato dall’acqua. Intorno a questo luogo, sui quattro lati, corrono file di praticabili che uniscono allo spazio circostante l’isola dove si trova la casa. Nel secondo atto, la scena si rivela disgregata: la struttura della casa si scompone per formare un canneto, un giardino incolto, sospeso. Anche i praticabili hanno assunto una posizione caotica, scivolando alla deriva sempre più lontani dall’isola centrale, in un’idea di abbandono, di attesa. Quella stessa attesa porta il terzo atto ad aprirsi su un’immagine spoglia, rigorosa, metallica. I praticabili hanno trovato un nuovo ordine agli estremi della scena, mentre la struttura centrale, scarnificata, rimane da sola al centro dello spazio, completamente circondata dall’acqua, in una struggente solitudine che presagisce il suicidio finale. Anche i costumi seguono la stessa volontà di pulizia e di rigore formale, cercando di trovare nei personaggi una forza interpretativa che non sia confusa dal fasto della tradizione giapponese, ma che tenda all'essenzialità di ogni carattere”.

giovedì 11 novembre 2010, ore 16 – anteprima giovani
venerdì 12 novembre 2010, ore 21
sabato 13 novembre 2010, ore 21
domenica 14 novembre 2010, ore 16






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-10-2010 alle 18:48 sul giornale del 22 ottobre 2010 - 843 letture

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In questo articolo si parla di musica, teatro, jesi, spettacoli, fondazione pergolesi spontini, teatro pergolesi, opera lirica

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