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Zipa Verde, la zona industriale diventa tecnologica

Daniele Olivi 2' di lettura 25/10/2010 -

Innovazione tecnologica ed eco-efficienza. Questi saranno i requisiti del parco tecnologico alla zona industriale che l'Amministrazione comunale intende creare con lo slogan “Zipa Verde”, immaginando un contenitore dove fare ricerca, sviluppo ed innovazione. Ed è questo uno dei motivi della visita in questi giorni a Torino dell'assessore ai progetti speciali Daniele Olivi.



Insieme ad una delegazione guidata dalla Svim della Regione Marche, l'assessore di Jesi, con altri amministratori della regione, ha partecipato ad tappa del confronto comunitario City Sec legato allo sviluppo sostenibile attraverso le energie rinnovabili, anche in vista della firma del “patto dei sindaci” con cui i primi cittadini di molti centri europei sottoscriveranno il loro concreto impegno a livello locale per ridurre le emissioni e per incentivare le fonti alternative.

“Ringrazio la Svim - ha sottolineato l’assessore Olivi - perché ha saputo costruire una rete fra alcune importanti città marchigiane ed inserirle in un progetto comunitario di così ampio spessore”. Ma a Torino l'assessore Olivi ha colto l’occasione per incontrare anche i vertici dell'Environment Park del capoluogo piemontese, il parco tecnologico che rappresenta un'esperienza originale nel panorama dei parchi scientifici e tecnologici d'Europa proprio per aver saputo coniugare al meglio l'innovazione tecnologica all'eco-efficienza. L'esperienza di Torino, con cui Jesi da tempo collabora, potrà contribuire ad offrire quel bagaglio di nozioni ed elementi utili per avviare anche nella nostra città, all'interno di Zipa Verde, una struttura ad elevato contenuto di innovazione e sviluppo.

Sempre l'assessore Olivi ha partecipato a Torino sia al Salone del Gusto (dove Jesi è presente con l'esperienza del Teatro dei Profumi e dei Sapori presentata da Italcook di cui Slow Food è socio onorario), sia soprattutto a Terra Madre Day, l'iniziativa internazionale abbinata al Salone dove è stata illustrata dal professor Stefano Tavoletti della Facoltà di Agraria dell'Università Politecnica delle Marche l'esperienza della filiera locale Ogm freee bioincentivata di Jesi, dove la certificazione bio parte dai mangimi con cui vengono allevati gli animali fino alla carne in tavola. Un programma che coinvolge soggetti pubblici come Arcafelice e privati, per i quali lo stesso assessorato ai progetti speciali ha previsto contributi a fondo perduto proprio per incentivare tale tipo di produzione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2010 alle 16:54 sul giornale del 26 ottobre 2010 - 1832 letture

In questo articolo si parla di attualità, jesi, Comune di Jesi

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