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comunicato stampa

Rocconi: 'Il credente sa che il Signore è la sua giustizia'

5' di lettura
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da Mons. Gerardo Rocconi
Vescovo di Jesi - dongerardorocconi@alice.it

mons. gerardo rocconi

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 14 novembre.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: "Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta". Gli domandarono: "Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?". Rispose: "Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine". Poi diceva loro: "Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita". Parola del Signore.

TUTTO SARA’ DISTRUTTO

Era veramente un motivo di orgoglio il tempio di Gerusalemme. E la gente guardandolo dall’alto ne contemplava la bellezza e la grandezza. E quel giorno la gente con ammirazione dice a Gesù di osservare la maestosità del tempio. Ma sono dure le parole di Gesù: “Nulla rimarrà nulla di questo meraviglioso tempio”. E puntualmente nel 70 accade la tragedia: le legioni romane guidate da Tito entrano in Gerusalemme eil tempio è distrutto. Per gli Ebrei è stata l’esperienza più triste. Non per nulla quel poco che oggi rimane viene chiamato “il muro del pianto”. E quella tragedia è il simbolo di tutte le tragedie, le guerre, le carestie che avvengono. Il vangelo di oggi i invita a guardare tutti gli avvenimenti terribili nei quali la storia si snoda. Oggi noi stessi ci chiediamo dove si andrà a finire. A volte abbiamo la sensazione che questo mondo vada avanti allo sbaraglio: chi è più furbo, chi è più forte, chi è più violento, chi ha più potere la vince sempre. A volte sembra che il mondo vada avanti senza un senso. E ci si chiede: “Ma il Signore dov’è?”.

MA IL SIGNORE DOV’ E’?

Oggi il Signore vuole infondere una speranza. Lui non ha dimenticato gli uomini, arriverà il suo giorno. Noi siamo nell’attesa del giorno in cui finalmente si manifesterà il Regno di Dio, la giustizia di Dio; del giorno in cui sarà definitivamente vinta la morte e la nostra vita sarà trasfigurata. I credenti sanno che l’ultima parola non appartiene alla morte, nè alla malvagità, nè ai furbi, nè a chi sta all’origine di ogni male, cioè a Satana. L’ultima parola è di Dio e Lui si ergerà come unico salvatore. Nel suo giorno! Ma quando arriverà il giorno del Signore?

IL GIORNO DEL SIGNORE

Il “Giorno del Signore” è già cominciato con la resurrezione di Gesù e il dono dello Spirito Santo. Infatti: Tanti segni di bene sono presenti, tanti uomini vivono nella fedeltà e nel dono di se stessi; Lo Spirito Santo cambia il nostro cuore e lo rende obbediente alla Parola, capace di scelte generose; Dio ci ha promesso che alla fine la sua vittoria sarà definitiva e i fedeli per sempre abiteranno nel suo cuore. Pertanto chi ha fede vede già il Signore in azione. Nello stesso tempo la Chiesa attende che il giorno del Signore si manifesti in tutta la sua bellezza. La Chiesa sa che Gesù ritornerà, come dice la Bibbia, per distruggere definitivamente il male e per consegnarci nelle mani del Padre suo. L’importante, però, non è sapere quando il Signore ritornerà, ma sapere che ritornerà e sapere che Dio non è indifferente alle azioni degli uomini. Si tratta allora di vivere nella maniera giusta, di essere pronti per quel giorno. Come?

L’ATTESA DEL RITORNO DEL SIGNORE

1- Anzitutto questo tempo, la nostra vita , deve essere il tempo delle scelte, della fedeltà. Tempo in cui viviamo come il Signore ci chiede, nel fare il bene, nell’amore vicendevole, nello spirito delle beatitudini, nel buttare via ogni malvagità, nel rifiuto di ogni violenza, nel dono della nostra vita, nell’imitare Gesù. 2- In secondo luogo questo deve essere il tempo della testimonianza. Il tempo in cui esprimiamo con coraggio la nostra fede, dicendo ai fratelli che il Signore è salvatore, Padre di tutti, e vuole essere la gioia eterna di tutti. 3- E poi deve essere il tempo della speranza. Chi è certo che il Signore ritornerà e sa che questo mondo sfocerà nella vita eterna è pieno di serenità, pur in mezzo alle vicende difficili. La speranza che il Signore verrà e sarà la nostra gioia ci permette di vivere nella temperanza, nella sobrietà, nella semplicità, nella mitezza e nella letizia. Il credente non ha bisogno di accaparrare perchè il Signore è la ricchezza che rimane; non ha bisogno di ammazzare, perchè sa che il Signore è la sua giustizia; non ha bisogno di cercare gioie di un attimo, perchè sa che il Signore è la sua consolazione...



mons. gerardo rocconi

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-11-2010 alle 18:53 sul giornale del 15 novembre 2010 - 952 letture