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Comitato della Vallesina: 'Sadam, adesso basta'

3' di lettura 31/10/2010 -

Ieri, 28 Ottobre 2010, si è riunito il Comitato Tutela Salute Ambiente Vallesina. Dall’analisi degli ultimi sviluppi della vicenda della Riconversione Sadam di Jesi, si è preso atto dell’avverarsi di ciò che migliaia di cittadini firmatari della più copiosa petizione locale degli ultimi anni, assieme al Comitato, ad altre numerose associazioni cittadine, a personaggi di destra e sinistra ed al Consiglio Comunale hanno sempre sostenuto e dimostrato: questa riconversione non può essere accettata in quanto porterà ulteriori carichi e rischi ambientali in una Area già satura di inquinamento e di incidenza di patologie, e non dà alcuna reale e concreta garanzia ai lavoratori.



Oggi tali evidenze, in passato incredibilmente ignorate dal Sindaco persino davanti alla incapacità della stessa Azienda di controbattere nel forum del 16 gennaio u.s., scoppiano davanti agli occhi di tutti.

Da una parte, si sono firmati accordi per permettere a Maccaferri di realizzare impianti dove la sola centrale emetterebbe ogni giorno quantità di polveri pari a quelle emesse da 35 mila auto circolanti in piu’, rendendogli circa 300 milioni di euro di soldi nostri come contributi pubblici. Dall’altra parte, ci troviamo già oggi sotto sanzione dalla Unione Europea per troppo inquinamento da polveri sottili ed a causa di ciò dovremo per mesi andare a piedi per il blocco del traffico, con inconvenienti nella quotidianità dei cittadini e possibili ripercussioni sulle attività commerciali.

Sul fronte occupazionale, mentre davanti alla realtà persino i sindacalisti più accaniti sostenitori dell’Azienda oggi ammettono che serve una riconversione alternativa, a Forlimpopoli pochi giorni fa si è festeggiata la fine della vertenza e la ricollocazione di tutte le maestranze rimaste. Praticamente, l’unica riconversione, assieme a Pontelagoscuro, che risulta essere stata davvero chiusa. Entrambe, senza centrale!!!

Tutto ciò era già stato anticipato alla città e al sindaco un anno e mezzo fa, quando stoppare definitivamente la proposta avrebbe sicuramente lasciato più margini di manovra per consentire anche agli operai di Jesi la possibilità di riavere una vita. Ma Belcecchi, l’Assessore Olivi e l’Assessore all’Ambiente Maiolatesi, assieme a Sindacati e pochi altri hanno scelto ostinatamente di avallare i piani di Maccaferri, condannando la città ad una lacerazione senza precedenti durata anni e sfociata nella violenza del consiglio comunale del 12 febbraio. Oggi, davanti al fallimento delle scelte di chi si è contrapposto a migliaia di persone ed al “Parlamento Cittadino”, è arrivato il momento di CHIUDERE DEFINITIVAMENTE questa assurda vicenda, ribadendo il NO già esplicitato da gran parte della città e dal Consiglio alla nuova centrale ed alla nuova raffineria API/SADAM. Un NO che costituisce l’UNICO PRESUPPOSTO per aprire seriamente la strada ad una riconversione alternativa, chiesta ormai da tutti, partendo dalle risorse del territorio e da tutte le forze sane della città, della politica, e della società civile, per avere in pochi mesi, come dimostrato con il “Metodo Forlimpopoli”, una soluzione che trasformi il problema Sadam in una occasione di rilancio dell’economia locale. Di tutto questo parleremo in una assemblea pubblica il prossimo venerdì 5 novembre 2010 alle ore 21.15 presso la Sala Riunioni della Chiesa di Santa Maria fuori Monsano.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-10-2010 alle 11:21 sul giornale del 02 novembre 2010 - 1101 letture

In questo articolo si parla di ambiente, attualità, Vallesina, zucchero, Comitato Tutela della salute e dell'ambiente della Vallesina

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