Pasquini del Gis sull'Hotel Marche: 'Per un imprenditore il gioco non vale la candela'

3' di lettura 15/11/2010 -

La situazione dell'Hotel Marche è più ingarbugliata di quanto sembri”. Il consiglio comunale ha approvato la variante al prg con l'intento di aprire la strada alla messa in vendita dello storico Hotel Bagni fornendo migliori condizioni alla Provincia, proprietaria dell'ente. Ma gli imprenditori, attori protagonisti che decideranno le sorti dell'Hotel Marche, hanno idee un po' diverse.



Con la variante la struttura è stata estrapolata dal comparto in cui era inserita (che comprende anche il palazzo dello Iat, il parcheggio e i giardini Morandi), sarà possibile demolire e ricostruire l'edificio che diventerà un albergo a cinque stelle, e si potrà innalzare di un piano la struttura. Con queste condizioni la Provincia andrà all'asta all'inizio del 2011 con un prezzo base di 7,5 milioni di euro.

“L'acquisto dell'Hotel Marche non è proprio un affare -commenta Silvio Pasquini, presidente del Gruppo Industriali Senigalliesi- anzitutto l'area in cui si trova necessita di un riqualificazione perchè sul lungomare Marconi, che dovrebbe essere il fiore all'occhiello del litorale, si vedono cose davvero brutte e obsolete. Detto questo ci sono molti aspetti che frenano l'acquisto. Anzitutto i 7,5 milioni di euro di base d'asta cui vanno aggiunti i costi di demolizione, bonifica e ricostruzione dell'edificio per arrivare a qualcosa come 20 milioni di euro. E non a caso in passato ci sono stati progetti che si sono arenati”. Una cifra così ingente, anche se si trovassero imprenditori disponibile ad investirla, difficilmente potrebbe essere ammortizzata. E in discussione viene messa anche l'opportunità di realizzare a Senigallia un hotel extra lusso.

“A 200 metri dall'Hotel Marche c'è l'area Sacelit dove è previsto anche lì un altro albergo a cinque stelle -osserva Pasquini- e la situazione è già di per sé comica. Due strutture ricettive extra lusso attigue a Senigallia, come possono sopravvivere? E poi, ci sono clienti che coprono 90 camere a 350 euro al giorno almeno durante la stagione turistica? E d'inverno cosa succederebbe?. L'unico progetto credibile potrebbe essere quello di realizzare una struttura che faccia concorrenza al Federico II di Jesi con il suo centro congressi oppure ridimensionare il progetto per l'Hotel Marche e pensarlo come un hotel charme, a quattro stelle. Ma in questo casto caso non si possono investire 30 milioni di euro”.

Altri aspetti sollevano dubbi sul futuro dell'Hotel Marche. “L'area dell'Hotel Marche è piccola, mentre un albergo con 90 camere ha bisogno di più spazi, con un ampio parcheggio, un'area verde magari -prosegue Pasquini- e poi c'è il problema delle due ali dell'Hotel Marche che sono di proprietà privata. Chi compra l'edificio ha l'albergo nel corpo centrale mentre nelle due ali ci sono ristoranti e appartamenti dove vivono famiglie. E allora come si fa?”. L'Hotel Marche insomma rischia di restare una spina nel fianco del comune che comunque, secondo Pasquini, “fa bene a cercare di sbloccare la situazione anche se non sarà facile”.






Questo è un articolo pubblicato il 15-11-2010 alle 23:45 sul giornale del 17 novembre 2010 - 1947 letture

In questo articolo si parla di giulia mancinelli, politica, hotel marche, silvio pasquini

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La spina nel fianco l'avranno i senigalliesi a spasso o in bicicletta quando tra una decina d'anni non riconosceranno più la loro città, fatta di scatoloni vuoti e serrande abbassate.

Dopo le ex-colonie Enel ora pareva giusto il tanto discusso Hotel Bagni/Marche.
Il prossimo sarà un Bed & Breakfast nella residenza municipale di Piazza Roma...

Ma lei che è noto per la sensibilità su tante tematiche come giudica l'alienazione e la demolizione di un altro pezzo di storia e cultura senigalliese??

Lasciando da parte per un momento il mero profitto imprenditoriale.

Comunque sia grazie per il suo pensiero.

Almeno è stato l'unico ad esprimersi oltre al sindaco e alla presidentessa della provincia.

Piano Renzo

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